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Tomba di Nerone, un giardino da guardare e poi tirar via

Giardino Tomba di Nerone

Supponiamo di dover traslocare e che il trasloco avverrà tra qualche mese: che facciamo? Smettiamo di pulire casa, di spazzare e lavare in terra, di portare via la spazzatura? Oppure ci diamo da fare come sempre e anzi cerchiamo di lasciarla in condizioni migliori di come l’abbiamo trovata? Scontata la risposta.

Meno scontata per chi invece ha il compito istituzionale di curare e mantenere in ordine il bene pubblico e a confermarcelo è quello che avviene a Tomba di Nerone.

Da anni si parla di progetti per la sistemazione della piccola area verde tra Villa Paladini e l’Istituto delle Orsoline, il giardino intitolato ai “Caduti sul Fronte Russo” inaugurato il 23 gennaio 2011 e realizzato grazie alla tenacia di Silvano Leonardi, anziano alpino reduce del secondo conflitto mondiale e presidente del Comitato Nikolajewka costituito per ricordare la battaglia di Nikolajewka combattuta il 26 gennaio 1943, deceduto a dicembre 2017  lasciando un gran vuoto a Tomba di Nerone dove viveva e dove era molto stimato e amato.

Ora, dopo l’annuncio di un anno fa, dopo un’attesa durata dodici mesi, si inizia a vedere all’orizzonte un progetto di riqualificazione finanziato con fondi regionali e municipali e con altri da parte di un soggetto privato.

Proprio  in questi giorni, come si apprende dal sito web del Municipio XV, una commissione sta valutando le offerte per poi procedere all’appalto dei lavori che dovrebbero prevedere l’installazione di una recinzione perimetrale, la realizzazione di due cancelli, la bonifica ambientale, la creazione di un orto didattico con piante officinali e l’installazione di nuove panchine e cestini.  Ma quando accadrà tutto questo?

Nel frattempo, in attesa di questi lavori, si è pensato bene che non valga la pena pulirlo, raccogliere i rifiuti e svuotare i cestini. Ora si può comprendere che non avrebbe senso mettere dei nuovi giochi o nuove panchine al posto delle attuali trasformate in brande ma la pulizia, almeno quella, sarebbe doverosa.

E invece il piccolo giardino di Tomba di Nerone, privo di giochi, con i cestini che tracimano rifiuti, con le bottiglie vuote che hanno sostituito il tappeto erboso, si è trasformato in una vera discarica a cielo aperto dove cumuli di sporcizia e rifiuti vanno accumulandosi giorno dopo giorno.

Questa piccola area verde è quindi diventata off-limits per i residenti e i loro bambini, che la evitano accuratamente specie nelle ore pomeridiane e serali quando da discarica si trasforma in un dormitorio che purtroppo non dispone di servizi igienici e così il valloncello sottostante al monumento raccoglie tutto quello che c’è da raccogliere, fisiologico e no.

Di conseguenza questo giardino si è trasformato in area semi-privata ad uso esclusivo di una sola categoria di cittadini, i senza tetto. Che poi, a veder bene, se la dividono con i cinghiali arrivati lo scorso maggio e divenuti stanziali anch’essi.

Fra chi bivacca e chi grufola, fra rifiuti e sporcizia, a residenti di Tomba di Nerone al momento non resta che guardarlo e tirar via.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Grazie per l’articolo. Sono anni (o meglio decenni, ormai) che il “parchetto” versa in condizioni disastrose, sempre più disastrose.
    Ma è mai possibile che per organizzare la risistemazione di una piccolissima area con una recinzione, due panchine e cestini della spazzatura, l’amministrazione ci metta più di un anno solo per organizzare la gara e valutare le offerte? E se dovessero fare un intervento importante, che cosa succederebbe? Ormai le cose più assurde sembrano la normalità e questo forse è ancora più grave dello stato indecente del giardino.

  2. Fa ancora più male per ciò che ricorda e rappresenta (mi si stringe
    il cuore pensando al buon anima di Silvano), ma rendiamoci conto
    che tutta la città è in codeste condizioni e non v’è via di uscita.

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