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Vagando fra le bellezze della valle del Tevere

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A nord della capitale, lungo l’autostrada A1, c’è una lunga piana a volte ampia anche 3-4 chilometri solcata dal Tevere; si tratta della “Valle del Tevere” che nel tratto compreso tra le pendici dei Monti Sabini e il “massiccio” del Soratte ospita su basse colline una corona di paesi e borghi di particolare interesse e bellezza.

Nati anticamente sui bassi rilievi vicino al corso del fiume, hanno mantenuto nel tempo inalterate le loro caratteristiche e oggi rappresentano luoghi da visitare soprattutto per gli spettacolari paesaggi che offrono: si tratta di vere e proprie “terrazze sul fiume” che in questi ampi territori si presenta in maniera splendida.

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Il “tour” che vi proponiamo comprende la visita ai paesi di Nazzano, Torrita Tiberina, Filacciano, Ponzano e Forano. Per raggiungere Nazzano si può percorrere l’autostrada o la Via Tiberina sino a Fiano Romano mentre per il rientro vi consigliamo di dirigere verso S.Oreste e da lì con la Flaminia raggiungere  Roma Nord; un lungo giro ma piacevolissimo con spettacolari paesaggi e una infinità di cose da visitare.

Nazzano

Il paese di Nazzano può essere considerato la “perla” della Valle del Tevere per la sua bellezza e posizione; posto ad una altitudine di 200 metri affaccia proprio sull’Oasi naturalistica Tevere-Farfa, un’area protetta di circa 700 ettari che si è venuta a creare con l’entrata in funzione della diga di Meana (da Fiano diretti a Nazzano si passa proprio davanti alla centrale elettrica e a uno degli ingressi dell’Oasi).

All’ingresso del paese su di una collinetta sorge la chiesa di S.Antimo patrono di Nazzano, opera del XII secolo realizzata su di un tempio di età romana; all’interno sono custoditi numerosi affreschi.

Proseguendo lungo la strada in leggera discesa si arriva ad una piazza dove è possibile parcheggiare ed entrare a piedi nell’antico borgo sorto ai piedi del castello e caratterizzato da due imponenti torri; il centro storico perfettamente conservato oltre alla Chiesa di S.Maria Consolatrice ospita anche l’edificio comunale, una splendida biblioteca con annesso archivio fotografico (dove sono conservate migliaia di immagini donate dagli anziani di Nazzano) e il Museo del Fiume.

Realizzato in ampi locali ai piedi del Castello Savelli è interamente “dedicato alla scoperta dei segreti del Tevere, dagli aspetti geologici legati al rapporto tra fiume e territorio, alle piante e agli animali che lo popolano”. Il museo è anche un centro di studio dove vengono tenuti corsi riservati ad esempio agli studenti delle facoltà di Scienze Naturali e Zoologia.

Di particolare interesse in programma a Nazzano ogni anno ad Aprile il “Festival della Bio e Geo diversità”, un evento con conferenze, mostre, laboratori didattici e visite guidate.

Torrita Tiberina

Da Nazzano percorrendo la strada dalla quale si è arrivati, in pochi chilometri si arriva a Torrita Tiberina, paese noto per ospitare la tomba di Aldo Moro che sovente vi soggiornava.

Torrita si trova a circa 180 metri di quota e coma Nazzano si affaccia sui meandri del Tevere (bellissima la terrazza all’ingresso del borgo). Il borgo sorge intorno al castello baronale e va ovviamente visitato a piedi entrando dall’ampio portale e salendo lungo i vicoli.

Il castello, un tempo con fossato e ponte levatoio, è una struttura difensiva risalente probabilmente al 1285 con due torrioni perfettamente conservati; appartenuto alle famiglie Melchiorri e De Gregorio fu anche proprietà dei Torlonia.

Il territorio di Torrita è famoso nel Lazio per la produzione di olio di oliva, un prodotto tipico dell’intera area della Sabina.

Filacciano

Lasciato il paese di Torrita Tiberina si torna indietro e nei pressi del cimitero di Nazzano si svolta a destra per arrivare in appena 10-15 minuti a Filacciano.

Il paese per la sua struttura architettonica è particolarmente bello; l’intero centro abitato avvolge la via maestra che, dopo essere passata per due archi, lo attraversa completamente. Le case affacciano quindi su Via Filocastello a e su di un’ampia piazza posta ai piedi del Palazzo del Drago. Nei pressi del palazzo una Madonna e una lapide murata ricordano nel 1930 l’incendio del palazzo e il salvataggio della famiglia del Drago da parte dei residenti.

Se si arriva a Filacciano intorno alle ore 13 di un giorno feriale è assai probabile che il paese sia del tutto deserto e avvolto nel silenzio; allora una sensazione straordinaria vi avvolgerà e vi riporterà indietro nel tempo tanto che, se da una porta dovesse venir fuori un uomo con cappello piumato, cappa e spada probabilmente non ci trovereste niente di strano.

Ponzano

Ponzano è a pochi chilometri da Filacciano e deve il suo nome a “Pons Jani”, il Ponte di Giano; arroccato su di un colle che domina la valle del Tevere, le tracce all’interno del borgo lascerebbero intravedere un sistema difensivo risalente al periodo degli etruschi. Anche Ponzano come struttura non si discosta dagli altri paesi della valle dal momento che il centro storico, adiacente alla Chiesa di S. Maria, è su un lieve rialzo.

Degno di nota, nei pressi di Ponzano e scendendo verso il fiume, l’Abbazia di S.Andrea in Flumine, monastero realizzato da Galla, figlia di Simmaco nel VI secolo e sottoposto poi a continue distruzioni e ricostruzioni. Oggi dopo un lungo e complesso restauro la struttura è un centro per eventi.

Forano

Forano si trova a poca distanza da Stimigliano e per raggiungerlo si deve proseguire fino a un lungo ponte che porta al di là del fiume Tevere; questo ci permette di avere una diversa visione dell’ampia valle con alle spalle la sagoma inconfondibile del Monte Soratte e del paese di S.Oreste.

Degni di nota il Palazzo Strozzi e la chiesa della SS. Trinità risalente al 1600.

Il rientro nella capitale

Dopo questo lungo ed interessantissimo tour il rientro si può fare attraverso la Via Flaminia; da Forano si scende nuovamente al ponte sul Tevere e si dirige verso la sagoma imponente del  monte Soratte lasciando alle spalle il fiume, l’autostrada e un grande e deserto “outlet”.

La strada che porta a S. Oreste e la Flaminia è straordinariamente bella. Attraversa una campagna pianeggiante di un bel colore verde smeraldo che si interrompe solo nei pressi delle pendici sassose del monte. Scavalcato il Soratte si scende poi verso la piana per prendere la Via Flaminia che in circa una oretta ci riporterà a Roma.

Uno scrigno delle meraviglie

Se ci siamo dilungati un po’ nel descrivere questo tour è solo perché  ne vale veramente la pena (può essere fatto tranquillamente anche in un giorno di pioggia); i borghi descritti sebbene negli anni abbiano subito un lento ma inarrestabile spopolamento sono ancora molto vivi e questo grazie all’impegno delle amministrazioni, delle Associazioni Proloco e delle tante associazioni di volontari che non solo mantengono vive le tradizioni dei luoghi ma danno vita anche a numerose iniziative ed eventi legati alla bellezza del territorio.

La Valle del Tevere, tra i Sabini e il Soratte, è uno scrigno delle meraviglie che la presenza del Tevere, con i suoi meandri e “fiaschi” e le acque placide rende ancora più sorprendente.

Francesco Gargaglia

 

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