
Per molti anni è stata anche una presenza discreta di Roma Nord. Raffaella Carrà ha infatti vissuto a lungo nel comprensorio di via Nemea 21, nel cuore del quartiere Vigna Clara, in un appartamento di circa 450 metri quadri affacciato sul verde della zona.
L’abitazione, messa in vendita dopo la scomparsa della showgirl avvenuta nel luglio del 2021, risulta ancora oggi sul mercato e non ha trovato un acquirente.
È da questa casa, dove la Carrà ha trascorso molti anni della sua vita privata lontano dai riflettori, che torna ora d’attualità il nome dell’artista, al centro di una vicenda emersa nei giorni scorsi da un atto del Tribunale civile di Roma.
In un’ordinanza relativa a una disputa sui diritti legati all’immagine della showgirl compare infatti il nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni, che nel documento si definisce figlio adottivo ed erede di Raffaella Carrà.
Un figlio adottivo rimasto finora lontano dai riflettori, che risulterebbe anche l’unico erede del patrimonio dell’artista e dei diritti legati alla sua immagine e alle sue opere.
A rivelarlo in esclusiva è il Corriere della Sera, cui ha poi fatto seguito una nota della Fondazione Raffaella Carrà, che confermando la notizia, ha precisato: “La scelta della sig.ra Raffaella Carrà di adottare il sig. Gian Luca Pelloni Bulzoni era finalizzata a proseguire la sua attività e a portare avanti in suo nome tutte le iniziative benefiche a lei care“, scrive l’ufficio stampa. “Il signor Pelloni Bulzoni ha già istituito la Fondazione Raffaella Carrà, destinando il suo impegno a numerosi progetti di solidarietà, oltre a patrocinare anche eventi culturali e musicali in onore dell’artista“.
La vicenda
Il nome di Gian Luca Pelloni Bulzoni emerge da un ricorso presentato per contestare l’utilizzo del nome e dell’immagine della Carrà in uno spettacolo teatrale a lei dedicato. Nel procedimento Pelloni Bulzoni rivendica la titolarità dei diritti sull’immagine, sulla voce e sull’opera dell’artista, in quanto suo figlio adottivo.
Nell’ordinanza si legge infatti: “premesso che il ricorrente dichiara di essere figlio adottivo e unico erede della nota artista, e quindi titolare dei diritti sull’immagine, sulla voce, sul nome – sia anagrafico sia d’arte – oltre che delle informazioni sulla sua vita personale e professionale e dei diritti morali e di utilizzazione delle sue opere“.
Nel ricorso presentato davanti ai giudici romani, Pelloni Bulzoni chiedeva di bloccare la realizzazione, la distribuzione e la promozione dello spettacolo spagnolo sostenendo di non aver dato il proprio consenso. Il tribunale non è entrato nel merito della questione perché le repliche dello spettacolo erano ormai concluse, ma l’atto ha comunque fatto emergere un dettaglio finora poco conosciuto della vita privata della celebre conduttrice.
Chi è Gian Luca Pelloni Bulzoni
Nato a Ferrara nel 1964, proprietario della società Arcoiris Edizioni Musicali (che dalle visure camerali risulta avere sede in via Nemea 21, allo stesso indirizzo dell’abitazione dell’artista) è stato per molti anni una figura molto vicina alla Carrà.
Inizialmente segretario personale, nel tempo è diventato uno dei suoi collaboratori più fidati, seguendola nell’organizzazione del lavoro e in diversi aspetti della gestione professionale.
La notizia ha rapidamente fatto il giro dei media nazionali perché Raffaella Carrà, scomparsa il 5 luglio 2021, è stata una delle figure più amate e popolari dello spettacolo italiano ed europeo: cantante, ballerina e conduttrice televisiva capace di conquistare pubblico e ascolti per oltre mezzo secolo.
Il ricordo di Vigna Clara
Nel quartiere di Vigna Clara, però, il ricordo è anche quello più semplice e quotidiano. Per anni Raffaella Carrà ha abitato nel comprensorio di via Nemea – accanto alla sua c’era l’abitazione di Gianni Boncompagni (deceduto nel 2017), per anni suo compagno di vita e ben più a lungo di lavoro – conducendo una vita riservata, lontana dal clamore televisivo che l’ha resa una delle icone della cultura pop italiana.
Una presenza discreta, quasi da vicina di casa famosa, che molti residenti ricordano ancora oggi. E che torna inevitabilmente alla memoria ogni volta che il nome di Raffaella Carrà riappare nelle cronache.
Via Nemea e la stagione della televisione
Negli anni il comprensorio di via Nemea è stato anche una piccola enclave della televisione italiana. Oltre a Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni, nel quartiere hanno abitato anche Giancarlo Magalli e Renzo Arbore che con Mario Marenco (anche lui residente a Vigna Clara) sono stati protagonisti di una stagione irripetibile della radio.
E anche per questo ogni notizia che riguarda Raffaella Carrà riporta inevitabilmente la memoria a quel comprensorio di Vigna Clara dove la showgirl ha vissuto a lungo e dove nacquero programmi radiofonici e personaggi indimenticabili.
Su VignaClaraBlog.it negli anni abbiamo raccontato quei ricordi e le storie legate a quel periodo.
Mario Marenco, il professor Aristogitone
Quando Boncompagni e Arbore inventarono “Alto gradimento”
I ricordi di Magalli a Vigna Clara e in via Nemea
Arbore e i suoi ricordi di via Nemea
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