Home VIGNA CLARA Il TAR boccia RFI: stop alla linea Vigna Clara – Ostiense

Il TAR boccia RFI: stop alla linea Vigna Clara – Ostiense

TAR Lazio

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio… accoglie… i motivi aggiunti della causa… .e, per l’effetto, condanna RFI s.p.a., Italferr s.p.a., il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Lazio ed il Comune di Roma… ciascuno per la propria parte di competenza, a non disporre la riattivazione della linea ferroviaria…

Questa in estrema sintesi la drastica conclusione di due analoghe sentenze emesse dalla sezione Terza Ter del TAR del Lazio e pubblicate in data 28 marzo 2018, a distanza di oltre cento giorni dall’ultima udienza di merito tenutasi lo scorso 6 dicembre.

A termine di una vicenda durata anni a a suon di carte da bollo,  con questa sentenza vengono accolti due ricorsi, il primo del 2002 a firma di alcuni residenti e il secondo del 2015 a firma di un condominio di via Cesare Ferrero di Cambiano e della clinica ARS Medica, ambedue tendenti a stoppare la riattivazione della tratta ferroviaria Vigna Clara – Ostiense bloccando nel contempo la riapertura della stazione Vigna Clara (i cui lavori di restyling sono stati da tempo conclusi). Il tutto era costato complessivamente circa 110 milioni di euro.

Le contestazioni

I ricorrenti contestavano a RFI le carenze progettuali che, a loro parere, avrebbero caratterizzato le opere realizzate per la riattivazione con riguardo alle interferenze della struttura ferroviaria con le fondazioni dei palazzi limitrofi, all’insufficienza dei calcoli di staticità per le strutture della galleria ed alla presunta insufficienza e/o inadeguatezza degli accorgimenti che avrebbero dovuto ridurre le vibrazioni derivanti dal transito dei treni.

In tal senso avevano depositato alcune perizie alla luce delle quali chiedevano al TAR di imporre a RFI di adottare tutti quegli accorgimenti tecnici in grado di eliminare i problemi evidenziati nonché, più radicalmente, di disporre il blocco dei lavori e la messa in esercizio della linea ferroviaria.

A Ottobre 2015 i giudici amministrativi decidevano dunque di conferire l’incarico di valutare i lavori ad un “organismo verificatore”, un collegio formato da tre professori universitari della Facoltà di Ingegneria della Sapienza i quali, dopo un lavoro di quasi nove mesi, presentavano la loro relazione che a una prima lettura pareva aprire uno spiraglio a favore di RFI.

La sentenza

Ma il TAR la pensa invece diversamente evidenziando nella sentenza – ed usando, nel farlo, forti tinte – gli aspetti di maggiore criticità che sono stati portati alla luce dalla relazione del collegio dei verificatori.

Il primo aspetto ad essere evidenziato è “l’apparente assenza di qualsivoglia atto autorizzativo per la realizzazione dell’opera, sin dal 1990 e, a cascata, fino ai progetti di riattivazione della linea del 2015″ deducendo di conseguenza che la linea ferroviaria, sin dall’origine “sarebbe stata realizzata (e si appresterebbe, adesso, ad essere riattivata) sostanzialmente sine titulo”. Da ciò ne deriva “la conseguente illegittimità della riattivazione della linea, non risultando essa essere mai stata sottoposta a valutazione d’impatto ambientale…”.

Ma è sui lavori fatti nel 2015-2016 che il TAR punta gli occhi. Scrive infatti il relatore: “Appurato, quindi, che le opere oggi sub iudice sono state edificate, all’origine, con regolari atti di assenso, sia ambientale che urbanistico, in conformità alle leggi allora vigenti (atti, peraltro, ormai inoppugnabili), può essere affrontata la questione ancora sub iudice, sollevata da tutte le parti ricorrenti, e concernente questa volta la regolarità, pur sempre dal punto di vista ambientale ed urbanistico, del previsto ripristino della tratta ferroviaria, a seguito dell’ultimazione dei lavori svoltisi in loco nel 2015-16. Per tali lavori, come pure la relazione del verificatore non ha mancato di evidenziare, non è rinvenibile alcun atto recante un qualche titolo autorizzativo, né ambientale né urbanistico-edilizio: con ciò, quindi, apparentemente rafforzandosi la tesi di parte ricorrente secondo la quale si tratterebbe di opere realizzate totalmente sine titulo.

E per finire, il TAR sottolinea anche “la sussistenza di rischi per gli abitati limitrofi, e quindi di possibili danni, per quanto attiene agli effetti vibrazionali ed alla tenuta statica degli edifici, derivanti dal passaggio dei treni” quale elemento portante della relazione dei tre professori.

Ed è su questi tre punti che il relatore si dilunga per intere pagine giungendo infine alla decisione. Stop all’attivazione della linea, pur dettando nel contempo precise norme il rispetto delle quali potrebbe consentire una futura messa in esercizio della stessa.

Uno spiraglio per il futuro

Le due sentenze (qui la prima, e qui la seconda) si chiudono infatti dicendo “non disporre la riattivazione della linea ferroviaria secondo quanto meglio precisato nei paragrafi 8 ss. e 9 ss. della presente sentenza…”

E’ nelle ultime parole che si intravede un filo di apertura anche se tecnicamente quanto chiesto comporterebbe un paio di anni di lavoro.

Secondo quanto meglio precisato nei paragrafi 8 ss. e 9 ss. della presente sentenza…”  sta infatti a significare, riprendendo alcuni passaggi dei paragrafi citati, che “rimane comunque salva la facoltà delle amministrazioni competenti, qualora ne ravvisino l’opportunità, di attivare daccapo e secondo le leggi oggi vigenti, tutti i necessari procedimenti di verifica di impatto ambientale al fine di addivenire a quanto è per legge necessario per realizzare la (già) progettata modifica funzionale della linea ferroviaria, con il suo potenziamento ed i descritti aumenti di carico i quali, però, al momento, per legge non possono di certo essere avviati per mancanza – come detto – del necessario assenso ambientale.”

Certo, la strada è percorribile, per quanto tutti gli esperti concordino sul fatto che per condurre una Valutazione di Impatto Ambientale, cosiddetta VIA, nel rispetto dal Decreto Legislativo n. 152 del 2006, noto come “Codice dell’Ambiente“, occorrano almeno una dozzina di mesi.

Ma non solo la VIA. Relativamente alle questioni sui pericoli derivanti dalle vibrazioni e dalle possibili interferenze alla tenuta statica degli edifici connesse al passaggio dei treni, il Tar ha sì accolto le istanze dei ricorrenti ma ha anche disposto come “imprescindibile condizione” per una futura riapertura della linea ferroviaria  “la necessità di effettuare de qua alle condizioni di esercizio previste nei progetti comunicati da RFI nel 2016, la nuova e più approfondita campagna sperimentale” descritta nella relazione finale dei tre professori.

E ora?

Ma alla fine della fiera sono le parole “condanna RFI a non disporre la riattivazione della linea ferroviaria” a pesare come un enorme macigno posato sui binari per bloccare il passaggio di qualsiasi treno. 

Cosa farà RFI? Il ricorso al Consiglio di Stato appare scontato ma i tempi non saranno certi brevi.
Nel frattempo la stazione Vigna Clara, se non presidiata come lo è stato fin’ora, cadrà in mano ai vandali e ai vagabondi mentre l’ipotesi della chiusura dell’anello ferroviario romano si allontana sempre di più nel tempo. Se già prima era una mera ipotesi ora diventa solo un sogno. 

Claudio Cafasso

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26 COMMENTI

  1. Ormai ho capito che l’attivazione della linea la vedranno forse i miei nipoti! Povera città di Roma. E volevano pure organizzare i giochi olimpici quando ancora non riusciamo a utilizzare le infrastrutture fatte per Italia ’90!

  2. oltre 110 milioni di euro pubblici buttati… per colpa di una manciata di Residenti Potenti…
    da VOMITO…. questa è l’ITALIA

  3. Dovremmo protestare in qualche modo e attirare i media. Non risolverà nulla, ma almeno questa vergogna non rimarrà in ombra.

  4. che bella settimana color marrone: in sette giorni abbiamo perso Fabrizio Frizzi e la Stazione..proprio bene comincia quest’anno. io spero con tutto il cuore che almeno smantellino la stazione il prima possibile,chiudano la galleria Cassia-MM e comincino per lo meno a progettare una variante di tracciato per bypassare le adorate casette di questi quattro buontemponi che hannop vinto la causa…l’ultima ocsa che vorrei è vedere la catenaria e il binario vandalizzati e la stazione lasciata al degrado..stavolta no..non deve succedere questo!

  5. Posso capire l’ira di alcuni… ma la sentenza del TAR mette nero su bianco alcune cose:
    1) l’ennesima polpetta avvelenata lasciata dalla sciagurata organizzazione dei Mondilai di Italia ’90 che, 28 anni dopo ancora crea danni.
    2) la linea ferroviaria esistente sarebbe dunque abusiva: realizzata senza alcun titolo! Abusiva da quasi 30 anni! Senza che nessuno se ne sia accorto!
    3) bizzarra scelta di spendere risanare la stazione (e quant’altro ripristinato), senza che ci fosse la certezza di poterla poi usare per lo scopo per cui era nata.

    • A questo punto mi aspetterei un passo successivo, però: se il TAR ha accertato che la linea è stata realizzata senza alcun titolo, commettendo pertanto un atto illecito oltre ad avere buttato via soldi pubblici, qualcuno di FF.SS., Comune di Roma e quant’altro dovrà essere perseguito o no?…Altrimenti la motivazione della sentenza mi sembra un pò di comodo…solo per venire incontro agli interessi di qualche potente ricorrente…

  6. Domanda alla Redazione e a chi ha seguito gli sviluppi di questa faccenda: ho avuto sempre la sensazione che tutte le varie perizie sulle vibrazioni e quant’altro, siano state fatte su base teorica senza aver fatto dei test con i treni in movimento. Mi potrei sbagliare, ma abitando proprio di fronte la ferrovia (in Via Monterosi), non ho mai visto dei treni, se non per il trasporto di materiale durante la costruzione della linea.
    Quindi, se davvero fosse così, sarebbe assurdo teorizzare su potenziali vibrazioni o altri danni senza avere i risultati dei test effettivi. Ripeto, probabilmente mi sbaglio, anzi, spero proprio che mi stia sbagliando, perché in caso contrario, sarebbe davvero una beffa.

    • Gentile Gaetano, le prove con treno in movimento sono state effettuate ma non ritenute sufficienti. Legga il punto i) e seguenti dell’articolo 9.1 della sentenza.
      cordiali saluti,
      La Redazione

  7. Tutti fermi perché fanno paura le ipotetiche vibrazioni di un treno moderno. E i nostri governanti da nessuno eletti, che ci stanno portando dritti dritti alla guerra nucleare contro la Russia perché “ce lo chiede l’Europa”, quelli non li ferma nessuno ? Nessuna paura di essere inceneriti ?

  8. Riccardo: abito in via monterosi.
    Dispiace vedere in abbandono un’altra
    Volta la stazione, speriamo almeno nel
    Ripristino del parcheggio. Che amarezza!!!

  9. roba da pazzi, questo Paese non ha speranze, chi lo ha affossato in 30 anni continua a tenerlo sul lettino di morte

    ho fatto bene a scegliere un lavoro in Germania da Maggio by by Italia, ci tornerò per uno spaghetto a Fregene e poco altro

  10. Le vie del Tar sono infinite…
    Dunque, la stazione è “abusiva” già nella versione per i Mondiali del 90 e non se n’è mai accorto nessuno. Neppure chi finora in 30 anni è stato contrario, Neppure i vari servizi giornalistici che ne denunciavano la chiusura e l’abbandono? Neppure il Comune di Roma e il XV (ex XX) Municipio in tutte le amministrazioni e i partiti di maggioranza e opposizione che si sono succeduti?
    Sulle vibrazioni e i rischi alla stabilità dei palazzi, l’esito della sentenza lascia presagire l’impossibilità anche della futura metro C che dovrebbe passare proprio sotto Vigna Clara?
    Mi viene però da pensare, a caldo, che anche i palazzi in zona piazza Euclide vibrano al passaggio dei treni della Roma Nord e così i palazzi del centro (es. viale Manzoni) al passaggio della metro. Costruiti meglio? Diverso terreno?
    La sentenza ora avrà conseguenze anche per la “famosa” chiusura dell’anello ferroviario? Anni di polemiche, battaglie, nuovo piano regolatore, area per ricollocare gli artigiani di via Camposampiero, soldi: tutto buttato all’aria?
    Come a dire: abbiamo scherzato per 30 anni.
    E’ Roma bellezza! Congestionata dal traffico, inquinata…

  11. Non ho parole …o meglio le avrei e di molto pesanti ! Ma sinceramente di fronte a tanta” potenza di fuoco” preferisco prudentemente tacere .
    Abito accanto alla stazione purtroppo e non a via Ferrero di Cambiano, quindi mi toccherà sopportare il progressivo degrado della struttura inutilmente risistemata ….ottimo futuro albergo di barboni, rom, extracomunitarI e compagnia bella . Grazie TAR!

  12. Be…tutti a brindare a sfoggiare orari ipotesi di intercambi e treni nuovi di zecca comprati e messi sotto chiave per le innagurazioni di rito..
    I signori che sono al TAR hanno avuto mesi e mesi per scrivere questa sentenza. “Sine titulo” .Sentenza all’Italiana.Se il titulo o autorizzazione non c’e non c’era .Giustizia senza testa.
    La stazione va demolita e basta questa è una sentenza perché i LARS Medica non deve fallire e perché i condomini non devono vedere svalutati i loro immobili. Questa è la sentenza.
    Cari signori che albergate al TAR fatela finita…
    Una sentenza come la vostra deve essere trasmessa subito alla Procura della Repubblica ed aperta contro RFI una denuncia per sperpero di 110 milioni di denaro pubblico.
    Questa è una sentenza. Abbattere la Stazione ferroviaria di Vigna Clara

  13. Accantonate ormai le speranze di vedere attivata una stazione che avrebbe alleggerito il traffico e sistemato definitivamente un’area che tornerà ormai ad un progressivo quanto inevitabile degrado, nell’indifferenza di chi ovviamente non abita nei pressi , sicuramente piacerà però a tutti avere immediatamente da RFI qualche spiegazione in merito a soldi e tempo spesi per qualcosa di totalmente “sine titulo”; è vero che NON si tratta di soldi pubblici ma chi decide di buttare soldi in qualcosa di privo di autorizzazione, aggiungendo spreco a spreco, andrebbe forse un minimo sanzionato, no? anche considerando lo stato miserevole di molte linee ferroviarie italiane …. Senza contare le responsabilità di chi ha messo a suo tempo la prima pietra di un’opera abusiva ( il famoso “o’nient express degli anni 80 o 90” , e allora si con i soldi pubblici !!!! . Ma tant’è, l’Italia è piena di monumenti allo spreco, a riprova di una incompetenza pubblica e privata generalizzata e pervasiva . A meno che fra altri 10 o 20 anni il Consiglio di Stato non capovolga il giudizio , aprendo la strada ad altri rifacimenti di quanto ormai sarà diventato obsoleto e deteriorato ….. E meno male che ci siamo risparmiati almeno le Olimpiadi !!!!!!!

  14. ma possibile che non ci sia mai un responsabile i mondiali 90, che hanno iniziato tutto, l’anno usata solo 4 volte io non ho mai visto altro uso, nemmeno di prove questo deve fare riflettere, ma aproffitare una seconda volta di denaro pubblico mi sembra troppo prima si parlava di 80 miliardi ora 110 milioni di euro siamo come sempre impotenti spettatori ma almeno la soddisfaazione di condannare i responsabili

  15. Gentili Signori,
    vi invito a leggere la nota di RFI su questo giornale pubblicata oggi 30 marzo 2018.
    Buona notte
    Stefano Testi

  16. Strano anche che i magistrati ( giampiero lo presti presidente ; antonino massaracchia giudice estensore ; volutamente in minuscolo ) abbiano compensato le spese ( comprese quelle di verifica ) . Mi sa tanto
    di sentenza pilatesca

  17. Che vergogna. Molti dipendenti TIM della sede di via Oriolo Romano aspettavano come la manna dal cielo l’apertura di questa vicina e agognata tratta ferroviaria. E pensare che dopo la chiusura di diverse sedi telecom, una fra tutte la gigantesca parco dei medici, e il successivo trasferimento di questi mesi di un migliaio di dipendenti, avrebbe fatto così comodo per raggiungere la distaccata sede di via Oriolo, e invece avremo solo altro traffico, altro inquinamento, altro stress.

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