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S.Valentino, dove dirsi ti amo a Roma Nord

Se provate a prendere un campione random di dieci persone, ambosessi, vi diranno che San Valentino è “la festa di ogni cretino”, solo “una stupida trovata commerciale”. Però nessuno resiste al fascino della ricorrenza e oggi tutti si chiedono: “dove posso portare la mia lei/il mio lui?”

Per quanto da noi la tradizione delle cosiddette Valentine – i bigliettini d’auguri con i cuori – non abbia mai preso piede, né tanto meno quella del cioccolato fatto in casa alla giapponese (preparato anche per colleghi e amici e con l’extra del White Day, i furbetti!), la verità è che un’uscita da proporre al proprio oggetto dei desideri, lungamente inseguito, rimane sempre un must della ricorrenza.

E se dire “ti amo” nel giorno di San Valentino, per di più in una trafficatissima location del centro piena di turisti, vi appare demodé, ecco una selezione di 6 luoghi sorprendenti tra la Cassia e la Flaminia per pronunciare le fatidiche parole. O ricordarle a qualcuno. E a sorpresa alla fine un bonus track.

6 – Ponte Flaminio

Nanni Moretti in “Caro Diario” dichiarava amore sperticato per questo Ponte almeno due volte al giorno.

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Ma voi potete anche limitarvi a un fuori programma, una sosta non preventivata prima di qualunque altro luogo pensavate di raggiungere, presi dal guizzo improvviso di osservare il sole farsi d’arancio quando arriva a lambire terra e acqua.

Costruito tra il 1938 e il ’56, compensa in imponenza, forse, la scarsità di storie sul suo conto, ma come dice il saggio “non si può solo parlare nella vita.”

5 – Tomba di Nerone/Parco dell’Insugherata

Due sono meglio di uno. Il passaggio davanti al sepolcro erroneamente attribuito all’imperatore romano, ma in realtà appartenente a Publio Vibio Mariano, procuratore della Sardegna, e a sua moglie Regina Maxima, è occasione o per dimostrare che si può star davvero insieme per l’eternità o che altro scusa per proseguire verso il Parco dell’Insugherata e godersi una passeggiata, lontani da tutto e da tutti.

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Percorrete il sentiero del Picchio e sceglietevi un albero verso l’interno per le paroline magiche, avendo la buona cura di portarvi il fiore per fatti vostri: la riserva infatti contiene circa 630 specie di fiori, di cui 44 peculiari, meglio non rischiare.

4 – Rovine archeologiche di Veio

Guardarsi intorno e tornare a una Roma antica, di confine: nessun marmo bianco, ma rovine ruvide e porose, immerse nel verde dei 10mila metri quadrati di Villa Campetti, a ricordare la storica rivale capitolina, Veio.

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In realtà si tratta di una serie di edifici di culto e adibiti ad attività termali; la passeggiata consigliata segue un andamento circolare, verso i resti del tempio di Apollo, costeggiando la zona degli scavi e salendo su una zona di terreno sempre pianeggiante, ma ad altitudine più alta, che funge da punto panoramico per la zona.

Ecco, non potrete promettere che un giorno tutto quello che vedrà sarà suo, però intanto si può cominciare da qualcosa.

3 – Castello di Isola Farnese

Forse non tutti conoscono questo gioiellino di Medioevo in piena Etruria, incastonato tra la Cassia e Formello, ma una volta arrivati ne saprete sicuramente godere, specie con la giusta compagnia.

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Struttura originaria del X secolo, ricostruito dalla famiglia Orsini nel XIII secolo e completato dal cardinale Farnese a cui deve la sua forma attuale, il Castello troneggia sul borgo con la sua torretta circolare e i torrioni squadrati, conservando ancora la corte interna e il pozzo centrale: spingersi fino all’interno per osservare gli interni del palazzo baronale necessita di guida su appuntamento, ma nulla vi vieta di uscire e dedicarvi un po’ tutto al borgo di Isola Farnese, con la sua piazzetta e le viuzze di un’altra epoca.

2 – Ponte Milvio

Ok, siamo classici, ma come un mazzo di rose rosse fa sempre un bell’effetto, così Ponte Milvio è sempre una buona scelta.

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Lasciate perdere i locali intorno, se non avete sete – anche perché è più probabile un bagno di folla – e spingetevi fino in fondo, per una passeggiata all’altro capo del ponte, alla ricerca di un po’ di intimità.

Ai lati tanto, da qualunque parte vi giriate, c’è sempre Roma a darvi “na’ mano a faje de’ di sì”, ma noi vi diamo anche qualche informazione per rompere il ghiaccio: da umile ponte di legno nel 207 a.C. alle aggiunte in stile neoclassico di Giuseppe Valadier nel XIX, il ponte è stato teatro della battaglia tra Costantino I e Massenzio – la battaglia di Ponte Milvio, appunto – nonché il luogo dove l’imperatore vide la croce con inciso “In hoc signo vinces“.

Oggi è conosciuto per i lucchetti dell’amore, tradizione sulla scia dei romanzi di Moccia, interrotta quando si diffuse al punto che il peso del ferro era eccessivo per la sicurezza del ponte stesso. O tempora, o mores…No, è l’amore.

1 – Cascate della Mola

Se al pianoro di Veio la frase fatidica non vi è scappata, beh, potete sempre ritentare qui. Scendete sul sentiero e attraversate il Portonaccio, l’antico portale in muratura, per incamminarvi verso la strada sterrata e raggiungere il Fosso della Mola, a sinistra del bivio.

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Lì, vicino al vecchio mulino, c’è il fosso del Piordo, con le sue cascate. Un posto decisamente rilassante per prendersi una pausa dopo una lunga camminata, rimirando la doppia cascata, la strada romana accanto e chi vi ha accompagnato.

Bonus – Cassia e Flaminia

San Valentino è l’occasione migliore per ribadire che l’amore è un’avventura ed è bello viverla insieme. Prendetevi dunque un giorno di vacanza e andate alla scoperta della Roma Nord percorrendo le due strade di cui sopra.

Per la prima andate verso Formello e il suo borgo medioevale, l’abbazia cistercense di San Martino al Cimino e poi lo splendido Lago di Vico. Per la seconda Sant’Oreste e il Monte Soratte.

Perché prima ancora di avere un luogo sorprendente dove dire “ti amo”, è ancora più bello scoprirne uno assieme. Buon San Valentino!

Flavia Sciolette

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