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Dov’è il nuovo campo rom a Roma Nord?

campo nomadi attrezzato
immagine di repertorio

Osteggiato dal XV Municipio, voluto invece dal Campidoglio, oggetto di dibattito e di articoli su tutte le testate per un mese e passa nel corso dell’estate, doveva essere operativo dal primo ottobre ma la nebbia è calata sulla vicenda: dov’è il nuovo campo rom a Roma Nord?

Doveva nascere nel XV Municipio oppure nei limitrofi XIV o III. Così diceva il Bando di Gara indetto dal Comune di Roma in data 14 giugno mentre era ancora in carica il commissario straordinario Tronca. Con questo bando il Campidoglio intendeva reperire un’area attrezzata “nel territorio del Municipio Roma XV o Municipi limitrofi per l’accoglienza e soggiorno di 120 nuclei familiari di etnia Rom“.

Di questi, 109  nuclei per 475 persone erano, e presumibilmente ancora sono, residenti nel camping River in via Tenuta Piccirilli, sulla Tiberina, che pareva  destinato ad essere chiuso.
Ai partecipanti al bando veniva richiesto di mettere a disposizione un’area attrezzata “ubicata nelle vicinanze di scuole, centri abitati servizi socio-sanitari, commerciali, facilmente raggiungibile con l’uso di mezzi pubblici o con mezzi di trasporto privati, comunque in modo tale da permettere, per la comunità attualmente ospite presso il Camping River, la continuità di partecipazione alla vita sociale del territorio, l’accesso ai servizi territoriali e facilitare le visite agli ospiti delle strutture.”

Contro questo bando il 27 luglio si schiera unanime il XV Municipio, a guida M5S, chiedendone il ritiro in quanto “l’intero quadrante di Roma Nord è stato già oggetto di rilevanti innesti senza una effettiva partecipazione alle scelte dei luoghi”.

Il 9 agosto, a sorpresa, contro il ritiro del bando vota a favore il Consiglio comunale a maggioranza M5S.

Il 10 Agosto dal XV parte una lettera a Virginia Raggi nel quale si chiede “il rispetto di quanto votato in Consiglio Municipale“.

Poco dopo, contro l’apertura del nuovo insediamento scende pesantemente in campo l’Associazione Nazione Rom (ANR) che chiede ed ottiene l’apertura ufficiale di una indagine da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, diretta dal magistrato Raffaele Cantone, poichè si ritiene “che il bando sia illegittimo e che violi le leggi e i regolamenti“.

Qui si ferma la cronaca. Il bando scadeva il 22 agosto, dopo di che il Campidoglio avrebbe dovuto esaminare le offerte, aggiudicare e affidare affinchè il nuovo campo fosse operativo dal primo di ottobre. Ma da fine estate la nebbia è calata sulla vicenda.

Non una riga sul sito del Campidoglio, nessun accenno sulle pagine del Dipartimento capitolino alle Politiche Sociali dove invece abbondano altre informazioni sul tema accoglienza integrazione nomadi, nessuna dichiarazione da parte di Laura Baldassarre, assessore capitolino alle politiche sociali, che il 25 agosto, in una riunione con l’ANR, si era impegnata a dare una risposta in merito.

Nebbia e opacità, sinonimi al contrario di trasparenza, ne oscurano la vista: è operativo, e se sì, dov’è questo campo? (red.)

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4 COMMENTI

  1. I consiglieri Comunali e municipali hanno una funzione di controllo ed indirizzo. Attraverso le interrogazioni ( nel caso specifico meglio se a risposta scritta), possono chiedere (al Sindaco o al Presidente Municipale) informazioni e chiarimenti su tematiche inerenti l’istituzione che rappresentano. Voglio sperare che qualche esponente dell’opposizione comunale e/o municipale abbia già provveduto a presentare una interrogazione sull’argomento. Almeno per sapere se sono arrivate offerte, se sono state esaminate, se è stato aggiudicato il bando etc etc. Sarebbe già qualcosa di fronte all’opacità che avvolge la vicenda.

  2. Anche io non riesco a capire se il silenzio sia figlio dell’imbarazzo o dell’indecisione. Tuttavia mi sembra abbastanza evidente, come ho già scritto e dichiarato, che il bando fosse essenzialmente finalizzato a reperire una struttura identica al River. immagino quindi che sia l’unica realtà ad aver partecipato alla selezione pubblica; se così fosse, saremmo in presenza di una “normalizzazione”, in virtù del superamento delle procedure di affidamento diretto. A questo punto la giunta Raggi (assieme al Municipio) è chiamata a scegliere tra alcune opzioni. Potrebbe mandare avanti le procedure e legittimare l’esistente, o, in alternativa, potrebbe annullare il bando (prorogando per il tempo necessario le attività del River) e decidere la chiusura del centro in coerenza con il programma presentato agli elettori. Oppure (come avevamo consigliato) potrebbe riformulare il bando definendo il tempo di vita massimo della nuova struttura e il tempo massimo di permanenza, attraverso politiche di sostegno all’uscita dal campo, decidendo infine la non riassegnazione delle postazioni che progressivamente si libererebbero. Rimanere a guardare è la cosa peggiore per tutti.

    Marco Tolli

  3. sembra che lo vogliamo a tutti i costi forse vista la situaziione del comune di Roma hanno altro a cui pensare e speriamo se ne dimentichino e facciano cose più necessarie per tutti

  4. Premesso che forse vado controcorrente e che comunque che reputo anche io necessario superare il concetto stesso dei “Villaggi della Solidarietà ” (compreso quello di via Tiberina) che altro non sono che campi nomadi, noto che molti cittadini e forze politiche municipali, auspicano che il bando non vada in porto. Questo perché è passata l’idea (specie in molti cittadini) che si tratti dell’ennesimo campo nomadi; tesi però infondata in quanto verrebbe chiuso un campo (via Tiberina) per aprirne un altro o per “regolarizzare” lo stesso di via Tiberina. In altre parole i sostenitori del fallimento del bando, sono vittime in buona fede delle “voci di popolo” per cui arriveranno altri nomadi per un nuovo campo aggiuntivo a quello esistente, mentre sarebbero gli stessi dislocati in altra zona o, appunto, nello stesso sito di via Tiberina in cui sono ora. Altri cittadini , a mio parere, utilizzano invece questa tesi infondata con il solo obiettivo, del tutto legittimo e comprensibile, di evitare che il campo nomadi attuale possa essere spostato nella propria zona di residenza. In tal modo però, il sospetto è che prevalga l’atteggiamento del “Tanto meglio tanto peggio”, ovvero che se un campo deve esserci è meglio che sia a ridosso dei cittadini di S.Isidoro, Tenuta Piccirilli e piazza Saxa Rubra piuttosto che rischiare che con il nuovo bando venga spostato nella propria zona di residenza. Tutto legittimo ovviamente, ma non si può giustificare questo atteggiamento nascondendosi dietro l’argomentazione secondo la quale aumenterebbero i nomadi e i campi nomadi nel Municipio.

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