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Camping River, ordinanza-ultimatum del Campidoglio

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Senza acqua potabile, con le fogne non funzionanti e i  moduli abitativi distrutti o sigillati, accampati alla peggio circa 250 rom, di cui numerosi minori e 5  neonati, sono ancora all’interno del camping River di via Tenuta Piccirilli, sulla Tiberina, in condizioni fortemente precarie.

L’ultimo loro appello è stato raccolto dal direttore del Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha chiesto conto al Campidoglio delle iniziative intraprese per assistere le 65 famiglie ancora presenti nel campo ma prive dal 15 di giugno di acqua, servizi igienici, elettricità e un tetto sopra la testa.

Ma, a quanto si apprende dall’Associazione Nazione Rom funzionari comunali e Polizia Locale di Roma continuano ad accedere al campo “omettendo soccorso alle famiglie, ai bambini, alle donne“, quel soccorso di cui il capo della Protezione Civile ha proprio chiesto di essere relazionato.

Tutti via entro 48 ore

L’agonia del campo sembra però essere agli sgoccioli. Con l’ordinanza sindacale 122 del 13 luglio a firma Virginia Raggi e non ancora notificata ai diretti interessati, alle 65 famiglie presenti ancora nel campo vengono date 48 ore per abbandonare il River al termine delle quali si procederà con un “allontanamento coattivo”, un vero e proprio sgombero di persone che si rende necessario, dice il documento, “per il progressivo aggravarsi delle condizioni igienico sanitarie dell’insediamento dopo la notifica agli occupanti di lasciare la struttura”.

Ma non solo, l’ordinanza punta il dito anche contro la proprietà del terreno che non ha preso mai iniziative “per denunciare l’abusiva occupazione” dell’area causando quindi una tollerata e “perdurante presenza di persone“.

L’ordinanza, che sarà efficace trascorse 48 ore dalla notifica della stessa ai diretti interessati – si presume possa essere notificata fra martedì 17 e mercoledì 18 luglio, giorni nei quali è anche attesa la visita del ministro Salvini dopo la quale scatterà l’allontanamento forzato – si basa anche sui rapporti della ASL Roma 1 e dell’Agenzia Regionale Arpa.

Ambedue concordano sul fatto che  è urgente mettere in atto misure straordinarie “per la tutela della salute pubblica degli occupanti e dei cittadini che vivono nelle zone circostanti” nonchè per evitare l’inquinamento ambientale della zona e del Tevere che potrebbe essere causato “dal malfunzionamento degli scarichi dei reflui“.

La Sala Operativa Sociale – spiega una nota del Campidoglio nell’annunciare l’ordinanza – sta continuando e continuerà a formulare proposte di accoglienza presso il circuito capitolino per le persone in condizioni di fragilità e di vulnerabilità. A ciò si aggiunge l’estensione fino al 30 settembre della possibilità di accedere al Patto di Responsabilità usufruendo di molteplici strumenti: rientro volontario assistito nel Paese di origine, misure per l’inclusione abitativa, lavorativa, per l’iscrizione anagrafica e per la regolarizzazione documentale.”

Pochi giorni ancora quindi e il sipario dovrebbe calare sul River. Il  condizionale è però d’obbligo se si pensa che questo campo doveva chiudere il 30 giugno 2017. Calerà pure il sipario ma c’è già chi, temendo il rifiorire di insediamenti abusivi sul territorio, si chiede intanto sotto quale ponte andranno tutti coloro che fino ad oggi non hanno aderito al patto di responsabilità nè presumibilmente lo faranno nei prossimi giorni.

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1 commento

  1. Basta andare al campo e parlare con le persone che ancora ci vivono (più del 50% minori) per sapere che, al di là dei comunicati stampa, nessuna alternativa è stata proposta loro. Dell’ordinanza di sgombero, firmata il 13 luglio, hanno appreso ieri dai siti web. Neanche la notifica è arrivata. L’unica certezza è che gran parte delle famiglie rimarranno, con sistemazioni abusive, nel quartiere dove vivono anche da 15 anni. E i bambini che venivano regolarmente a scuola, diventeranno invisibili e rimarranno condannati all’ignoranza. Grande lungimiranza questa politica ! Nascondere i problemi sotto il tappeto (o sotto i ponti) e quindi moltiplicarsi!!
    (Insegnante di molti dei bambini del campo)

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