Home TIBERINA Comitato via Tiberina: “ok tutelare i diritti ma anche quelli dei residenti”

Comitato via Tiberina: “ok tutelare i diritti ma anche quelli dei residenti”

campo nomadi river

La decisione della Corte Europea dei diritti dell’uomo non poteva non suscitare polemiche e perplessità. C’è chi grida ad un attentato alla sovranità nazionale invocando le ruspe e chi, più pacatamente, riconoscendo il diritto ad avere diritti li chiede però per tutti, rom del camping River e residenti di via Tenuta Piccirilli.

Fra questi, in prima posizione, c’è il Comitato via Tiberina che rappresenta la voce degli abitanti locali, compreso il grappolo di famiglie che hanno casa da tempo nei pressi del campo nomadi e che convivono con questa situazione da circa quindici anni.

In merito alla decisione della Corte che ha ordinato al governo italiano di sospendere lo sgombero del Camping River fino a venerdì 27 chiedendo al Consiglio dei Ministri e al Comune di Roma di indicare nelle prossime ore le misure alloggiative previste per 65 nuclei familiari ancora presenti nel campo con la spada di damocle dello sgombero pendente sulla loro testa, il Comitato sottolinea che “è bene ricordare che dal 1 luglio 2018 sono state interrotte le utenze presso il River, e che l’ordinanza di sgombero si è resa necessaria per il progressivo aggravarsi delle condizioni igienico sanitarie dell’insediamento, composto da oltre 230 persone, e quindi per la tutela della salute pubblica degli occupanti e non per ultimi dei cittadini che vivono nelle zone circostanti, nonché per evitare l’inquinamento ambientale della zona e del Tevere che potrebbe essere causato dal malfunzionamento degli scarichi dei reflui, come asserito da ASL Roma 1 e dall’Agenzia Regionale Arpa“.

Riportando quindi le preoccupazioni degli abitanti di Via Tenuta Piccirilli e delle zone limitrofe in merito a tale rischio ed “esigendo la soluzione di questa problematica instauratasi da oltre 20 giorni, mettendo cosi a repentaglio la salute pubblica di quest’ultimi che non hanno avuto alcuna libertà di scelta avendo l’unica colpa di essere residenti nelle zone limitrofe il rischio” il Comitato, ricordando che “come sancito dall’art.32 della Costituzione, il diritto alla salute è un diritto fondamentale dell’individuo” conclude dicendo: “Che si tutelino i diritti di tutti è giusto, ma che non ci si dimentichi di quelli dei residenti“.

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome