Home PONTE MILVIO Crollo a Ponte Milvio, alla CNA chiedono “mezzo caffè per ripartire”

Crollo a Ponte Milvio, alla CNA chiedono “mezzo caffè per ripartire”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata alla CNA e sottoscritta da i condomini e inquilini di via della Farnesina 5, la palazzina semi crollata il 24 settembre e che ora verrà presto e totalmente demolita. Il costo, circa 200mila euro, sarà tutto a loro carico.

Alla luce delle dichiarazioni della CNA sulle oggettive difficoltà che sta affrontando il commercio locale a seguito del blocco stradale in atto a Ponte Milvio, conseguenza del parziale crollo, hanno preso carta e penna per scrivere questa lettera aperta.

Indirizzata a Daniele Vaccarino, Presidente CNA Nazionale, a Giovanna Marchese Bellaroto, presidente CNA-Commercio Roma, e a Stefania Milo, presidente CNA-Giovani, così recita.

“Cari Presidenti, abbiamo appreso a mezzo stampa della preoccupazione espressa dalla Vostra Confederazione per le ripercussioni sugli esercizi commerciali che operano nella zona di Ponte Milvio a seguito del crollo della palazzina di via della Farnesina 5. Quella palazzina era la nostra palazzina: quella in cui vivevamo insieme alle nostre famiglie e in cui avevamo costruito le nostre vite. Tutto è andato perduto”.

“Oggi, oltre al danno, la beffa: siamo costretti, di tasca nostra, a far fronte alle spese di demolizione dello stabile che ammontano a circa 200.000 euro.”

“La vostra Confederazione conta più di 600.000 iscritti: basterebbero 30 centesimi a carico di ognuno dei Vostri associati per far fronte alla spesa e consentire un lento ritorno alla normalità dell’intero quartiere. Vi chiediamo di offrirci l’equivalente di mezzo caffè: l’altra metà saremo lieti di offrirla noi quando questo incubo sarà finito”.

“A tal fine, da qualche settimana abbiamo avviato una raccolta fondi, costituendo l’Associazione Territorio Ponte Milvio Farnesina all’uopo dedicata. L’IBAN a cui donare è il seguente: IT94Y0503403245000000000874.
In attesa di un Vostro riscontro, porgiamo i più cordiali saluti”.
(NdR: seguono tredici firme)

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