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Continua la saga dei cinghiali a Tomba di Nerone

giardini tomba di nerone

La saga dei cinghiali di Tomba di Nerone si è arricchita di un nuovo episodio: la sera del 14 giugno, sotto il controllo degli agenti della Polizia Locale, tutt’attorno all’area verde del giardino intitolato ai Caduti sul Fronte Russo è stata posizionata una rete di plastica arancione, quelle usate nei cantieri, per sbarrare il passo alla famigliola di cinghiali che dal 12 maggio staziona nell’area.

Lo scopo? Impedire che gli ungulati arrivino sulla strada. Ma forse scoraggiare anche i tanti residenti che si ostinano a dare bocconcini prelibati ai simpatici animaletti.
Obiettivi ambedue falliti, lo sbarramento è durato poco, praticamente dalla sera alla mattina, mentre i vivandieri sono tornati all’opera subito dopo.

Ed è quindi ricominciata la saga dell’aperitivo a Tomba di Nerone fra craker e selfie scattati ad immortalare il gesto di donare cibo ai cinghiali in barba ad una forse poco conosciuta norma nazionale che sanziona con  un’ammenda da 516 a 2.065 euro chi  fornisce cibo agli ungulati e prevede, nei casi più gravi, l’arresto da due a sei mesi.

Il provvedimento mira ovviamente a frenare la pratica di dare cibo a questi animali che è una delle cause della loro presenza nelle aree urbane e nei centri abitati. Senza contare poi che l’abbondanza di cibo influisce anche in maniera significativa sulle dinamiche di riproduzione della specie, provocandone un incremento.

cinghiali tomba di neroneA Tomba di Nerone ci si chiede da dove siano arrivati. Siamo abbastanza certi che si tratti della famiglia di giovani esemplari che precedentemente bazzicava le sponde del fosso dell’Acqua Traversa all’interno della Riserva dell’Insugherata che confina con i giardini di Tomba di Nerone.

D’altra parte i passaggi per accedervi, evitando il “super condominio” a valle degli stessi e che ha innalzato una recinzione metallica, sono molti. Così come molti sono  i rifiuti che li attirano; fino a quando questi giardini saranno utilizzati come pattumiere pubbliche i cinghiali non mancheranno.

collage tomba di neroneMa a chi compete mettere fine all’epopea cinghialesca che tiene con il fiato sospeso i residenti di Roma Nord? Diciamo subito che i giardini di Tomba di Nerone sono fuori dei confini del Parco di Veio e quindi i giardiaparco dell’Ente non hanno autorità per intervenire, come invece hanno recentemente fatto in zona La Giustiniana e La Storta dove sono stati catturati 23 esemplari di cinghiali fra i quali una mamma con ben 12 piccoli al seguito.

Stando quindi alla nota rilasciata dallo stesso Ente, nel caso dei giardini di Tomba di Nerone la competenza è del Comune di Roma e della Regione Lazio. E il fatto che questi giardini confinino con la Riserva dell’Insugherata – dal quale sono di certo usciti i cinghiali – e che la gestione di quest’ultima spetti all’Ente regionale RomaNatura avvalora ancor più la tesi del coinvolgimento della Pisana in ogni caso in connubio col Campidoglio “titolare” dei giardini.

Ma c’è anche chi dice che ad intervenire dovrebbe essere la Polizia della Città Metropolitana di Roma (l’ex Provincia, tanto per intenderci), competente sull’ambiente, mentre altri sostengono che la regia spetta alla Prefettura essendo l’autorità provinciale responsabile dell’ordine e della sicurezza pubblica e dalla quale si attende un protocollo che disciplini chi e come debba intervenire in presenza di avvistamenti di cinghiali, fenomeno sempre più ricorrente. Siamo dunque alle solite, il solito pasticciaccio all’italiana che vede coinvolti sullo stesso tema più soggetti e la cui soluzione, ad oggi, non appare per nulla scontata.

Alla fin fine, per il bene dei “neo residenti” nel giardini di Tomba di Nerone e per i cittadini della zona la cosa più ovvia sarebbe catturare questo manipolo di ungulati e spostarli altrove, anche se l’impresa non sembra poi così semplice; certo è che i poveri cinghialetti, lontani da quello spazietto verde, se li sogneranno biscotti, craker, carezze sulla testa e foto ricordo.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro e un peso massimo di un quintale circa… e li chiamate “animaletti”????

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