Home TIBERINA River, scommessa persa. CPI: “Va chiuso subito”, ANR: “Blitz abuso di Stato”

River, scommessa persa. CPI: “Va chiuso subito”, ANR: “Blitz abuso di Stato”

campo nomadi river

Sempre più allarmante la situazione dell’ex campo nomadi River diventato terra di nessuno da quando, il 30 settembre 2017, è venuto meno il controllo del Campidoglio esercitato tramite la cooperativa Isola Verde alla quale non è stato rinnovato il contratto perchè il campo doveva essere chiuso.

Da allora non è più regolare ma abusivo benchè “tollerato”, viste le due proroghe stabilite dal Campidoglio che, prima fino al 30 novembre 2017 e poi fino al 30 giugno 2018, ne consentono ancora la sopravvivenza seppur in condizioni difficili per chi vi risiede e per chi abita in via Tenuta Piccirilli e dintorni.

Condizioni difficili, soprattutto per i residenti della strada costretti a condividere questa realtà da quasi 15 anni. E’ grazie a loro che l’attenzione resta sempre alta, come quando, un paio di mesi fa, tramite il Comitato via Tiberina, fecero sapere che “Lo scenario che si presenta dopo la presunta chiusura del River del 30 settembre scorso è lo scenario, che tutti temevamo: un campo abusivo, alla mercé di tutti, soprattutto nelle ore notturne. A parte, la fuoriuscita di alcuni nuclei familiari di nomadi e l’abbattimento di qualche modulo abitativo durante i primi giorni di ottobre, tutto si è fermato. Inutili sono stati i proclami, le conferenze stampa e le rassicurazioni date dalle amministrazioni, in quanto il quadro che si proiettava davanti a noi era fatto di promesse, parole che però hanno sempre fatto fatica a tramutarsi in fatti“.

La scommessa

L’applicazione del piano di superamento di campi nomadi voluto da Campidoglio e che doveva essere sperimentato proprio sul River – doveva essere un pilot, così dissero –  non è infatti andata in porto anzi, per restare nella perifrasi, è ancora molto al largo.

Chiudere fisicamente il River senza mettere per strada chi ci vive era e rimane un’impresa ardua, soprattutto volendolo fare in pochissimi mesi.
Questa era però la volontà dichiarata dal Campidoglio e dal Municipio XV che ad oggi non trova riscontro minimo nei fatti. Si trattava di una vera  scommessa per ambedue, ma l’hanno persa.

Terra di nessuno

Nel frattempo il campo è diventato terra di nessuno. A novembre un gruppo di ospiti del campo viene sorpreso a svuotare un container rubato; a gennaio, viene dato alle fiamme un cumulo di rifiuti facendo accorrere i Vigili del Fuoco; a febbraio, una cinquantina di nomadi escono dal campo accerchiando ed inveendo contro agenti della Polizia Locale costretti ad allontanarsi; sempre a febbraio un nomade viene sorpreso a sversare rifiuti speciali nell’area accanto al campo; il giorno dopo l’area viene incendiata rendendo necessario l’intervento di tre squadre dei Vigili del Fuoco e l’allontanamento dalle loro case degli abitanti della via.

Poco dopo si tiene la visita sul posto di una delegazione di parlamentari il cui risultato è quello di ottenere un incontro di una delegazione di cittadini con i vertici della Prefettura. In quella sede viene chiesta una maggiore presenza dello Stato e interventi mirati a contrastare i fenomeni di illegalità. E, probabilmente, la prima risposta è stato proprio il blitz di mercoledì 18 aprile: dieci persone fermate, quaranta auto controllate, sequestrati 25 veicoli sprovvisti di assicurazione, sigilli a un’area utilizzata come discarica abusiva è il bilancio dell’operazione che ha impegnato 60 agenti della Polizia Locale.

ANR, “Blitz = abuso di Stato”

E’ irata la reazione di Marcello Zuinisi, rappresentante di ANR, Associazione Nazione Rom, che in un comunicato così commenta il blitz. “Le macchine sequestrate erano in realtà parcheggiate su un area privata e non potevano essere toccate. Le persone poste in stato di fermo non hanno commesso alcun reato. Il Sindaco Virginia Raggi, dopo il fallimento del “piano Rom”, invece di chiedere scusa a Rom, Sinti e Caminanti (RSC) usa il “tallone di ferro” per schiacciare famiglie poverissime. Siamo di fronte ad autentici ‘Abusi di Stato’” conclude Zuinisi.

Resta il fatto che quella del River è ormai una situazione esplosiva la cui gravità è stata più volte denunciata da cittadini, dal Comitato Via Tiberina, dalle forze politiche di opposizione che pure avevano chiesto e ottenuto un Consiglio straordinario del Municipio XV chiusosi però con un nulla di fatto.

CPI: “manifestiamo il 26 aprile”

E oggi, a poche ore di distanza dal blitz, arriva l’annuncio di Casapound Italia che chiama a raccolta sostenitori e cittadini per una manifestazione indetta per chiedere l’immediata chiusura del River.

Ad anticiparla è Andrea Antonini, vicepresidente di CPI Italia, commentando il blitz.”Che bella questa città. Da mesi denunciamo al municipio la situazione esplosiva creata dalla presenza di uno dei più grandi campi nomadi (che nomadi non sono) di Roma, senza alcuna efficace risposta. È bastato indire una manifestazione (autorizzata dopo una lunga e complessa opera di approfondimento da parte della questura) e, nel giro di due giorni, arriva puntuale il servizio di Striscia la Notizia e l’intervento della Polizia Locale” esclama Antonini annunciando che “per chiedere l’immediata chiusura del Camping River, esempio perfetto di abuso e illegalità, e fermare degrado e criminalità, CasaPound Italia Roma nord ha organizzato una manifestazione giovedì 26 aprile, alle ore 17, in via Tiberina 210

Claudio Cafasso

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