Home AMBIENTE Gli otto luoghi più belli lungo la Cassia

Gli otto luoghi più belli lungo la Cassia

monte-gelato

Fuggire dalla città e tuffarsi in un mondo dove natura, arte e leggenda si fondono. Filiera quasi a chilometro zero, “toccata e fuga” di un giorno o vacanza economicamente sostenibile. Noi ci abbiamo provato: ecco gli otto luoghi più belli lungo la Cassia, a due passi da Roma Nord.

Otto luoghi racchiusi in tre siti di splendida bellezza disposti lungo la Cassia Bis: il Parco di Veio, la Valle del Treja e la Riserva Naturale del lago di Vico.

Parco di Veio

Il suo territorio chiuso quasi a triangolo da Cassia, Flaminia e provinciale Campagnanese permette gite all’insegna della natura o immersioni culturali.

Formello

Colonia romana di origine etrusca, Formello continua a mantenere l’atmosfera del tipico borgo medioevale, al quale si accede attraverso una maestosa porta turrita. Palazzo Chigi docet, tutto gira intorno a lui. È sede dal 2011 del Museo dell’Agro Veientano.

formello.JPG

Ma non può mancare una visita alla cinquecentesca chiesa di San Lorenzo Martire. Recentemente è stata riportata alla luce la “meridiana a camera oscura”, un orologio solare orizzontale posto all’interno di un edificio, investito dai raggi solari che penetrano attraverso una stretta apertura generalmente situata sul soffitto o sulle pareti.

Ultimo baluardo della Via Francigena

Da Canterbury a Roma, ecco la Via Francigena: millesettecento chilometri che separano la cittadina del Kent alla capitale, percorsi da pellegrini che vedono in Formello l’ultima tappa prima dell’ingresso a Roma.

 via-francigena.jpg

Il tracciato si sviluppa per circa dieci chilometri nel territorio formellese, attraversando aree paesaggisticamente e culturalmente di grande valore. Ai giovani consigliamo l’Ostello di Maripara, sedici letti a camerata sotto le antiche capriate di tre stanze di Palazzo Chigi.

Mazzano Romano

Si accede all’antico centro abitato attraverso un arco di ingresso a volta incorporato nel palazzo baronale dei Biscia.

mazzano.jpg

La cinta muraria racchiude costruzioni di epoche diverse, dal tardo medioevo identificato da elementi architettonici in peperino, all’età rinascimentale individuata grazie a iscrizioni che campeggiano su alcune case, quali ad esempio il Palazzo Baronale di Everso e Dolce di Anguillara (XV secolo). Nei dintorni del borgo, aree archeologiche degne di una escursione da esperti, appassionati o da semplici curiosi.

Il parco regionale Valle del Treja

è compresa tra i comuni di Mazzano Romano, in provincia di Roma, e Calcata, in provincia di Viterbo. L’area protetta si estende per circa 600 ettari, è costituita da una fitta vegetazione caratterizzata da boschi di pioppi, olmi e salici.

È però il fiume Treja che detta legge sul territorio, scorrendo su un letto di roccia tufacea che si interrompe in piccole e suggestive cascate nella zona di Monte Gelato. A piedi o a cavallo non c’è differenza: l’importante è una passeggiata al fianco del Treja.

Monte Gelato

È uno dei luoghi più significativi di questo territorio. Impossibile descriverne il paesaggio, che è solo da vedere, da sentire e da annusare. È uno scenario talmente particolare nei suoi colori e nella sua struttura, che spesso viene scelto da sceneggiatori e registi.

gelato.jpg

Uno su tutti Roberto Rossellini che, nel 1950, lo elesse come set per le riprese del suo film “Francesco giullare di Dio”. Oggi la Mola di Monte Gelato continua ad essere preferito per produzioni di pubblicità televisiva, così come più “umilmente” di reportage matrimoniali.
È una valle quattro stagioni, ogni periodo regala colori e immagini diverse ma ugualmente surreali. Interessanti i resti di un mulino ad acqua, funzionante dal 1830 fino alla fine della seconda guerra mondiale.

Calcata

La prima impressione che si ha, nell’avvicinarsi a Calcata, è di trovarsi di fronte a un sito inespugnabile protetto da alte mura. Il paese vecchio si erge su uno sperone tufaceo che nel tempo e a seguito di crolli ha condizionato la discesa a valle degli abitanti.

calcata_vt.jpg

L’antico borgo oggi è di nuovo abitato da artisti e intellettuali che, pur di vivere in un pezzo di presepe fuori dal mondo, hanno rinunciato a qualche moderno agio. Uno tra tutti: “il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”. La particolarità di Calcata: non ha sul territorio monumenti di particolare interesse, eppure è, a ragione veduta, considerata un piccolo gioiello grazie ai particolari che rendono ogni passeggiata una continua scoperta. Per saperne di più clicca qui.

Riserva naturale Lago di Vico

Per mano di Ercole e della sua clava, o grazie al risultato dell’attività vulcanica del territorio, il lago di Vico ha avuto origine circa centomila anni fa in seguito al riempimento della caldera vulcanica. Flora e fauna di tutto rispetto, affascinano i colori, infinite sfumature diverse ad ogni ora, e ogni giorno (leggi qui).

Tre i paesi che si affacciano sul lago, simili per territorio e tradizioni.

Caprarola

È certamente Palazzo Farnese il fulcro turistico di Caprarola, gioiello dell’architettura rinascimentale manieristica. Inizialmente pensato come fortezza, la base a pianta pentagonale con cinque bastioni fu progettata e sviluppata da Antonio da Sangallo il giovane, su incarico del cardinale Alessandro Farnese.

caprarola.jpg

I lavori furono sospesi quando il cardinale divenne papa Paolo III. Fu per volontà di suo nipote Alessandro la trasformazione della fortezza in villa, affidando l’incarico a Jacopo Barozzi da Vignola, che mantenne la base precedentemente ideata.

Qualche euro in più sul prezzo del biglietto a ingresso libero (comunque contenuto), e si ha la possibilità di una visita guidata, certamente molto più interessante e curiosa anche per quelle che sono le storie legate al Palazzo e al territorio. Ma anche il palato trova giusto conforto nel paese arroccato su uno sperone tufaceo del versante sud dei monti Cimini.

Da sgranocchiare o proposta in varianti dolci e salate, la nocciola è in pole position. Legata alla tradizione culinaria del territorio, trova ampio utilizzo nelle ricette della tradizione. Ma non è solo nocciola: vino, olio, formaggi stagionati in grotta sotto paglia, e molto di più, per veri appassionati del buon mangiare.

E la forte volontà di far conoscere l’enogastronomia del territorio porta a Caprarola “Tuscia Doc”, primo centro per la promozione e lo sviluppo enogastronomico nella Tuscia. L’accoglienza è delle migliori, piccoli assaggi che permettono una scelta consapevole, ma anche di gusto.

Ronciglione

Per i giovani è il paese dove è nato Marco Mengoni. Certo è a lui che si deve la popolarità che ha investito negli ultimi tempi questa cittadina posizionata sulle alture meridionali dei monti Cimini. Ma Ronciglione è molto altro, molto di più e da lungo tempo. Impossibile elencare le bellezze architettoniche, religiose e civili, tutto a Ronciglione è da vedere, da scoprire e da assaporare. Inutile dirlo, anche qui la cucina rapisce i palati più esigenti, coccolando anche i meno interessati alla buona cucina.

ronciglione.jpg

Come ogni paese della Tuscia, i paesaggi permettono al turista di buttarsi alle spalle la frenetica routine quotidiana. Qui il tempo scorre lento, davvero a misura d’uomo. Ma quando c’è da fare festa, Ronciglione è secondo a nessuno. Su tutti, il Carnevale.

Nasce dalla Tradizione di quello romano rinascimentale e barocco. Rievoca gran parte della storia e della tradizione del paese, mettendo su strada spettacoli quali le “cavalcate degli Ussari” e la “corsa dei Berberi”. Ma ciò che rende famoso il carnevale ronciglionese è la vitalità e la fantasia profusa dei cittadini, attraverso vere e proprie “confraternite”. Quella dei “Nasi Rossi”, ad esempio, o quella della “Compagnia della Penitenza”.

Ricettivo trecentosessantacinque giorni l’anno, in estate Ronciglione punta molto sul turismo balneare ricercato, concentrato sulle rive del lago di Vico. Ottima alternativa alle affollate spiagge del litorale romano e viterbese, per un turismo mordi e fuggi o per una vacanza.

San Martino al Cimino

È una tappa della Via Francigena, nel percorso compreso tra Bolsena e Sutri. Ma San Martino al Cimino non è solo questo. È paesaggi mozzafiato, è natura allo stato puro. È godere di un clima fresco in estate con la possibilità di spalmarsi sulle rive del lago di Vico. E per i buongustai, funghi porcini e castagne sono la base di partenza per eccellenze gastronomiche.

cimino.jpg

Cresciuto intorno all’abbazia cistercense, l’antico centro medioevale fu trasformato nel XVII secolo secondo i dettami dell’epoca, ma conserva l’originaria struttura urbanistica e la vecchia cortina muraria.

La parte alta del paese conserva la Chiesa e il settecentesco Palazzo Doria Phamphili, costruito quest’ultimo per volontà di Donna Olimpia utilizzando parte dei materiali avanzati dalla ristrutturazione dell’omonimo edificio di piazza Navona a Roma. A lei si deve la sistemazione dell’abitato affidando il progetto di ristrutturazione a Marcantonio dè Rossi e ad altri grandi nomi quali Bernini e Borromini.

Sonia Lombardi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. Bella la descrizione di Monte Gelato, però perchè ignorare il borgo antico di Mazzano Romano ancora intatto anche nelle sue atmosfere antiche le sue casette costruite una nell’altra in un dedalo di viuzze e stretti passaggi con scorci magnifici sulla valle del Treja e la discesa nel bosco verso il fiume con il suo ponte, antica strada di collegamento con Campagnano, splendida poi la passeggiata, adatta a tutti, che consente di risalire il suo corso con uno stretto sentiero fino alle cascate di Monte Gelato

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome