Home ATTUALITÀ River, Comitato via Tiberina preoccupato: “Ci dissociamo da manifestazioni”

River, Comitato via Tiberina preoccupato: “Ci dissociamo da manifestazioni”

river via tiberina

Giovedì 26 aprile, pomeriggio incandescente in via Tiberina in prossimità dell’ex campo nomadi River che avrebbe dovuto essere chiuso il 30 settembre dello scorso anno ma dove di fatto vivono ancora oggi circa 380 persone. Per chiederne la chiusura immediata Casapound Italia ha indetto una manifestazione alle 17 a un migliaio di metri di distanza, in via Tiberina 210. Una contromanifestazione, che si terrà alle 15 proprio davanti al campo, è stata invece organizzata da ANR, Asociazione Nazione Rom che si batte per il mantenimento del campo.

In mezzo, il centinaio di residenti di via Tenuta Piccirilli, una trentina di nuclei familiari ai quali dà voce il Comitato via Tiberina che rappresenta le istanze di chi vive nell’omonima area. Le due manifestazioni, anche se distanziate di due ore e di un migliaio di metri, preoccupano i cittadini che in un comunicato hanno voluto esprimere il loro parere sull’evolversi delle ultime ore della vicenda.

Dopo il blitz del 18 aprile condotto dalla Polizia Locale di Roma nel campo nomadi il cui risultato (10 persone fermate, 25 mezzi sequestrati, recuperato un mezzo dell’Ama che risultava rubato e apposizione di sigilli ad una discarica abusiva) ha dimostrato che ciò che il Comitato ha denunciato più volte è vero, i residenti di via Tenuta Piccirilli – si legge nella nota – vivono una situazione incomprensibile, con pattuglie che presidiano la via giorno e notte ma senza conoscere le sorti del River. Pretendiamo che il Campidoglio si assuma la responsabilità della gestione della chiusura del River immediatamente a partire da oggi nel rispetto di tutti“.

Nella nota il Comitato, a nome dei cittadini di tutta la zona, manifesta profonda preoccupazione per le due manifestazioni del 26 aprile. Manifestazioni, scrive, “che vedono gli uni contro gli altri, cittadini del XV municipio contro gli abusivi dell’ex campo River, che non fanno altro che alimentare le tensioni già presenti nel nostro territorio. Ci dissociamo dalle manifestazioni del 26 aprile ma a gran voce e a nome dei residenti diciamo basta. Ci troviamo di fronte ad una guerra dove tutti chiedono la stessa cosa ovvero il rispetto della legalità.”

Ma il rispetto della legalità – sostiene il Comitato concludendo – non può essere garantito solo con un blitz e la bonifica dell’area sotto sequestro, vogliamo la chiusura del campo, lo vogliamo adesso, e vogliamo che la sindaca metta fine a questo scempio di illegalità che porta malessere e tensioni anche razziali nella comunità“.

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