Home AMBIENTE Vigna Clara, XX Municipio, Roma: questa città ha comunque bisogno di noi

Vigna Clara, XX Municipio, Roma: questa città ha comunque bisogno di noi

i-want-you.jpgNella notte fra il 5 ed il 6 Febbraio, da bravi sonnambuli quali siamo, Sandro Bari (Presidente del Comitato per il Tevere nonché attore di innumerevoli battaglie contro il sacco di Roma) ed io abbiamo avuto su questo blog uno scambio di opinioni sul tema: Roma la si difende e la si migliora concentrandosi sulla macro realtà o partendo dal micro cosmo di un quartiere ? Questo fu il suo commento e questa fu la mia risposta. No, non parlammo di teorie dei massimi sistemi ma dell’impegno civile che anima ognuno di noi e di voi quando dibatte e si accalora su un tema lanciato da questo Blog. Sandro mi ha inviato questa sera una mail “con licenza di pubblicazione” ed io non voglio perdere l’opportunità di condividerne e dibatterne i contenuti con voi. Sotto qualche parola troverete dei link, l’ho fatto giusto per richiamare alla mente gli argomenti laddove già trattati su queste pagine. (c.c.)

“Caro Claudio, ho apprezzato la tua risposta, come sempre saggia e misurata, al mio sfogo di qualche giorno fa che prendeva spunto dal “fatto” di via del Podismo …

per allargarsi allo sfascio generale in cui versa Roma dal punto di vista del rispetto ambientale e dei beni storici e architettonici. Tengo a premettere che quello che scrivo è dettato soltanto dall’amore senza fine per questa mia Città; risultato, invece di godermi il riposo dopo l’attività lavorativa, eccomi a collaborare con le associazioni culturali, con la Protezione Civile e Ambientale, a fondare il Comitato per il Tevere, ad entrare nel Gruppo dei Romanisti (che non sono i tifosi, ma i cultori di Roma) e così via. E voglio ribadire che l’amore per Roma non è di destra né di sinistra: ho fatto parte di Consulte per l’Ambiente e per la Cultura sotto amministrazioni di ambo le parti, ho collaborato con municipi di ogni colore, sempre apprezzato per essere “al di sopra”.

Ora mi sto battendo, in appoggio alle iniziative di Italia Nostra e dei Romanisti, contro lo scempio che viene fatto dei nostri Beni da una amministrazione che non rispetta alcun valore se non quello della “resa economica” del progetto. E questo sarebbe palese non solo agli addetti ai lavori, ma anche ai comuni cittadini, se solo la stampa ne desse il giusto risalto; ciò non avviene, e sapete bene perché: i giornali che si leggono a Roma sono allineati politicamente all’amministrazione o sono di proprietà di che è interessato alla “resa economica” di cui si parla. Lo stesso vale per alcune emittenti private locali. I giornalisti, pronti a sviscerare qualsiasi pettegolezzo sul “grande fratello”, se ne fregano – o hanno precise indicazioni di fregarsene – di chi ci guadagna sui lavori che fervono in Città.

Cantieri dappertutto, senza fine e senza che nessuno ci lavori; scavi per parcheggi sotterranei che, spacciati come toccasana per il traffico, servono solo a vendere a peso d’oro il terreno comunale ai privati che se lo possono permettere; strisce blu che rendono giornalmente fior di quattrini dei quali non si sa la fine: una ulteriore tassazione che colpisce ogni cittadino ogni giorno e contro la quale nessuno si ribella.

Ma tu mi rispondi, e hai ragione, che questo “blog” si occupa di realtà locali e non pretende di salvare la Città, e mi porti l’esempio della fattoria nella quale ognuno fa la sua parte. Il fatto è che il XX è la fetta di un tutto, che da sola non può vivere: anche se tutti i cittadini d’accordo (quando mai?) riuscissero a metter su un Municipio dalle caratteristiche di specchiata onestà e di eccellente produttività, insomma un paradiso in terra, questo dovrebbe sempre render conto e dipendere, economicamente e decisionalmente, dall’amministrazione comunale. La quale, ben sapendo che ogni realtà locale avrebbe potuto essere anche di colore politico diverso, si è premunita dando una autonomia limitatissima ai Municipi, ed aiutando a sua discrezione con elargizione di fondi preferibilmente gli “amici degli amici”. E questo te lo posso assicurare proprio avendo fatto parte di diverse Consulte. I Municipi non hanno che pochissime disponibilità economiche, dipendono dal Comune (dai Dipartimenti) per la massima parte delle decisioni e devono accettare imposizioni dall’alto in campo urbanistico e ambientale.

Spesso vengono imposti progetti che gridano vendetta, e che il Consiglio municipale locale “deve approvare”, e ciò avviene perché i consiglieri ricevono ordine di votarli dai partiti cui appartengono. Talvolta, poi, si riesce a farli votare anche dai consiglieri dei partiti “avversi”, e su come ciò si ottenga non faccio commenti (ci sarà un “do ut des”?). D’altra parte, vediamo come tutti i posti di potere, in Città, sono stati assegnati a persone fidate: non solo politici, ma imprenditori, costruttori, presidenti di enti più o meno inutili oppure, meglio, di circoli esclusivi… Divide et impera, e al popolo le “notti bianche” e i “lucchetti”…

Tutto ciò, mi dirai, che c’entra con via del Podismo, o con il senso unico a via della Farnesina, o col doppio senso sulla Cassia, che sono che cose che ci riguardano ? Io invito tutti a fare attenzione alle ultime notizie dal Comune: prima di andarsene, il sindaco “commissario unico con poteri speciali” farà approvare il nuovo Piano Regolatore. Se lo ha detto, lo fa. Questo Piano, che viaggia per i Municipi dal 2003, non sappiamo più come è stato modificato lungo la via: ne sappiamo soltanto le cose più eclatanti come lo sventramento del Pincio. L’unica cosa certa è che il Comune non accetta dialogo. Magari manda un assessore dalla faccia simpatica e sorridente alla conferenza o alla riunione degli agguerritissimi Comitati di quartiere: costui fa finta di ascoltare, dice che apprezza l’interessamento, elenca i vantaggi della decisione comunale, poi di fretta se ne va per precedenti impegni istituzionali senza rispondere alle domande: era già tutto deciso, ci hanno preso in giro, è stato tempo perso.

Stavolta, poi, sarà tutto approvato con urgenza, giustificandola con le dimissioni e le prossime elezioni. E qui, cosa sta succedendo? Ogni giorno un pezzo del Foro Italico viene venduto a privati, smembrato, distrutto dai vandali con gli spray e con gli skateboard, e nessuno dei cittadini che pure ci passano ogni giorno ha un moto di protesta. Chi sa che lungo il viale marmoreo delle Olimpiadi da un giorno all’altro hanno edificato un campo da tennis (al centro del viale)? Chi sa che il Bar del Tennis è diventato privato, inglobato nel Circolo del Tennis riservato a ricchi e potenti? Chi sa di scavi per parcheggi sotterranei e centri benessere e fast food? Chi sa che verrà edificato un campo da tennis alto come un palazzo di sette piani, che si apre come una cozza, e dentro al quale verrà posta anche una piscina provvisoria? Chi sa che ad ogni fine partita gli spazzatori automatici dell’AMA portano via le tessere dei mosaici che la furia dei tifosi usa come proiettili? Chi sa che l’ingabbiamento dell’Obelisco, in spregio ad ogni normativa, serve solo a produrra soldi di pubblicità, e durerà ancora per anni nonostante le bugie comunicate su un giornale? Ma più di tutto, chi sa che si tratta di un complesso urbanistico e architettonico unico al mondo, che da tutto il mondo è oggetto di visita e di studio?

È solo un esempio, ma ti chiedo: questo non rientra nel vostro-nostro sogno “in20amoci un XX municipio migliore ?” E la “lottizzazione” dell’Inviolatella, parco storico “super vincolato” contro la quale insorge Italia Nostra, neanche questa vi rientra ? E il presunto sgombero dei baraccamenti di clandestini e di insediamenti di zingari, che già vi sono ritornati ? E le montagne di resti fatiscenti lasciati dalle ruspe, che aggiungono lo schifo all’orrore ? Possibile che nessuno passeggi sulle banchine sotto Ponte Milvio per vedere il lerciume che è stato lasciato e le baracche che già risorgono; che nessuno noti che sotto l’arcata antica del ponte c’è un insediamento; che nessuno si sia accorto del “villaggio” sotto la seconda arcata di Ponte Brasini; che nessuno si affacci dal Ponte di Tor di Quinto per vedere l’immensa discarica a Fiume del “campo nomadi”?

E questo non è il XX municipio, che vorremmo migliore ?

Molte volte, in conferenze, come recentemente qui, alla sala della chiesa di Ponte Milvio, ho mostrato servizi fotografici che documentavano quello che avviene sulle rive del Tevere e i pericoli che ne emergevano. Pochi giorni dopo l’ultima conferenza, svoltasi alla Torretta del Valadier, avveniva l’omicidio della signora Reggiani. Era prevedibile, un “delitto annunciato”. Una maggior partecipazione dei concittadini non avrebbe potuto evitarlo ? Sarebbe bastata la metà dell’impegno di coloro che insorgono per la casetta di via del Podismo (e come discutono, polemizzano, garantiscono, minacciano, accusano…)

Ecco perché, caro Claudio, talvolta mi demoralizzo: a che scopo tanto impegno e tanta fatica, e rilievi, e progetti, e foto, e disegni, e proposte, e denunce, tempo e denari perduti per cosa? Tanto quelli che ci amministrano fanno quello che vogliono. A dimostrazione, vedi il “giardinetto” sul parcheggio di via del Golf e via dello Sci, che è venuto diverso da tutti i progetti e le variazioni proposte, e non mi sembra molto razionale… ma ormai… c’è da sperare solo che lo finiscano presto.

Lo so che a te interessa la “partecipazione”, e vedo che quella nel vostro blog non manca, e con quanta cura lo “allevate”. Auguro a te ed a Fabrizio Azzali un sempre maggiore successo. Io vorrei soltanto un maggiore “interesse civico”, al di là della politica che spesso fuorvia: anche conoscere la storia, le origini, l’evoluzione urbanistica, le risorse ambientali e culturali del territorio aiuta a conservarlo, a salvarlo dalla speculazione che sembra irrefrenabile.

Speriamo bene. Credimi con affetto” Sandro Bari

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4 COMMENTI

  1. La localizzazione della “protesta” (e mi spiace non trovare un termine più adatto) è la risposta più adeguata alla strategia contro cui si “combatte“. Quante volte, difronte a qualche decisione discutibile, si sente dire “si tratta di decisioni prese a livello locale…”, la frammentazione delle responsabilità pubbliche (che porta come conseguenza la sparizione della responsabilità stessa… sminuzzata in tanto piccoli Comitati, Enti o Parlamentini…) costringe ad iniziare il “controllo” dal basso per poi – quando possibile – risalire verso responsabilità superiori.

    Ci sono delle “battaglie” che vanno combattute indipendentemente dalla probabilità di riuscita… io, personalmente, inizierò a preoccuparmi del mio stato mentale il giorno che, passando per il suk di Ponte Milvio, trovassi una cosa “ normale” la sosta in tripla fila, il furgoncino con i fiori e quant’altro lì accade.

  2. Perchè questo silenzio ? i loquaci commentatori non mancano su questo blog eppure questo articolo è rimasto ignorato. E dire che gli argomenti toccati meritano un interessamento, perchè a me sembra che il sig.Bari abbia detto delle cose giustissime. Cose però che rischiano di restare sul piano della teoria, perchè per partecipare alle battaglie da lui indicate bisogna prima di tutto avere tempo libero e poi cuore. Chi lavora, chi ha famiglia da mandare avanti o chi ha ambedue, è difficile che possa impegnarsi fattivamente per grandi battaglie, per esempio come quella dello sventramento del Pincio, perchè se non hai il tempo di seguire gli eventi, di frequentare per esempio Italia Nostra, di partecipare alle iniziative, di partecipare allo studio di progetti alternativi o semplicemente metterti a disposizione per un banale volantinaggio, come fai ?
    Ecco allora che, pur di non sentirti egoista, pur di non sentire la tua coscienza perennamente in letargo, ti concentri sulle piccole cose locali, dove l’impegno è minore ma il risultato, in proporzione, è ugualmente importante per il contesto nel quale vivi. Ed in fondo cosa c’è di sbagliato in questo ? ognuno mette a disposizione della comunità ciò che ha; se io ho poco tempo libero mi concentro e mi batto per un piccolo problema, sei il sig.Bari ne ha tanto più di me si concentrerà su un grande problema ma quello che è certo che insieme faremo, ognuno per la prorpia parte, il bene della città. Con la sola differenza che se vuoi dedicarti ad un grande problema trovi tante opportunità di aggregrazione (associazioni, movimenti, Italia Nostra, WWF e tanti altri) se invece resti sul piano locale, sul microcosmo del quartiere, come l’ha chiamato l’autore dell’articolo, cosa trovi di solito ? il vuoto. Io invece ho trovato questo blog che conosco da poco ma che mi ha fatto capire che in questa zona il vuoto non c’è.
    Ma ora mi piacerebbe molto sentire qualcun altro.
    Buon pomeriggio da Clara

  3. Da loquace (?) commentatore , non potevo lasciare non esaudita la richiesta di clara r. in relazione ad interventi sull’argomento.

    Mi ero riprosto di farlo ma “l’affaire dei matrimoni” a ponte milvio mi ha sviato.

    Comunque apprezzo l’impegno – e ci mancherebbe – del dott bari , minimamente paragonabile al mio.
    Che al confronto non faccio nulla se non borbottare e magari boicottare quello che non mi va.
    Sicuramente sterile e non produttivo e solo in minima parte soddisfa il mio puntiglio.

    Però , poi mi domando pure , che diavolo di lavoro ( o non-lavoro ) dovrei fare per avere quel tempo a disposizione per interessarmi a tutto quel “po-po” di roba !

    Già mi risulta impossibile poter partecipare alle sedute aperte della circoscrizione , figurarsi poi se dovessi saltellare tra comitati, assessorati, organizzazioni.
    Non riesco ad andare a tutti colloqui con i professori nelle scuole dei miei figli, a stento li seguo nelle loro attività sportive e mi costa gocce di sanguinosa fatica fare i “compiti” con loro.

    No, francamente al momento io , dico io , non ce la faccio.

    Ma d’altronde è per questo che voto ( o dovrei continuare a votare ).
    Delegando cioè qualcun’altro a tutelare i miei interessi di cittadino.
    Chiaro che ad oggi tutto lo sfascio ( che anche il dott. bari ben evidenzia ) mi induce allo schifo verso i cosidetti amministratori quasi quanto lo schifo che mi procura chi lo sfascio lo provoca.

    Ma detto questo, parlando di microcosmo circoscrizionale e macrocosmo cittadino.

    I problemi evidenziati nella nostra circoscrizione quali sono ?
    Richiesta di sicurezza.
    Richiesta conseguente di decoro ed igiene ( sia “fisica” che visiva ).
    Richiesta di controllo della qualità dell’ambiente. Che può essere il parco giardino piuttosto che il tasso di inquinamento a corso francia piuttosto che il restauro del foro italico o lo spostamento del mercato.
    Problemi di viabilità , trasporto. Più mezzi pubblici e zone meglio collegate e perchè no, piste ciclabili.
    Problemi di parcheggio.
    Eliminazione di piccoli-grandi soprusi che vengono inflitti dall’amministrazione alla cittadinanza. Può essere l’ausiliario con taccuino e penna piuttosto che l’opera compiuta alla faccia dei cittadini eccetera eccetera.

    Mi chiedo , quali sono i problemi della città invece ?
    Sicurezza, trasporto, decoro, parcheggio, viabilità …..
    Ossia credo siano gli stessi.
    Ovviamente senza affrontare gli altri , lavoro , disoccupazione , sanità eccetera.
    Che sfiorano il nazionale, come portata di interessi.

    Se alla fine , tanto per concludere , ognuno si interessasse in modo fattivo a quelle che sono le problematiche del proprio quartiere, circoscrizione, distretto eccetera forse alla fine tanti piccoli interessi simili e la somma di tante piccole zone produrrebbero un grosso interesse e coinvolgimento comune e tante piccole zone sommate farebbero la città.
    E’ la somma che fa il totale ! Diceva il principe.

    Certo , a volte bisognerebbe agire in modo concreto e visibile altrimenti per gli amministratori potremmo figurare come tanti cani da guardia virtuali che abbaiano solo tramite messaggi digitali.
    Roba da “accarezzare” ed anzi da incentivare , tanto stanno solo lì.
    I denti ognitanto dovremmo farglieli sentire, azzannandogli le chiappe.

    Mi viene in mente, ad esempio , se si è convinti che la ciclabile sia ancora preda dell’insicurezza , organizzare una mostra fotografica con foto scattate il giorno prima; chiudere con catene la ciclabile e manifestare pacificamente contro le inattese istanze della cittadinanza.
    Un esempio chiaramente , ma far vedere ognitanto i canini potrebbe servire.

    Comunque ben vengano “sentinelle” come il dott. bari a lanciare allarmi ed avvisi sulle malefatte o sulle cose non fatte dei nostri cari amministratori.
    Non si demoralizzi , bari, già lo siamo abbastanza noi.
    Buon lavoro.

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