Home TOR DI QUINTO Discarica via del Baiardo, Regione Lazio pronta ma “bonifica spetta al Comune”

Discarica via del Baiardo, Regione Lazio pronta ma “bonifica spetta al Comune”

sequestro-baiardo
foto di VCB

A luglio 2012, sulla spinta di una richiesta dell’Ardis – Agenzia Regionale per la difesa del suolo – mirata a bloccare la contaminazione acquifera del Tevere dovuta alla presenza di ingenti quantità di rifiuti sulla sponda del fiume, in via del Baiardo, a Tor di Quinto, viene sgomberato il campo nomadi presente da circa vent’anni.

L’area golenale, di circa sei ettari, dopo la bonifica effettuata dall’AMA nel settembre dello stesso anno con rimozione di circa 800 tonnellate di rifiuti, rimane abbandonata a sé stessa e a distanza di pochi mesi comincia a diventare oggetto di sversamento di rifiuti diventando nel tempo un’immensa discarica abusiva di materiale da risulta, mobili, elettrodomestici, bidoni che liberano liquami nel terreno, cadaveri di animali.

L’apice lo si riaggiunge nella primavera del 2016, quando quintali di lastre di amianto vengono abbandonati a meno di 100 metri dalla pista ciclabile che costeggia l’area e sulla quale passano ogni giorno ciclisti di tutte le età.

Ad aprile 2014, l’allora dirigente del Commissariato Ponte Milvio, Massimo Improta, scrive all’Ardis e alla Regione denunciando la situazione e invitandole ad intervenire.

A luglio 2015, il Prefetto di Roma in quel momento in carica, Franco Gabrielli, scrive alla Regione Lazio, all’Ardis e all’Agenzia del Demanio, reiterando la richiesta di bonificare l’area.

Arriviamo a dicembre 2015, e il Dipartimento capitolino Tutela Ambiente e Protezione Civile diffida per iscritto l’Ardis e la Regione Lazio: “dovete effettuare la bonifica”. Ma due mesi dopo l’Ardis, nel frattempo sciolta e incorporata nella struttura regionale come Direzione regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo, respinge la diffida dichiarandosi non competente.

Nel frattempo in via del Baiardo si continua a sversare di tutto, finanche materiale cancerogeno.

A ottobre 2016 la Procura della Repubblica di Roma, su proposta dell’attuale dirigente del Commissariato Ponte Milvio, Filiberto Mastrapasqua, sequestra l’area nominando la Regione custode giudiziario.

il 13 ottobre, infine, il Consiglio del XV Municipio vota all’unanimità un documento nel quale si chiede di “chiudere urgentemente l’accesso alla discarica con una barriera di new jersey; far attivare ogni procedura utile per la bonifica totale dell’area; convocare d’urgenza il Comitato dell’Ordine della Sicurezza di Roma Capitale per una seduta straordinaria dedicata al problema“.

Fin qui la più che nota vicenda della più grande discarica abusiva di Roma che fra carte bollate e protocolli continua a rappresentare uno dei maggiori scempi ambientali perpetratati nella Capitale.

Pochi giorni fa, VignaClaraBlog.it ha posto queste domande ai vertici della Regione Lazio.

Perchè questo comportamento dell’Ardis che impiega due anni dalla prima diffida per dichiararsi incompetente? E se non sono competenti l’Ardis o la Regione, chi lo è?

Ai cittadini poco importano i rimpalli di responsabilità mentre l’ambiente viene irrimediabilmente violentato: la Regione ha fondi a disposizione per procedere motu proprio alla bonifica? E se sì, entro quando?

E l’Ufficio Stampa della Regione Lazio, nell’annunciare fra le righe che l’Amministrazione intende posizionare delle barriere per impedire l’accesso all’area, ci risponde così.

Si tratta di un’area sulla quale per un lungo periodo è stata riscontrata la presenza di un campo nomadi. L’Ardis (che da alcuni mesi non esiste più ed è stata incorporata dalla Direzione regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo in conseguenza dell’opera di razionalizzazione/risparmio promossa dalla Giunta regionale sugli enti controllati) ha fatto quanto doveva: ha evidenziato una problematica inerente la contaminazione del fiume, espletando così quanto previsto dalle proprie competenze volte a salvaguardare il letto del fiume ed i suoi argini.”

Lo sgombero di rifiuti costantemente riversati sulla sponda, dunque, è sempre stato di competenza degli uffici comunali – sostiene l’Ufficio Stampa – in questo caso attraverso la controllata Ama che è l’unica a possedere gli strumenti idonei per il prelievo e lo smaltimento dei rifiuti.”

Recentemente l’area è stata posta sotto sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria, che ha affidato la sua custodia ad un ufficio regionale. A questo punto gli uffici regionali hanno avviato le procedure di acquisto e successivo posizionamento di quanto necessario ad impedire l’accesso a chiunque, soprattutto nelle ore notturne, tenti di sversare illecitamente rifiuti in quel luogo.”

“In conclusione, trattandosi di area golenale, come già avvenuto in altri casi, la Regione Lazio – conclude la nota – è disponibile a collaborare con gli uffici comunali per avviare le procedure di una definitiva ed approfondita rimozione di quanto sedimentato negli anni”.

E come nel gioco dell’oca si torna al via.

Claudio Cafasso

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3 COMMENTI

  1. Se si vuole capire il valore del voto referendario votando SI il 4 dicembre, questo articolo è l’esempio eclatante della inefficienza divisa in comuni-province-regioni + lo stato.
    Le regioni italiane.salvo eccezioni di buon governo, sono l’immagine eloquente dei disservizi dovuti al rimpallo delle responsabilita’ istituzionali. il Lazio e Roma i due contendenti che si rimpallano responsabilita’, in mezzo i cittadini romani che non ottengono cio di cui hanno diritto. Il 4 dicembre riflettete prima di mettere NO sulla scheda. Le riforme non ci saranno e tutto diventera’ ancora piu’ complicato, con maggiori spese e maggiori tasse comunali e regionali per cercare di risolvere problemi incancreniti dal tempo. Mi auguro che i romani, ma anche gli italiani capiscano quale è la posta in gioco del referendum del 4 dicembre…..io voto SI

  2. Questa è proprio comica! vuoi vedere che questa riforma della costituzione prevede anche la bonifica di via del Baiardo? ma daiiii , non sapete proprio cosa altri inventarvi per raccontare bugie agli italiani.
    Cosa c’enta questo con la riforma? non c’è scritto da nessuna parte che la situazione in questi casi migliorerebbe, anzi, ci ritroveremo in Senato gente non votata dai cittadini, ma provenienti dalle Regioni che è l’ente pubblico dove ci sono politici più corrotti, indagati ed arrestato e questa volta con il regalo dell’immunità parlamentare.

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