Home TEMPO LIBERO Stefano Bollani: “La mia Napoli che resiste alle dominazioni”

Stefano Bollani: “La mia Napoli che resiste alle dominazioni”

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La musica è la musica, poi la dividiamo in generi nella nostra testa per poterne parlare e dissertare“: è la prima cosa che ci dice Stefano Bollani, con cui abbiamo scambiato quattro chiacchiere poco prima della sua esibizione all’Auditorium insieme all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Stefano, cosa si prova a suonare il piano con quest’orchestra prestigiosa? Ho suonato spesso con questi maestri e mi diverte vedere come reagiscono diversamente a seconda del direttore.
Di recente abbiamo fatto un concerto anche a Spoleto, con Antonio Pappano, e sono stati bravissimi nel passare da un tipo di atmosfera (Schonberg) ad un’altra molto differente (Gershwin).

A proposito di direttori eccellenti, ne conosci più di uno… Sì, Riccardo Chailly, Daniel Harding e Krjstian Jarvi, per esempio, sono tre personalità completamente differenti, ma in comune hanno l’entusiasmo e l’intelligenza. Mi trovo bene con tutti loro…ma è ovvio, considerata la loro bravura!

Dopo il successo di “Bolero”, in cui Bollani e l’Orchestra hanno proposto al pubblico “una certa idea della Francia, con Poulenc, in particolare, che sin dalle prime note ci riporta, come in un viaggio nel tempo, al primo novecento parigino e alla sua apparente spensieratezza”, l’artista fiorentino nato a Milano tornerà alla Cavea dell’Auditorium mercoledì 20 luglio con “Napoli Trip”, in cui proporrà i suoi brani e improvviserà sulla musica partenopea del passato in compagnia di tre talentuosi sodali.

Cosa c’è di speciale nella musica napoletana? Napoli è città tellurica, che resiste alle dominazioni. Prima i francesi, poi gli spagnoli, ora gli italiani. Di conseguenza, è una cultura che trova nella musica il luogo ideale in cui sguazzare, il canale ideale per potersi esprimere pienamente, al riparo da censure e limitazioni.

Vuoi presentarci i tuoi compagni d’avventura? Daniele Sepe è uno dei più geniali musicisti che ci siano in giro ed è stato il mio Virgilio in questo viaggio di avvicinamento verso Napoli.
Poi da lì siam partiti per andare altrove. E in questo altrove ho ritrovato il mio amico Nico Gori, grandissimo clarinettista che ha suonato con me in molti progetti.
Alla batteria avevamo bisogno di un folle, ed eccolo qua: Jim Black, che con me ha dato vita negli anni scorsi ad un omaggio a Frank Zappa.

Giovanni Berti

Per acquistare i biglietti di “Napoli Trip” si può cliccare qui.

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