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Che ne sarà del River e dei 420 rom? Risponde Simonelli

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Una domanda che aleggia nell’aria da una quindicina di giorni, da quando il Campidoglio ha ufficialmente dichiarato che il 30 giugno scade la concessione della cooperativa Isola Verde per la gestione del campo e che l’unica offerta giunta all’ormai famoso bando per un nuovo campo rom in XV – offerta presentata dalla stessa cooperativa – è risultata essere “inidonea”.

Quindi stop al River e stop al bando, non ci sarà nessun nuovo campo. E allora si ripropone di nuovo la domanda: che ne sarà del campo di via Tenuta Piccirilli e dei suoi attuali 420 ospiti di cui quasi la metà minori?

E’ stato questo il tema clou della conferenza stampa indetta da Stefano Simonelli, Presidente del XV, nel pomeriggio di mercoledì 14 giugno, a quasi un anno esatto dal ballottaggio del 20 giugno 2016 che decretò la sua vittoria col 58,6% dei voti portandolo sullo scranno di primo cittadino del XV.

E, senza dubbio, il problema del campo nomadi di via Tenuta Piccirilli è stato uno dei più spinosi che si è trovato a gestire in quanto incastonato nel più vasto problema che riguarda tutta la Capitale.

La storia in pillole

I fatti sono noti, li riassumiamo: il 14 giugno 2016 – in epoca commissario Tronca e in pieno ballottaggio elettorale – il Comune di Roma pubblica un bando per “il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del Municipio XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia rom” di provenienza dal campo River, della durata di 15 mesi e per un valore di circa 1,5 milioni di euro.

Un bando controverso, discusso e discutibile, contestato dal XV a luglio ma confermato dal Consiglio Comunale pochi giorni dopo.

Un bando su cui punta gli occhi l’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, e che perciò viene sospeso dal Campidoglio il 21 dicembre 2016 per poi essere sbloccato il 7 marzo 2017.

Scatta un vasto movimento d’opinione in tutto il XV Municipio e vengono raccolte 8mila firme per osteggiare la realizzazione del campo contro la quale si schiera anche il Consiglio del XV Municipio al termine di un‘animata seduta tenutasi il 3 aprile.

Ma nel frattempo la commissione tecnica è al lavoro per valutare le offerte pervenute e si viene a sapere che l’unica a presentare un progetto è stata la stessa cooperativa che gestisce il River.

Scattano quindi nuove denunce all’Anac contro un bando che sembra essere stato scritto “su misura” finchè, i primi di giugno, arriva la notizia bomba.

Con una lettera datata 1 giugno 2017, il dipartimento capitolino Politiche Sociali dà di fatto il ben servito alla Cooperativa Sociale Isola Verde scrivendo che “il servizio affidato alla Cooperativa nel campo River giungerà a scadenza il 30 giugno 2017“.
Ma non solo, nella lettera viene dichiarato inidoneo il progetto presentato per il nuovo campo avendo acquisito solo 32 punti contro il minimo previsto di 48.

Nelle stesse ore, il sindaco Raggi annuncia il piano capitolino per il superamento dei campi nomadi dichiarando che gli interventi saranno avviati da subito nei due campi ‘La Barbuta’ (656 persone per circa 100 nuclei familiari) e ‘La Monachina’ (115 persone per circa 30 nuclei familiari).
E il River?

Che ne sarà del River e dei 420 rom

Torniamo dunque alla conferenza stampa ad inizio della quale Simonelli ci tiene subito a dichiarare che l’aver giudicato inidoneo il progetto presentato dalla cooperativa Isola Verde è solo frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla commissione valutatrice, “che doverosamente si è attenuta alle carte e solo a quelle“.

E’ quindi tranchant il presidente nell’affermare, quasi scandendo le sillabe, che “chiunque dichiari che lo stop al bando è figlio di influenze esterne, di pressioni politiche e di – seppur legittime – raccolte di firme, dice il falso ed è perseguibile“.

Poi la seconda affermazione, perentoria anch’essa, quasi a smentire le recenti dichiarazioni fatte da Marcello Zuinisi dell’Associazione Nazione Rom: “gli attuali ospiti del River non verranno trasferiti a La Barbuta, nè in nessun altro campo“.

Incalzano quindi le domande: e allora? dove dormiranno la notte del primo luglio quelle 420 persone?

Occorre precisare – risponde Simonelli supportato da Monica Rossi, forse la persona più esperta di tematiche relative ai rom nello staff del Sindaco visto il suo impegno trentennale sulla materia, nonchè autrice materiale del piano di superamento – che la lettera del Campidoglio dice solo che il 30 giugno scade la concessione per la Cooperativa“… a buon intenditor poche parole.

In sostanza, come poi confermato dalla d.ssa Rossi, il piano di superamento includerà fin dai prossimi giorni anche il River e pertanto è dai suoi ospiti che si comincerà subito a metterlo in pratica.

Un pilot che servirà a testare l’efficacia delle previsioni del piano “senza notevoli difficoltà, alla luce del fatto – aggiunge Simonelli – che fra i 120 nuclei del River ce ne sono tanti favorevoli all’inclusione, ben disposti al dialogo con le istituzioni. Quindi scatterà quanto il piano prevede: accertamenti fiscali e patrimoniali su ogni nucleo per verificare l’eleggibilità a sottoscrivere un patto di responsabilità in cui saranno chiariti bene i diritti e i doveri. Un patto per aderire a progetti di scolarizzazione, di lavoro e che prevedono l’inclusione e la possibilità di essere destinatari di misure di sostegno pubblico per un’abitazione”.   

Ma per tutto ciò occorre tempo, e quindi risorge ancora la domanda: ma dal primo luglio dove andranno?

Diverse ipotesi sono allo studio. E’ quanto sostiene Simonelli che non può rivelare ancora tutti i dettagli ma che non nasconde che un’ipotesi, a nostra sensazione la più concreta, è che le 420 persone possano restare ancora nel River dando così il tempo all’amministrazione di effettuare le indagini patrimoniali.

Se così sarà, lo sarà per un tempo brevissimo” conclude Simonelli che alla nostra domanda: breve quanto?, risponde: “l’ultimo giorno farà ancora caldo a Roma“.

Sperando che non accada come nel 2016 quando il mese di dicembre a Roma fu caratterizzato da temperature ben al di sopra della media stagionale grazie ad un anticiclone sub-tropicale africano che ci regalò un dicembre che di invernale aveva molto poco…

Claudio Cafasso

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2 COMMENTI

  1. Perseguibili i cittadini che ritengono che “anche” grazie alla loro civile mobilitazione, attraverso una petizione, vi sia stata una maggiore attenzione alla vicenda del Campo Nomadi? questa è la considerazione verso la c.d società civile, i comitati locali etc che tanto hanno contribuito alla crescita esponenziale del Movimento 5 Stelle in termini di consenso ? ora capisco perché nelle elezioni amministrative della scorsa settimana il M5S ha cominciato a mostrare i primi segni di distacco da una parte del suo elettorato. Una volta ( quando faceva opposizione) il M5S cavalcava era vicino alle battaglie sul territorio dei comitati cittadini, oggi invece arriva addirittura a prefigurare possibili azioni legali nei loro confronti se dovessero azzardarsi a rivendicare il merito del raggiungimento di un obiettivo nell’interesse del territorio.
    COMPLIMENTI !!!!!!!

  2. Che fare? Rimandiamole nei paesi d’origine. Questi non rispettano mai le norme e leggi del vivere civile sono troppo abituati chiedere senza lavorare, rubare e più comodo no ? o sporcare quando rovistano nei cassonetti e lasciano tutto fuori . Nei loro paesi staranno meglio senza avere ne anche i problemi della lingua.

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