Home ATTUALITÀ Sbloccato il bando, il campo rom a Roma Nord si farà

Sbloccato il bando, il campo rom a Roma Nord si farà

campo nomadi attrezzato
immagine di repertorio

Nelle more del procedimento di monitoraggio avviato dall’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata dal magistrato Raffaele Cantone, lo scorso 21 dicembre l’amministrazione capitolina aveva sospeso il bando di gara per il reperimento “di un’area attrezzata nel territorio del Municipio Roma XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia Rom“.

il Dipartimento alle politiche Sociali, su richiesta dell’Assessore, aveva infatti emesso un provvedimento di “autotutela decisoria di sospensione delle procedure di gara” per la durata di sei mesi in attesa della conclusione del  monitoraggio dell’Anac che era stato predisposto a seguito di un esposto dell’Associazione Nazione Rom, successivamente inoltrato dall’Anac alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti.

Peraltro va ricordato che per l’aggiudicazione del bando, scaduto fin dal 22 agosto, solo il 13 ottobre era stata nominata la commissione valutatrice che peraltro, a tutto dicembre, non si era ancora riunita.

Tutto dunque lasciava presagire che la direzione presa fosse quella voluta dal Consiglio del XV che a luglio 2016 aveva espresso un unanime  dissenso contro la realizzazione di questo campo.

 L’ultimo atto

L’ultimo atto della vicenda, di cui in calce ripercorreremo sinteticamente le tappe, è scritto nella Determinazione Dirigenziale emessa dal Dipartimento alle Politiche Sociali in data 7 marzo 2017.

Nello stessa si legge che l’Anac ha chiarito al Campidoglio che “l’attività di monitoraggio è finalizzata ad osservare lo stato di avanzamento dell’iter procedurale delle gare e non comporta l’attivazione di uno specifico procedimento di vigilanza ai sensi del Regolamento del 9.12.2014 né – di regola – l’adozione di provvedimento finale”.

In tal senso, l’Anac ha esortato il Campidoglio “nell’ambito della propria autonomia decisionale” ad andare avanti sulla strada del bando.  Quanto basta dunque per sbloccare l’iter.

Riparte il bando

Sempre con la Determinazione del 7 marzo il Dipartimento ha quindi deciso di confermare la “Procedura aperta per il reperimento di un’area attrezzata nel territorio del Municipio Roma XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia Rom e affidamento del servizio di gestione” . Gara alla quale, come poi si estrapola dal documento, è giunta una sola offerta.

Saldo zero, non è un campo in più. La gara infatti – spiega ancora il documento – “non prefigura la creazione di un nuovo insediamento rom nel territorio cittadino, dal momento che analogo servizio, svolto su area privata di proprietà dell’affidatario, è da anni già attivo ed affidato fino al 30.06.2017 ad organismo del terzo settore“.

Il riferimento è al campo nomadi River, in via Tenuta Piccirilli sulla Tiberina, tre chilometri dopo Prima Porta, campo che  deve essere chiuso “entro il termine ultimo del 30 giugno 2017” e dove, stando all’ultimo censimento di gennaio 2017 della Polizia Locale, vivono “circa 420 persone, di cui più della metà minori“.

Tutte “persone in condizioni di fragilità e senza alternativa abitativa” che con la chiusura del River e senza l’apertura di un nuovo campo “si vedrebbero bruscamente private dell’alloggio e di forme di protezione sociale, con possibili ripercussioni sulla sicurezza pubblica” si legge ancora nella Determinazione Dirigenziale.

Da qui la necessità di far ripartire subito il bando.

Le perplessità

A lasciare però perplessi gli osservatori sono i contenuti del bando e soprattutto le voci di spesa alle quali viene dedicato il milione e trecentomila euro che è stato messo a gara con una precisa indicazione: “l’inclusione sociale della popolazione rom” in uscita dal River.

Le perplessità derivano dal fatto che il 20% di tale importo è destinato alla vigilanza, ben il 76% alla gestione della struttura e poco meno del 4% all’inclusione attraverso borse lavoro e di percorsi formativi.

Come si intenda favorire con circa 50mila euro il processo di integrazione di 420 persone (120 euro a testa) è tutto ancora da spiegare.

La storia in pillole

Il nuovo campo rom doveva nascere nel XV Municipio oppure nei limitrofi XIV o III. Così diceva il Bando di Gara indetto dal Comune di Roma in data 14 giugno 2016 – epoca Commissario Tronca – col quale si intendeva reperire un’area attrezzata “per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia Rom“. Di questi, 109  provenienti dal camping River in via Tenuta Piccirilli, sulla Tiberina.

La gara scadeva il 22 agosto e il nuovo campo doveva essere aperto dal primo di ottobre.

Contro questo bando il 27 luglio si schierava unanime il XV Municipio, chiedendone il ritiro.

Il 9 agosto, a sorpresa, contro il ritiro del bando votava invece a favore il Consiglio comunale a maggioranza M5S.

Il giorno dopo, 10 agosto, dal XV partiva una lettera a Virginia Raggi nel quale si chiedeva “il rispetto di quanto votato in Consiglio Municipale“.

Poi, sempre in agosto, si veniva a sapere che  l’Associazione Nazione Rom (ANR) aveva chiesto e ottenuto l’apertura ufficiale di una indagine da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Ma la vicenda raggiunge l’apice quando a fine ottobre l’Anac, rispondendo all’ANR, rende noto di aver trasmesso alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica l’intero fascicolo.

Il provvedimento di sospensione adottato in data 21 dicembre pareva dunque essere un atto dovuto al quale il Campidoglio non poteva sottrarsi viste le polemiche e i dubbi suscitati dal contenuto della gara e soprattutto vista la forte contrarietà del territorio interessato.

Ma la notifica dell’Anac e la conferma della validità del bando, ufficializzata appunto col documento del 7 marzo, riaprono tutti i giochi: il campo rom si farà. (red.)

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3 COMMENTI

  1. Ma il Campo Rom attualmente allestito nel camping Roman River DEVE essere chiuso entro il 30 giugno unicamente perché in tale data scade la vecchia convenzione o per motivi inderogabili che non consentirebbero di continuare anche in futuro ad ospitare il Campo Rom? non è questione di lana caprina, in quanto nel I° caso il nuovo bando potrebbe essere solo un fatto necessario ad evitare l’interruzione della convenzione e continuare quindi a mantenere nello stesso sito il Campo Rom ( in tal caso l’offerta pervenuta potrebbe essere quindi proprio dello stesso Camping Roman River). Nel secondo caso, invece, l’unica cosa certa sarebbe che il campo rom comunque verrà spostato da via Tenuta Piccirilli e quindi anche che l’unica offerta pervenuta non può essere del Camping River. In questo ultimo caso già oggi i cittadini di via Tiberina (……. e Prima Porta)
    avrebbero certezza che il campo di via Tenuta Piccirilli verrà chiuso definitivamente.

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