Home POLITICA Camping River, FDI: “Caos su sistemazione nomadi conferma fallimento 5 Stelle”

Camping River, FDI: “Caos su sistemazione nomadi conferma fallimento 5 Stelle”

river-village nota chirizzi

“I dati emersi nel corso della seduta della commissione capitolina alla Trasparenza durante la quale è stato fatto il punto sulla sistemazione delle 430 persone residenti nel Camping River a seguito della ipotesi di chiusura dello stesso, confermano il fallimento sul piano rom dei 5 Stelle”.

A sostenerlo in una nota sono gli esponenti di FDI Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, Francesco Figliomeni consigliere comunale membro della commissione, e Giorgio Mori, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Fdi Roma.

“In sostanza – spiegano – su 97 nuclei familiari totali, ospiti del Camping River, di quelli che hanno presentato domanda per l’accesso alle misure soltanto una famiglia ha già firmato il contratto con un locatore su input dell’Amministrazione Capitolina. Tra l’altro, a parte l’assoluta mancanza di controlli ed il contenzioso in atto con la cooperativa che gestiva il campo, è emerso che Roma Capitale avrebbe sperperato danaro pubblico pagando per ben due volte le utenze idriche ed elettriche, sia direttamente che tramite il finanziamento a chi gestiva il campo”.

“Siamo nel caos più totale” concludono i tre esponenti FDI affermando che “il Comune continua a pagare e i soldi dei romani finiscono così per sostenere i nomadi, mentre i grillini nel frattempo lasciano le famiglie romane senza un tetto alla faccia dei tanti cittadini onesti che pagano le tasse”.

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1 commento

  1. Il caos più totale, meglio nel caos più totale si trova chi ha ideato il piano di chiusura progressiva di tutti i campi Rom ovvero invitare i Rom a risiedere in alloggi, umanamente più consoni alla persona, senza però il parere reale di questa gente che come abbiamo potuto vedere preferise per stile di vita risiedere dove meglio si trova, è il vero problema, problema che si somma alla crisi e di conseguenza in generale appesantisce anche la condizione del vivere insieme ad una pretesa di scolarizzazione minima integrazione forzata e perdità d’identità, malesseri non accettabili per le popolazioni Rom che non dovrebbero essere mai assimilate alle tante realtà esistenti di gente immigrata, dagli albanesi del Porto di Brindisi in poi, altre problematiche e forse loro desinatari di campagne e politiche di integrazione spinta.

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