Home ATTUALITÀ Nebbia sul campo nomadi River, l’SOS dei residenti di via Tenuta Piccirilli

Nebbia sul campo nomadi River, l’SOS dei residenti di via Tenuta Piccirilli

campo nomadi river

Del campo nomadi River di via Tenuta Piccirilli, sulla Tiberina, non parla più nessuno, eppure è sempre lì. Silenzio da parte dell’amministrazione capitolina e del Municipio XV, silenzio da parte delle opposizioni di ogni colore.

Se non fosse per i residenti che ogni tanto cercano di diradare la nebbia calata sulla vicenda lanciando SOS pieni di dignità ma che poi restano inascoltati si potrebbe pensare che si sia chiusa definitivamente.

E invece no. Il campo nomadi River doveva essere chiuso il 30 settembre, dopo una proroga concessa da giugno. Poi nelle ultime ore si seppe che quella non era la data di chiusura del campo ma solo la data di conclusione del rapporto contrattuale con la cooperativa che lo aveva gestito negli anni.

E arrivò così una seconda proroga fino al 30 novembre per dare tempo e modo a uomini donne e bambini di trovare una casa sul mercato privato aiutati dalle garanzie fornite dagli uffici capitolini.

Ma ancora oggi la stragrande maggioranza delle famiglie è ancora lì, in un campo nel frattempo diventato abusivo, senza più controlli, con viavai sospetti.

Per non parlare delle condizioni igieniche con le utenze idriche staccate, con gli impianti di depurazione che cambiano di proprietà per eludere le ordinanze della Sindaca, con i nomadi che protestano perchè si sentono abbandonati.

Ed abbandonati si sentono anche i residenti di via Tenuta Piccirilli. Giovani e anziani, non più di un centinaio di persone, una trentina di nuclei familiari rappresentati dal “Comitato via Tiberina“, unico in questo periodo a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di quello spicchio di territorio.
Perché da qualche mese nessun altro ne parla, tanto meno la politica.

E così infatti, a passare sotto silenzio è stata anche l’ultima ordinanza sindacale, la n.187 datata 1.12.2017, con la quale in sintesi si consente al campo nomadi di restare aperto fino al 30 giugno 2018.

ordinanza river

“Lo scenario ad oggi è disastroso”

A fotografare la situazione odierna – a valle dell’assemblea tenutasi giovedì 25 gennaio – è il Comitato via Tiberina nel raccontare a VignaClaraBlog.it che “Lo scenario che si presenta 4 mesi dopo la presunta chiusura del River del 30 settembre scorso è lo scenario, che tutti temevamo: un campo abusivo, alla mercé di tutti, soprattutto nelle ore notturne. A parte, la fuoriuscita di alcuni nuclei familiari di nomadi e l’abbattimento di qualche modulo abitativo durante i primi giorni di ottobre, tutto si è fermato. Inutili sono stati i proclami, le conferenze stampa e le rassicurazioni date dalle amministrazioni, in quanto il quadro che si proiettava davanti a noi era fatto di promesse, parole che però hanno sempre fatto fatica a tramutarsi in fatti“.

Lo scenario ad oggi è disastroso – incalzano Aldo Lozzi e Anna Rita Pongetti, portavoce del Comitato – tanto che molti di noi dichiarano che se questa era la soluzione prevista dal Piano di superamento dell’amministrazione Raggi avrebbero preferito tenersi il River ‘mal gestito’ dalla cooperativa”.

“Dichiarazioni gravissime – sostengono i due – che portano però a riflettere sul grado di incapacità e superficialità con cui si è affrontata l’intera vicenda, a discapito di tutti. Non ci si improvvisa amministratori di una città, perché poi queste sono le conseguenze che i cittadini sono costretti a scontare“.

A risiedere nel campo sono ancora circa 400 persone, di cui quasi la metà minori. Ma il numero durante la notte tende a crescere.

Di quanto non si sa, ma il viavai di persone, segnalato dai residenti, che si muovono nel buio, che entrano ed escono dal campo davanti al quale nelle ore notturne non c’è presidio, preoccupa molto gli abitanti di via Tenuta Piccirilli che denunciano anche una recrudescenza del fenomeno della prostituzione.

E i traffici non avvengono solo di notte. E’ di fine novembre la notizia che una pattuglia del Commissariato Flaminio Nuovo ha messo le manette in pieno giorno a due uomini, un romano di 35 anni e un torinese di 42, per furto di un container che avevano trasferito davanti ai cancelli del River dove era stata organizzata una vera e propria catena umana di numerose persone per svuotarlo velocemente e trasferirne il contenuto all’interno del campo.

Ma anche la situazione igienico-sanitaria è nel mirino del Comitato in quanto la situazione dei rifiuti è critica.
Al di fuori del campo – segnalano i due portavoce – si prospetta una vera e propria discarica a cielo aperto. Parliamo dell’area dove sono posizionati i cassonetti che dovrebbero essere a disposizione anche dei residenti in Via Tenuta Piccirilli, in quanto unici“.

discarica al river

Non sufficiente, visto lo scenario, è anche il presidio. “Totalmente assente nelle ore notturne, presente in quelle diurne, ma non davanti all’ingresso del campo” sostiene il Comitato denunciando che “l’aria che si respira oggi è che gli ospiti del campo nomadi sono diventati i veri residenti e noi gli ospiti, e ciò è inaccettabile“.

“Vogliamo sicurezza e pulizia”

Ad oggi non chiediamo più, ma esigiamo una soluzione a questa situazione di abbandono. E la esigiamo in in tempi dignitosi, perché se in meno di 4 mesi la situazione è degenerata in questo modo, non osiamo immaginare cosa dobbiamo aspettarci nei mesi a venire fino al 30 giugno.”

“E nel frattempo – concludono Aldo Lozzi e Anna Rita Pongettivogliamo che venga garantita la sicurezza con un presidio delle forze dell’ordine presente anche nelle ore notturne, e un intervento continuo di pulizia dell’area circostante il campo“.

L’ennesimo dignitoso SOS al quale il Comitato ci ha abituati. Non chiedono la luna ma solo sicurezza e condizioni igieniche normali, diritti basilari e irrinunciabili.

Claudio Cafasso

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