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Cartolina da Valle Ricca, un luogo da visitare

Valle Ricca

Le vicinanze di Roma offrono a chi sa cercare un gran numero di località e luoghi sconosciuti, a volte misteriosi, altre volte soltanto ricchi di fascino e trovarli è solo una questione di spirito di avventura…o quasi.

Chi ama cimentarsi nella ricerca di questi luoghi ha essenzialmente tre possibilità:  affidarsi a qualche guida molto dettagliata (ce ne sono molte in commercio tra cui i tre libretti bellissimi di Luigi Plos dal titolo “Luoghi segreti a due passi da Roma”); affidarsi a Google-map e cercare di individuare dall’alto cosa può offrire o nascondere il territorio; infine puntare al proprio fiuto ed esperienza (anche se la cosa migliore sarebbe  unire queste tre possibilità).

Deciso l’obiettivo della nostra ricerca non resta che equipaggiarsi: abiti comodi e resistenti, scarpe da trekking, un robusto bastone per aprirsi la strada tra la vegetazione, forbici da potatura per togliere di mezzo i rovi, macchina fotografica e acqua. Una torcia elettrica e una corda robusta potrebbero tornare utili in alcuni casi.

Per la nostra prima uscita abbiamo scelto un “target” facile e comodo così da non scoraggiare i neofiti: Valle Ricca nei pressi di Monterotondo.

Monterotondo è una grande cittadina a 20 chilometri da Roma sulla Via Salaria; nonostante sia popolosa e si sia costruito molto, continua ad avere un bel centro storico con  numerosi elementi di interesse storico e architettonico (la Basilica, il convento dei frati cappuccini, porta Garibaldi, Palazzo Orsini, la fontana dei Leoni).

Si trova inoltre al centro di un bel territorio: ad ovest la Valle del Tevere e ad est le campagne collinose che degradano a sud verso la Marcigliana. Via di Valle Ricca si trova alle porte di Monterotondo Scalo e vi si accede da un sottopasso ferroviario: all’inizio si presenta con la vegetazione disordinata a bordo strada, qualche casale danneggiato e le vecchie fornaci, ma procedendo il paesaggio lentamente cambia.

Dal momento che la maggior parte delle strade, anche sterrate, sono private conviene lasciare l’auto e scarpinare in cima ad una delle tante colline evitando i campi coltivati e privilegiando le aree incolte. La terra specie se bagnata vi si appiccicherà saldamente alla suola delle scarpe e il dislivello vi farà un po’ sbuffare ma sulla cima il paesaggio cambia decisamente.

Non siamo più nelle vicinanze di Monterotondo ma in Toscana e più precisamente sulle colline senesi; il panorama è magnifico. Le colline dolci sono punteggiate da rari casali, piccoli boschetti e filari di cipressi e lo sguardo si può spingere lontanissimo verso la Valle del Tevere o verso la torre di Monterotondo.

Se si procede su una delle sterrate in direzione sud si entra direttamente nella Riserva della Marcigliana percorrendo terreni rigogliosi e solitari come solo la bella campagna sa offrire.

Se invece ci muoviamo da una collina all’altra possiamo sovrastare un terreno selvaggio dove le vecchie cave si alternano agli edifici delle antiche fornaci (in una di queste cave si è formato un laghetto oggi adibito a lago di pesca).

Valle Ricca era terra di fornaci e oggi, dopo l’exploit del cemento, ne rimangono solo alcune in funzione; dall’alto è possibile osservare i grandissimi capannoni con le imponenti strutture industriali oggi in abbandono.

Dal basso, infilandosi in sentieri oramai abbandonati da anni, si possono costeggiare le imponenti strutture facendosi largo tra i rovi dove può darsi che un biacco vi attraversi la strada. Nessun pericolo è del tutto innocuo.

Valle Ricca è un posto decisamente “strano”;  è uno straordinario miscuglio di strutture industriali abbandonate (o in funzione) e vecchie cave circondate da una campagna bellissima che offre scorci da cartolina: un luogo da vedere.

Nonostante le tante domande non abbiamo scoperto l’origine del toponimo; forse legato all’abbondanza dei prodotti agricoli o alla presenza di pregiati vigneti (il che spiegherebbe l’altro toponimo: Fonte di Papa).

Francesco Gargaglia

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