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Canale Monterano, una ghost city in piena regola

canale monterano

Quando si parla di borghi antichi, quante volete avrete sentito la frase “il paese che muore“? Ebbene, nel caso di Canale Monterano la locuzione va presa alla lettera, quantomeno con riferimento alla sua parte più vecchia, che si chiama semplicemente Monterano per distinguerla da quella nuova, la quale – al contrario – è viva e vegeta.

Monterano, infatti, non sta morendo: è già morta. Una ghost city in piena regola a cui si accede passando prima per la parte abitata.

Siamo sui Monti Sabatini, a ovest del lago di Bracciano, a poco meno di 5 km da Manziana.

Da Roma Nord ci si arriva in una quarantina di minuti imboccando prima la Cassia, poi la Braccianese e da lì seguendo le indicazioni per Bracciano-Manziana.

Se non fosse che vi furono girate alcune scene de “Il marchese del Grillo“, questo paesino avrebbe  tutta l’aria del posto in cui si può arrivare solo per sbaglio, magari per un’indicazione capita male o per il navigatore che va in tilt.

Ma non ditelo al ristoratore dove vi siete fermati a pranzo, ché rischiate di offenderlo e di vedervi arrivare una porzione di polpette al sugo meno abbondante di quanto avevate sperato.

Fortuna che il nostro, di ristoratore, ha il senso dell’umorismo. E tra l’altro cucina divinamente.

In poche centinaia di metri

Resta però che, per quanto pulita e curata, Canale Monterano sia tutta in quelle poche centinaia di metri attraversate dalla provinciale che la collega con Oriolo Romano. Però è graziosa.

Lungo la strada, sul lato sinistro provenendo da Manziana salta subito agli occhi il giallo paglierino della Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo.

Monterano Chiesa-Santa-Maria-Assunta

Mentre poco più avanti, sulla destra, un vicoletto in salita porta in piazza del Municipio, al centro della quale regna la fontana del Bernini.

Monterano Fontana-di-Bernini-e-Palazzo-del-MunicipioMolto più interessante è il borgo antico, la città fantasma che tanto ci affascina e per la quale – in fondo – siamo arrivati fino a qui.

Monterano, la città fantasma

Per andarci serve la macchina, in quanto è incastonata tra i vicini colli a distanza di pochi km. Solo da un certo punto in poi si deve per forza proseguire a piedi.

Il posto è facile da raggiungere e non serve essere Indiana Jones per scovarlo. Inoltre il percorso è adeguatamente segnalato in quanto rotta abituale di visitatori in gita domenicale e scolaresche.

E allora ingraniamo la prima e ci avventuriamo per una stradina di campagna che termina in un ampio spiazzo dove ci sono anche altre macchine parcheggiate. La qual cosa, in verità, ci rassicura.

Da lì una grata immette in un sentiero boschivo che sembra un regno fatato.

Monterano-sentiero

Lungo il tracciato alcune lampadine al led poste su paletti di legno o appese ai rami degli alberi illuminano il nostro cammino e soprattutto danno segni di presenza umana passata lì di recente.

Ogni tanto ci voltiamo indietro per assicurarci che non sia sui nostri passi qualche canide affamato.

Monterano sentiero-led

Dopo un paio di tornanti ci si para davanti quello che sembra a tutti gli effetti un presepe vivente. O almeno la base di un presepe vivente, visto che ancora è presto per animarlo coi pastorelli in carne ed ossa. Per adesso ci sono solo le capanne a grandezza d’uomo.

Monterano capanne

E alle spalle delle costruzioni ecco i primi resti visibili del borgo antico, con un grande acquedotto a sovrastare il tutto.

Il fico protagonista

Ma per giungere alla parte più interessante bisogna ancora procedere per un centinaio di metri dopo i quali si arriva in un’ampia spianata.

Al centro, sorge il “francobollo” di Monterano: i resti della chiesa abbandonata di San Bonaventura, risalente al XVII Secolo, con davanti una copia della sopracitata fontana antistante il Municipio.

Monterano Chiesa-San-Bonaventura

Va detto che fa molto freddo e il punto è parecchio ventoso, se decidete di andarci in questi giorni copritevi bene.

La chiesa, che non ha più il tetto, è famosa perchè vi è cresciuto all’interno un grosso fico che adesso ha quasi 200 anni ed è stato forse il primo “abitante” della Monterano abbandonata.

E’ proprio ai suoi piedi che Monicelli girò la famosa scena de “Il Marchese del Grillo” in cui compare Don Bastiano.

Monterano fico-nella-Chiesa-San-Bonaventura

Insomma il protagonista è lui, perchè non solo…è fico, ma dall’alto dei suoi 9 metri d’altezza, 3 metri di circonferenza del fusto e 8 metri di circonferenza della chioma, sembra dire: “io so’ io e voi non siete un c….“.

Valerio Di Marco

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