Home VIGNA CLARA Stazione Vigna Clara, RFI: “Sorpresi per richiesta Tar Verifica Impatto Ambientale”

Stazione Vigna Clara, RFI: “Sorpresi per richiesta Tar Verifica Impatto Ambientale”

RFI stazione vigna clara interni

RFI scioglie il riserbo e a distanza di 36 ore dalla pubblicazione della sentenza del TAR Lazio che la vede coinvolta, con una nota formalizza la sua posizione sulla decisione presa dai giudici amministrativi.

Ricordiamo che al termine di una vicenda durata anni, il TAR Lazio ha accolto due ricorsi, il primo del 2002 a firma di alcuni residenti e il secondo del 2015 a firma di un condominio di via Cesare Ferrero di Cambiano e della clinica ARS Medica, ambedue tendenti a stoppare la riattivazione della tratta ferroviaria Vigna Clara – Ostiense bloccando nel contempo la riapertura della stazione Vigna Clara, (i cui lavori di restyling sono stati da tempo conclusi).
Il tutto era costato complessivamente circa 110 milioni di euro e rappresentava in pratica l’ultimo step per giungere alla chiusura dell’anello ferroviario.

“Contrariamente ad una interpretazione non attenta riportata in alcune dichiarazioni – si legge nella nota ricevuta da VignaClaraBlog.it – RFI esprime soddisfazione per la sentenza del TAR anche se desta sorpresa la richiesta di verificare la necessità di ulteriore Valutazione di Impatto Ambientale.”

“La sentenza – sostiene RFI – scioglie infatti alcuni importanti nodi: innanzitutto riconosce che gli interventi realizzati sia nel 1990 sia nel 2016 possedevano tutte le autorizzazioni ambientali e urbanistiche, fugando inoltre ogni dubbio sulla correttezza dell’operato di RFI circa la questione tecnica delle correnti vaganti; infine, per le vibrazioni, il tribunale ha disposto per la riapertura della linea solo una nuova e più approfondita campagna sperimentale. D’altra parte, però, il TAR chiede anche la verifica dell’eventuale necessità di una valutazione di impatto ambientale: ci sarebbe, secondo il tribunale amministrativo, una modifica del modello d’esercizio che prevedrebbe il passaggio di tipologie di treni diversi dai regionali. In realtà, durante l’istruttoria, Rete Ferroviaria Italiana ha più volte evidenziato che il ripristino della linea prevede solo la circolazione di treni regionali, coerentemente con le autorizzazioni richieste. Altre tipologie di trasporto saranno possibili solo con il completamento dell’intero Anello ferroviario, per la cui realizzazione saranno effettuate tutte le necessarie verifiche prescritte dalla legge”.

“RFI – conclude la nota – sta già approfondendo tutti gli aspetti della sentenza, sperando in un rapido chiarimento che possa permettere il completamento delle ultime lavorazioni fermate dal ricorso del 2016 e quindi l’apertura della tratta per il traffico passeggeri, in modo da poter rendere finalmente operativa un’infrastruttura di grande utilità per i cittadini”.

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24 COMMENTI

  1. come pensavo RFI non ha perso tempo e si sta già dando da fare..io la vedo cosi’ e sono ottimista nonostante tutto…ma che adesso si spribghino a portare tutto al consiglio idi stato o a fare queste verifiche almeno!

  2. “riconosce che gli interventi realizzati sia nel 1990 sia nel 2016 possedevano tutte le autorizzazioni ambientali e urbanistiche, fugando inoltre ogni dubbio sulla correttezza dell’operato di RFI”

    uhm, a me pareva di aver letto il contrario. (per chiarezza, trovo la sentenza scandalosa).

  3. In effetti a leggere bene la sentenza RFI è condannata a non riattivare il servizio perchè non è stata fatta una VIA per valutare gli impatti dell’incremento di carico dovuto al transito di treni più pesanti rispetto a quelli per cui la linea del ’90 era stata progettata, e a velocità di transito superiori.
    Cosa che però RFI dice di voler fare solo in prospettiva futura di chiusura dell’anello ferroviario.

    Quindi in teoria se RFI si limitasse a riattivare il servizio con treni locali leggeri come quelli del ’90 e facendoli viaggiare alle stesse velocità, sarebbe perfettamente autorizzata a farlo da subito rispettando la sentenza e le conclusioni del TAR.

    Interpreto bene?

  4. Fa bene RFI a vedere il bicchiere mezzo pieno. Infatti il TAR ha prescritto questa serie di oneri (procedura di verifica ad assoggettabilità a VIA e conseguente campagna sperimentale sulle vibrazioni) solo qualora si intenda varare un programma di esercizio che preveda un aumento del carico ferroviario (treni da 60/90 km orari + treni sia merci che passeggeri) secondo le potenzialità massime tecniche previste dal progetto di ripristino del 2016. Ma se RFI voglia limitarsi ad un programma minimale di esercizio più leggero di soli treni regionali per trasporto passeggeri con velocità massima di 55 km/h, non vedo perché lo si possa impedire, essendo tutti gli atti autorizzativi di base legittimi. Non credo infatti che il TAR abbia disposto un’inibitoria assoluta (su questo punto magari potrei essere smentito), ma soltanto relativa rispetto all’apertura all’esercizio ferroviario, che potrà comunque essere messa in discussione presso il Consiglio di Stato. Vedremo cosa succederà.

  5. Gentili Signori,
    è chiaro che la vittoria non è ancora acquisita, ma la sentenza è favorevole.
    Infatti il TAR ha parlato di VIA solo per confondere le acque per perdere ulteriore tempo.
    il TAR sapeva benissimo che i merci non sarebbero passati sulla linea, e che i treni regionali sono più leggeri di quelli del 1990, ma tanto non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
    Quindi non ci sarà nessun ricorso al Consiglio di Stato, ma solo riunioni tra avvocati e TAR per decidere nuove campagne di misura delle vibrazioni richieste dai giudici, e poter chiedere quindi l’autorizzazione definitiva all’esercizio.
    E’ chiaro che il TAR non ci vuole far gioire per una sentenza favorevole, ma farla passare come una concessione da parte loro.
    D’altronde anche loro hanno lavorato due anni per ostacolarci in tutti i modi e quindi ci devono far patire ancora un po’.
    Godiamoci questo momento favorevole.
    Buona serata a tutti
    Stefano Testi

    • sono sorpreso e incredulo in senso positivo a leggere quanto da lei scritto signor Stefano..ma se davvero le cose stanno cosi’ allora è davvero tutta una arlecchinata per ritardare i tempi il piu’ possibile? io di certo sono sollevato dalle sue parole, ma proprio per questo sono ancora piu’ INDIGNATO dal comportamento del TAR ….

  6. sentenza favorevole ? godiamoci questo momento ? premesso che io voglio l’apertura della stazione e della linea a tutti i costi mi sembra che lei sia euforico fuori misura caro Stefano e probabilmente poco conoscitore dei codici di procedura legale come dimostra questa sua frase ” Quindi non ci sarà nessun ricorso al Consiglio di Stato, ma solo riunioni tra avvocati e TAR per decidere nuove campagne di misura delle vibrazioni”. Il Consiglio di Stato è L’UNICA starda percorribile, non esiste proprio che il TAR si metta a mercanteggiare le misure delle vibrazioni ! Ma quando mai, il TAR ha esaurito il suo compito con l’emissione della sentenza e non ha nessuna competenza tecnica per fare quello che lei dice ! Io non so da dove ha preso certe informazioni ma le posso assicurare che non c’è niente di vero. Ci siamo beccati una sentenza negativa, altro che gioire del momento favorevole. Ma quale sarebbe poi ‘sto momento ?!? Boh. Buona Pasqua a tutti.

  7. Nella sentenza è scritto che il TAR “accoglie in parte, nei sensi e nei limiti indicati in motivazione, i motivi” nei due ricorsi, e “per l’effetto, condanna RFI s.p.a.,……. a non disporre la riattivazione della linea ferroviaria secondo quanto meglio precisato nei paragrafi 8 ss. e 9 ss. della presente sentenza”

    Cioè si tratta di un accoglimento solo parziale e limitato delle richieste e delle motivazioni fornite dai ricorrenti che chiedevano invece l’annullamento di tutte le autorizzazioni.

    Nello specifico, nei paragrafi 8 e 9 della sentenza viene (erroneamente a quanto scrive RFI) prefigurato un utilizzo con maggior carico dell’infrastruttura e indicata la necessità di una VIA per autorizzare il transito di convogli di maggior peso e a maggior velocità rispetto a quelli utilizzati nel ’90, e la necessità di un nuovo collaudo della struttura secondo differenti modalità tecniche.

    Leggendo tutto insieme mi sembra di capire che il TAR abbia disposto la non riattivazione della linea e della stazione solo limitatamente alla previsione di utilizzo dell’infrastruttura per carichi maggiori rispetto al servizio già attivato nel ’90 (treni merci o di maggior stazza, velocità di percorrenza superiore), e quindi concordo con Stefano che RFI potrebbe comunque ritenersi legittimamente autorizzata ad attivare il servizio per solo trasporto passeggeri con treni delle medesime caratteristiche di quelli già utilizzati nel ’90, senza per questo andare contro quanto disposto dalla sentenza.

    Non so però se questo richieda comunque una conferma formale di questa lettura della sentenza da parte dei magistrati del TAR che la hanno emessa.
    In questo caso non ci sarebbe nessuna necessità di ricorrere al Consiglio di Stato, e il servizio potrebbe essere attivato in tempi molto rapidi.

    • Il mio è un commento un po’ provocatorio, ma mi chiedo una cosa: se le cose stessero così (la sentenza del TAR è sibillina, almeno per i non addetti ai lavori), mi chiedo come mai per una linea ferroviaria sia una necessaria una VIA per un traffico aumentato rispetto a quello preventivato un po’ di tempo fa, mentre poi nessuna valutazione di impatto ambientale è richiesta in situazioni simili che riguardano il traffico su gomma. Per assurdo, se fossi andato ad abitare su Corso Francia 50 anni fa, adesso potrei chiedere una valutazione di impatto ambientale viste le mutate situazioni dei flussi di traffico, e magari chiedere un contingentamento dei flussi o un risarcimento al Comune di Roma per i disagi subiti.
      Chiaramente la mia è una provocazione, ma la faccio tanto per rendere l’idea di quanto a volte sia “auto-centrico” o “gomma-centrico” il nostro modo di pensare.

  8. A me sembra, e lo dico veramente senza offesa alcuna, che a voi signori miei, uniti con me nel sentimento di rabbia che questa sentenza ha suscitato, manchi però la visione concreta delle cose dettata dal codice di procedura amministrativa. Caro anonimotelecominiano, sei lei crede che il TAR possa dare “una conferma formale di questa lettura della sentenza” sbaglia di grosso. Il TAR ha emesso la sua sentenza punto e basta, non emetterà mai un modus legendi nè esiste che qualcuno bussi alla sua porta e dica “toc toc scusi signor giudice interpreto bene?” Se RFI si sente nel giusto metta subito due treni a fare avanti e indietro e sfidi la sorte; se non si sente sicura ha solo una strada da percorrere: Consiglio di Stato. Così stanno le cose amici miei. Buona Pasqua di nuovo.

  9. Ha ragione Mario. Tocca ad RFI interpretare unilateralmente la sentenza e decidere di conseguenza. Successe anche nel 2016 con l’ordinanza cautelare di sospensione dei lavori: mi ricordo infatti che questi vennero effettivamente interrotti ma poi improvvisamente, dopo circa una settimana, tornarono le maestranze dentro la stazione per ultimare le opere. Probabilmente RFI si riteneva autorizzata a concludere i lavori e non successe niente.
    Adesso che è uscita finalmente una sentenza definitiva, RFI può decidere di toccare palla. Ove questa intenda avviare l’esercizio commerciale, siano allora i ricorrenti a contestare in sede di ottemperanza il modello concreto (e non astratto) di esercizio previsto da RFI.

  10. Da comunicato stampa di RFI, credo che la tanto auspicata riapertura della stazione, ai soli treni “leggeri” non sia poi così lontana.

  11. Se ho ben capito il TAR avrebbe stoppato in modo così puntigliosamente articolato l’apertura della linea solo in prospettiva di un suo ipotetico utilizzo prossimo venturo? E chi si è opposto al ricorso non ha saputo chiarire esattamente i termini della questione ? Ahimè, ho paura che abilmente ci abbiano fatti finire in uno di quei gineprai giuridici da cui non usciremo più, all’insegna di un ” IBIS REDIBIS NON MORIERIS IN BELLO” frutto di quella novella Sibilla Cumana che si chiama TAR : qualora RFI iniziasse ad avviare l’esercizio scatterebbe il ricorso immediato dei soliti noti non stanno aspettando altro sulla base di una sentenza che non a caso è stata partorita nel modo più ambiguo e nel più lungo tempo possibile e di cui mi chiedo chi mai possa ( o meglio ancora voglia) essere in grado di fornire l’interpretazione autentica!!!!! E saremmo di nuovo rimandati alla casella iniziale di questo gioco dell’oca che sarebbe risibile se non fosse tragico .
    Mi viene da pensare: ma davvero importa a qualcuno che la stazione inizi a funzionare ? Oppure, visto che chici ha lavorato è stato pagato, il compito della medesima è da ritenersi esaurito ? Sono una CASSANDRA ? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA .

  12. Gentili Signori,
    quanto riportato dalla nota RFI mi è stato confermato telefonicamente dall’Ing. Daniele Moretti, il Direttore Infrastrutture di Roma di RFI.
    Quello che ho scritto nel mio post corrisponde alla realtà: RFI deve solo effettuare ulteriori prove ed iniziare l’esercizio con velocità massima di 55 km/h con treni passeggeri leggeri.
    E’ chiaro che i tempi si allungano ancora, ma perlomeno non abbiamo la negazione dell’esercizio.
    Il fatto che gli avvocati trattino con i giudici non mi sembra una cosa astrusa, se si vuole interpretare una sentenza a dir poco oscura.
    Buona serata
    Stefano Testi

  13. Bene, finalmente forse ho capito anche io, RFI si atterrà alle disposizioni del TAR, dopo di che avvierà la linea. Se i ricorrenti faranno di nuovo ricorso, la questione sarà di nuovo rimessa al TAR, che potrà o decidere che tutto è in regola, e la linea andrà avanti, rigorosamente a 55 km/h,
    oppure eventualmente detterà altre disposizioni.
    Nel frattempo, RFI dovrà comunque effettuare una nuova procedura VIA, per autorizzare la posa del secondo binario, e in quella sede si spera che possa essere autorizzata ad aumentare un pò la velocità.
    Mi sembra che ce la possiamo fare….ma non ci giurerei.

  14. Cerchiamo di farci una risata sopra. Per costruire le Terme di Diocleziano secondo gli storici non furono necessari più di 8 anni; l’Autostrada del Sole fra Milano e Roma venne messa in esercizio in circa 6 anni dall’apertura del primo tratto. Dati i tempi e date certe considerazioni che è meglio trattenere nel proprio intimo, considererei un grande successo se la mitica Stazione di Vigna Clara possa entrare in funzione con l’inizio del prossimo decennio. Sempreché a qualcuno non venga in mente che il passaggio dei treni possa ostacolare la nidificazione dei passeri, e quindi nuovo ricorso al TAR per motivi ambientali, etc.

  15. Io personalmente ho inviato una mail all’ufficio del Sindaco affinchè Comune RFI e Regione si appellino contro la sentenza. Bisognerebbe stare con il fiato sul collo dei vari enti interessati o coinvolti per non far calare l’attenzione sulla vicenda. A quanto pare la mail è stata rigitata all’assessorato competente.

  16. ma per avere una migliore comprensione, qualcuno sa indicare il tragitto sotterraneo preciso che la tratta dovrebbe fare?? chiaramente in zona vigna clara, senza estendere troppo per poter essere più precisi nelle zone di nostro interesse?
    Dopo 30 anni ancora non ho capito molto…
    Grazie

  17. Secondo me c’è un passaggio dirimente nella sentenza al paragrafo 9.3 che spiega bene la situazione:
    “…in punto di conformazione della futura attività amministrativa, da essa discende il dovere delle amministrazioni competenti, nella sede di un eventuale riavvio del procedimento volto ad autorizzare, anche dal punto di vista ambientale, la riattivazione della linea de qua secondo le modifiche di carico quali da ultimo comunicate da RFI nel 2016, di condurre “la nuova e più approfondita campagna sperimentale” …”
    Dato che l’eventualità di un riavvio del procedimento è esclusa da RFI, allora quest’ultima non sarebbe tenuta ad effettuare nemmeno la conseguente campagna sperimentale sulle vibrazioni. Sono due prescrizioni che vanno lette in maniera congiunta e non separata.
    Infatti mi sembra che nel ragionamento dei giudici il punto dirimente è la modifica di carico del 2016 (treni merci fino a 24 tonnellate + velocità da 0 a 60 km/h per il primo tratto di 1400m, poi dai 60 ai 90 km/h dal km 1,400 fino a Valle Aurelia).
    Se RFI, come dichiarato nella nota stampa, già si rifiuta ad esperire a monte il c.d. “screening ambientale” (ossia la procedura di verifica sulla necessità della VIA), allora non dovrebbe esperire a valle nemmeno la campagna sperimentale vibrazionale, che è una prescrizione di natura consequenziale rispetto allo screening ambientale.
    Se si lasciano passare convogli passeggeri con velocità max 55 km/h non sarebbero necessari, a mio avviso, ulteriori verifiche tecniche sulle vibrazioni in quanto si stanno rispettando le condizioni di esercizio previste dalle autorizzazioni del 1990 che sono ancora oggi del tutto valide: non solo, ma si eserciterebbero tra l’altro con treni più leggeri (!).

  18. Ma voi c’è li vedete quelli della RFI far marciare i treni a 55 kmh ed al primo scricchiolio o alla prima crepa infinesimale si prenderebbero una denuncia? Per bisogna essere realisti.La stazione di Vigna Clara “non sa da fare”.
    Saluti

  19. Fermo restando che entrambi (ricorrenti e PA) possono rivolgersi al Consiglio di Stato in quanto l’accoglimento del ricorso è stato solo parziale, qualcuno ha notizie sull’appello RFI al Consiglio di Stato ? Stiamo parlando di 110 milioni di Euro di risorse pubbliche, mi aspetterei un secondo grado per chiarire i due punti rimasti in sospeso (VIA e vibrazioni)

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