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Campo Rom nel XV, ANAC chiede lumi sul bando

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Torna alla ribalta la vicenda del campo rom nel XV Municipio. A riaccendere i riflettori è l’ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, con una lettera al Campidoglio nella quale chiede chiarimenti e spiegazioni sul bando che parrebbe viziato da irregolarità.

Il pregresso

Nel corso dell’affollato Consiglio tenutosi lo scorso 3 aprile in XV Municipio e terminato con un NO al bando espresso da tutte le forze politiche rappresentate nel parlamentino locale, Daniele Torquati, capogruppo PD, aveva annunciato l’invio di una lettera all’ANAC con la quale si chiedeva di rianalizzare nuovamente il bando “per fugare ogni dubbio in ordine ad eventuali profili di illegittimità mai evidenziati prima d’ora“.

In particolare, chiedeva di capire se il bando, che pare tagliato a misura su particolari strutture quali i camping, sia “idoneo a garantire la partecipazione di tutti i soggetti interessati a fornire i servizi richiesti“.

In sintesi, le domande poste erano: è stato rispettato il principio del confronto concorrenziale alla base del nuovo codice per i pubblici appalti? Ci sono gli estremi per un nuovo annullamento in autotutela?

Nella stessa giornata anche l’Associazione 21 luglio presentava un esposto all’Anac ipotizzando che il bando fosse stato tagliato su misura sull’unico partecipante ad aver risposto alla gara, cioè “la stessa cooperativa operante nel settore sociale che dal 2005 gestisce l’accoglienza delle comunità rom nel Villaggio River”.

L’Associazione 21 luglio ha quindi evidenziato all’ANAC come la gara d’appalto “sembrerebbe essere stata redatta in funzione dell’unico soggetto avente i requisiti strutturali, la capacità economica e finanziaria e le competenze tecnico-professionali espressamente richieste dal bando di gara”.

Esiste infatti, secondo l’Associazione, “una forte similitudine tra i requisiti strutturali, le prestazioni e i servizi richiesti e forniti sino ad ora nel River e quelli previsti dal bando”.

La 21 Luglio avvalorava i suoi sospetti dichiarando che nel bando “le restrizioni territoriali (XV Municipio o Municipi limitrofi), quelle legate alla capacità tecnica (esperienza simile negli ultimi tre anni), quelle relative alla capacità economica (fatturato degli ultimi 3 anni non inferiore al 20% dell’importo a base di gara) sono tali che è possibile affermare che al di fuori della Cooperativa in oggetto non vi siano altri concorrenti, né nel territorio del XV Municipio né in quelli limitrofi, in possesso né di una struttura rispondente ai requisiti strutturali previsti né aventi le capacità tecniche, economiche e finanziarie richieste dal bando”.

Si paventa il forte sospetto – concludeva l’esposto – che la gara sia stata strutturata in modo tale da permettere la partecipazione della sola realtà appartenente al terzo settore” e pertanto “si ponga in violazione della normativa di settore e in dispregio dei basilari principi di concorrenza, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità in quanto volta a celare dietro il ricorso a procedura aperta, palesi distorsioni del mercato”.

ANAC  accoglie gli esposti e chiede lumi al Campidoglio

Con una lettera datata 2 maggio, l’Autorità guidata da Raffaele Cantone chiede chiarimenti al Campidoglio dando trenta giorni d tempo per ricevere la risposta.

L’Anac infatti ha ritenuto di dar seguito ai due esposti scrivendo che, in base agli stessi, i requisiti di partecipazione al bando “sarebbero troppo restrittivi e favorirebbero la precedente affidataria del servizio, Cooperativa Isola Verde Onlus, che ha già a disposizione l’area del Camping River, attuale sede del campo Rom, che sarebbe l’unico operatore economico a possedere i requisiti di capacità economica e tecnica richiesti dal bando, ed avrebbe a disposizione un’area conforme a quella richiesta nel bando di gara.”

Inoltre, continua la lettera firmata dal dirigente Ufficio Vigilanza Servizi e Forniture, “i servizi indicati nel bando di gara sarebbero identici a quelli indicati in una convenzione con l’Isola Verde Onlus del 2009, che tra l’altro è l’unico operatore economico che ha presentato offerta. Il bando di gara, inoltre, citando la Legge della Regione Lazio n. 18/2008, favorirebbe i campeggi a discapito di altre possibili strutture dove ospitare la popolazione RSC“.

E la lettera si chiude così: “si chiede di aggiornare lo scrivente Ufficio sullo stato attuale della procedura di gara in oggetto e si indica per il riscontro il termine di 30 giorni dal ricevimento della presente, ai sensi dell’art. 213 comma 13 del d.lgs. 50/2016.”

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1 commento

  1. Perfetto!Finalmente si accende un riflettore su certe procedure evidentemente viziate!!!!! E poi torno a chiedere con forza che l’Ente aggiudicatario presenti progetti seri di integrazione, lavoro, istruzione, la cui implementazione sia sottoposto a controlli pena la revoca della concessione medesima !

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