Home CRONACA L’ultima del Cimitero Flaminio: bare saccheggiate

L’ultima del Cimitero Flaminio: bare saccheggiate

furti di fiori e di oggetti votivi, furti nelle auto, le mani della 'ndrangheta sui fiorai.... e ora anche bare saccheggiate. Non c'è pace per il cimitero di Prima Porta

Cimitero Flaminio 1

Ricca refurtiva per la banda che, da metà giugno, si dedica a scoperchiare tombe e loculi di defunti rom al cimitero di Prima Porta. Non è il primo caso di criminalità all’interno del cimitero, ma stavolta si parla di “ricco bottino” nel vero senso della parola: i ladri hanno colpito infatti le tombe di defunti rom d’origine slava, presumibilmente a conoscenza della tradizione per cui le famiglie, nell’accompagnare i propri cari all’estremo riposo, ornano le bare con oggetti di valore.

Si aggiunge così un’altra triste vicenda alla lunga sequenza che da tempo funesta il cimitero di Prima Porta: nei mesi trascorsi si sono accumulati furti di fiori e di oggetti votivi, furti di auto, spaccio fra le tombe, senza dimenticare la presenza della criminalità organizzata della ‘ndrangheta che gestiva la vendita di fiori all’esterno del cimitero, molto spesso gli stessi rubati davanti alle tombe dei defunti.

I colpi in atto in questo periodo presentano un metodo molto particolare e specifico: i ladri si occupano non solo di defraudare le tombe, derubandone l’interno, ma persino di sigillarle attentamente dopo il furto, in modo tale da non insospettire i familiari.
Per ora i casi di furti nei loculi sono stati due, a poca distanza l’uno dall’altro, sui quali stanno indagando i Carabinieri della compagnia Cassia. Il primo caso è avvenuto a metà giugno ai danni di un defunto rom di origine slava e sepolto a Prima Porta nel 1998. Il secondo è notizia delle ultime ore. E chissà quanti altri, dei quali i parenti non si sono ancora accorti.
Per ora il target dei furti sembra concentrarsi su tombe datate fra il 92′ ed il 98′, depredate appunto di oggetti di valore come anelli, bracciali e denaro.

Stando agli inquirenti, i furti avverrebbero nel tardo pomeriggio, in concomitanza con la chiusura del cimitero ed è per questo che giovedì scorso i Carabinieri hanno fatto un blitz bloccando tutte le uscite, purtroppo con un nulla di fatto. Ad aggiungersi alle difficoltà delle indagini anche la fatica a risalire alle tracce di chi manomette i loculi dal momento che scoperchiando le tombe le micropolveri fuoriuscite contribuiscono a camuffare le impronte digitali.

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