Home POLITICA Ballottaggio in XV, 10 domande a Stefano Simonelli

Ballottaggio in XV, 10 domande a Stefano Simonelli

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Stefano Simonelli, 49 anni, professionista dalle molteplici esperienze nel comparto del turismo, delle gare d’appalto, principalmente nei settori speciali. E’ il candidato alla presidenza del XV Municipio per il Movimento 5 Stelle che al ballottaggio del 19 giugno contenderà a Daniele Torquati la poltrona di primo cittadino del territorio Cassia-Flaminia.

Si è aggiudicato la pole position con 14.609 voti, il 23,9%, contro il 28,5 del presidente uscente. E raccogliendone di più in assoluto e più di Torquati nei quartieri periferici come Labaro e Prima Porta che in quelli centrali, come Vigna Clara e Fleming.

Un voto tutto da interpretare. Così come da interpretare è il fatto che in assoluto Simonelli ne abbia presi circa 5mila in meno di Virginia Raggi, come a dire, ma ora ce lo faremo spiegare, che cinquemila elettori abbiano ritenuto il M5S maturo per governare la città ma non il XV Municipio.

Simonelli, in tanti vorrebbero saperne di più su di lei. Vuole presentarsi ai nostri lettori?

Con piacere. Sono nativo di Bolzano ma residente a Roma da sempre: nel Municipio XV dal 1998, prima in via di Grottarossa e dal 2007 a Prima Porta. Non sono sposato, vivo con la mia compagna.

Oltre ai cenni da lei fatti sul mio lavoro, aggiungerei che sono attivamente occupato in una serie di attività fra le quali mi piace ricordare quelle a scopo umanitario e che svolgo sia in Italia che all’Estero.

Analizziamo il voto del primo turno. Come spiega la differenza di voti fra lei e la Raggi, come pensa di recuperare quegli elettori al ballottaggio?  

Direi che il risultato, nello specifico del nostro Municipio, è stato una piacevolissima  sorpresa, visti i numeri delle passate elezioni comunali (poco più di 4.000 voti per il M5S al Municipio XV). Aver triplicato i voti lo vedrei più come un dirottamento dei voti dei cittadini dai partiti che sino ad oggi l’hanno fatta da padroni nel nostro Municipio verso il M5S.

Questo è l’effetto di diversi fattori. La necessità dei cittadini di dire basta ad una gestione della cosa pubblica che, nel corso degli anni, ha sempre più deviato la propria attenzione sul superfluo e non sul necessario.

La forza della proposta del Movimento nel Comune di Roma, l’egregio lavoro svolto dalla nostra portavoce in Municipio Teresa Maria Zotta e il messaggio di credibilità, spesso ritenuto impopolare, che abbiamo trasferito ai cittadini ha premiato, in ogni caso, il lavoro che si è sviluppato in questi anni.

Oltre a recuperare i 5mila, per vincere dovrà catturare voti nei bacini degli altri partiti…..

In questi giorni noi stiamo continuando a fare quello che abbiamo fatto in questi anni e in questa campagna elettorale che non ha stravolto il nostro modo di essere: parliamo con le persone, siamo per la strada con i nostri infopoint per informare chiunque abbia voglia di confrontarsi con noi; in poche parole, non andiamo a catturare voti inventando qualcosa di accattivante ma distante dalla realtà.

Noi siamo gli stessi di sempre. Si tratterà di vedere quanta voglia ci sarà di provare a cambiare.

Veniamo al territorio del XV. Quali sono per lei le priorità di un agglomerato di quartieri così vasto geograficamente e così eterogeneo da un punto di vista sociale?

L’eterogeneità del territorio è fuori dubbio; i problemi, però, sono gli stessi in ogni parte del Municipio. In particolare penso al decoro che lascia a desiderare sia nei quartieri cosiddetti bene sia in zone decentrate.
Penso ai rifiuti, al traffico, all’insufficienza di mezzi pubblici o di servizi in generale. Problemi che, come è facile intuire, si avvertono con maggiore intensità in periferia dove viene a mancare anche qualsiasi forma di aggregazione sociale che da ancor di più il senso dell’abbandono; nelle cosiddette zone bene, invece, c’è stato un eccesso di mercificazione che incide sensibilmente sulla quotidianità dei residenti.

Prendendo in esame il vostro programma vediamo molte enunciazioni di principio ma zero contestualizzazione sul territorio. Qualcuno direbbe che si tratta di scarsa conoscenza di quest’ultimo. Cosa risponde?

Nell’elaborare il nostro programma abbiamo tenuto conto proprio delle problematiche del territorio che ognuno di noi vive in prima persona se non altro perché nel territorio ci viviamo e  i problemi non ci vengono solo raccontati.

A questo aggiungo che il programma è stato sviluppato ascoltando anche e soprattutto i cittadini che si sono avvicinati nel corso di questi anni a noi e che hanno rappresentato le diverse criticità e difficoltà.

Credo che ogni cosa sia perfettamente contestualizzata, anche riferendosi alle diverse aree del Municipio.

Lasciando da parte l’abusato “cento giorni”, periodo troppo esiguo rapportato ai tempi della Pubblica Amministrazione, se lei viene eletto quali iniziative intende mettere in campo nei primi sei mesi del suo mandato e per quali zone del territorio?

Non credo sia corretto privilegiare un territorio rispetto a un altro. Quello che posso dire è che nel caso si dovesse arrivare a una vittoria, si dovrà fare luce su questioni di carattere amministrativo, contemporaneamente si ascolteranno i cittadini attraverso comitati e associazioni.

Solo avendo contezza degli interventi effettuati e/o in via di esecuzione, di appalti in essere o conclusi, sarà possibile pianificare forme di interventi. Dire oggi che cosa si farà e in quali tempi sembrerebbe una sterile propaganda.

Ha già già scelto gli assessori, quali professionalità avranno? ci dia un’anticipazione.

Stiamo lavorando in questo senso. Quello che posso anticipare è che gli assessori saranno selezionati per professionalità e affidabilità.

A biglie ferme, secondo lei il Municipio è un organo utile sul territorio? Andrebbe cancellato o potenziato?

I Municipi, vista l’ampiezza di Roma, sono indispensabili. Per far sì che svolgano una funzione veramente utile si dovrà arrivare a un  vero e proprio decentramento amministrativo.

Burocrazia e politichese imperano nella pubblica amministrazione, la preoccupa esserne a digiuno?

Noi siamo qui per provare a cambiare il modo di gestire la cosa pubblica. La burocrazia deve essere al servizio del cittadino e non un ostacolo. Spesso le lentezze cosiddette burocratiche sono la conseguenza della non volontà di affrontare e risolvere le cose. Il politichese non ci appartiene.

Ultima domanda, lasciandole spazio per un appello elettorale. Perchè gli elettori del XV dovrebbero votare per lei il 19 giugno?

Semplicemente perché è sotto gli occhi di tutti quanto è stato  prodotto nel corso di questi anni da chi si è occupato  del nostro municipio. Forse sarebbe il momento di cambiare e provare a far funzionare le cose con una logica politica nuova rispetto al passato. Se c’è questa voglia di provare votateci altrimenti continuiamo a tenere lo status quo, ma senza lamentarci dopo.

E aggiungo che chi deciderà di darci fiducia non dovrà fermarsi al voto, ma dovrà rimboccarsi le maniche e agire in prima persona per sentirsi parte integrante di un processo di cambiamento.

Claudio Cafasso

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3 COMMENTI

  1. Ho apprezzato il punto 5 del programma, in particolare dove si enuncia
    la verifica di destinazione d’uso degli immobili rispetto alla concessione originaria.
    E’ esattamente una delle richieste inevase del Comitato per via Gradoli.
    Ovviamente alla verifica devono seguire i necessari atti amministrativi
    volti alla riqualificazione urbanistica, sia quelli di pertinenza dell’amministrazione
    comunale sia quelli propri dell’amministrazione municipale.
    Tra questi ultimi ricordo le determinazioni dirigenziali dedicate alle demolizione
    delle opere murarie e degli impianti che presuppongono, anche solo in via
    potenziale, l’uso abitativo di immobili censiti nelle categorie catastali non residenziali.

  2. Nella sezione trasparenza del programma non sono riuscito a trovare la pubblicazione degli atti di Giunta. Vero organo decisionale del Municipio. Ma forse è una dimenticanza.

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