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Labaro, Galline Bianche, la biblioteca che fa discutere

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Galvanica Bruni

Che una biblioteca accenda dibattiti e discussioni ci sta. E’ nella sua mission svegliare gli animi. Ma che lo faccia non per un libro in particolare ma proprio per l’assenza di libri è abbastanza atipico.

E’ quel che sta accadendo a Labaro da pochi giorni, da quando lo scorso 26 ottobre, dopo otto mesi di chiusura per lavori di ristrutturazione, è stata riaperta al pubblico la biblioteca comunale “Galline Bianche” (dal nome della strada in cui si trova), peraltro l’unica biblioteca pubblica per tutti i 187 kmq del Municipio XV.
Dal giorno dopo sono però iniziate le lamentele.

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Sono andata oggi alla biblioteca, grandissima delusione: non è più una biblioteca per tutti ma una biblioteca per bambini” ci scrive Carla L. segnalando che “prima era fornitissima di libri di tutti i generi, ora solo bambini e solo un centinaio di libri per persone adulte. Prima c’era anche la possibilità di leggere i giornali, ora tutto sparito“.

I libri sono in deposito…ci sono solo libri per bambini”…sembra un’assurdità ma è così. Si va in biblioteca per “cercare” libri che potrebbero interessare. Se i libri non ci sono la funzione della biblioteca non ha più senso. Tra l’altro anche il servizio di prestito interbibliotecario è sospeso” aggiunge Leonardo a commento.

Insomma, pare che il new look della Biblioteca guardi più alle esigenze dei piccini e dei ragazzi e meno a quelle degli adulti. Il ‘Piccolo principe’ batte Wilbur Smith su tutta la linea.

L’ultima mail ci è arrivata da Francesca C., residente a Grottarossa ma assidua frequentatrice della biblioteca da più di vent’anni. “Quando sono entrata è stato uno shock: tutto lo spazio della biblioteca era dedicato ai libri per bambini, tutta la letteratura italiana e straniera sparita, i volumi di filosofia,scienze, storia riposti in magazzino come i dvd di cui era ben fornita. Il prestito interbibliotecario non funziona (non ho potuto restituire i libri presi a via Fracassini), le postazioni multimediali sono spente, del bibliobus non si sa niente“.

Ora mi chiedo – esclama Francesca – chi, in una zona abitata da gente non certo ricca, abbia avuto questa idea geniale di privare i cittadini meno abbienti del piacere della lettura. Questa decisione è la cosa più stupida che si potesse fare!“.

Gli amanti della lettura sono quindi scesi sul piede di guerra, si sono coalizzati e al grido di ridateci i libri hanno lanciato una petizione che al momento sta sfiorando quota 500 firme.

Rispondono le istituzioni

La direttrice del sistema biblioteche del Comune di Roma, Mariarosaria Senofonte, a chi le ha chiesto il perché di questo new look ha risposto dicendo che “Il modello della “biblioteca leggera” – che oggi applichiamo – ci sposta dal servizio tradizionale verso una biblioteca che riconosce centralità all’accoglienza degli utenti rispetto alla collezione libraria. Dunque, una biblioteca con un patrimonio librario contenuto ma costantemente aggiornato, selezionato e fortemente integrato oltre che con il deposito centrale (interconnesso grazie al servizio di prestito interbiblitoecario), anche con le risorse elettroniche che gratuitamente sono disponibili nel nostro portale servizi da ultimo rinnovato”.

Lo spirito del new look è dunque chiaro stando alle parole della direttrice.”Il modello di biblioteca leggera riconosce la biblioteca pubblica soprattutto come spazio d’incontro, in cui l’attenzione maggiore viene riservata alle informazioni di comunità, alle attività che coinvolgono la comunità”.

Ma perché più spazio ai bambini che agli adulti? “La scelta di dedicare la maggiore attenzione alla collezione per bambini e ragazzi nasce dall’analisi dei dati precedenti alla chiusura e dalla vicinanza di numerosi plessi scolastici di diverso ordine e grado. Sia i giovani utenti che l’utenza consolidata avranno quindi a disposizione meno libri, ma di migliore qualità, nuovi, costantemente aggiornati, in grado di ottenere un indice di circolazione alto.Inoltre, negli ampi spazi rinnovati/ritrovati potranno essere realizzati laboratori, lezioni, riunioni di gruppi di lettura, di scrittura, incontri, presentazioni di libri.

E’ vero comunque un fatto, conclude Senofonte: “abbiamo accolto le richieste di incremento della collezione adulti e stiamo incrementando le scaffalature riservate alle novità editoriali e ai classici, sia di narrativa che di saggistica”

E dal Municipio XV? È veramente un dispiacere assistere a questo atteggiamento, un egoismo generazionale che da parte degli adulti non ti aspetteresti”.

Così commenta la vicenda a VignaClaraBlog.it Tatiana Marchisio, assessore alla cultura del Municipio, spiegando che “l’angolo dei bambini/giovani per anni è stato relegato a uno spazio esiguo e nessuno di questi adulti ha difeso a suo tempo i diritti dei più piccoli”. 

“In un municipio con la più alta percentuale di Neet ((Not in Employment, Education or Training, ndr) di tutta Roma, i dati del 2019 parlano del 25% nel distretto dì Grottarossa Ovest, con un’alta percentuale di abbandono scolastico proprio a Labaro, dedicare una biblioteca principalmente ai bambini e ai ragazzi ci è sembrato un atto importante e prezioso”. 

“Tutti i cambiamenti sono difficili da accettare ma siamo certi – conclude Marchisio – che tra qualche anno i nuovi adulti saranno più flessibili e più aperti verso i bisogni dei propri figli e dei propri nipoti”. 

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12 COMMENTI

  1. Riconosco il gioco delle tre carte quando lo vedo. Comunque molliamogli là i pupi. Ho tempo libero, vedrò di trovare una forma per un esposto; non servirà, ma fa curriculum. Intanto i libri? Comprati con le mie tasse, le mie tessere annuali o direttamente da me? Se li stanno rivedendo?

  2. Uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l’esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi.
    (Umberto Eco)

  3. L’assessore ( o Assessora se preferisce…) , che opera per delega dei cittadini, dovrebbe sapere che una “critica” non è mica un delitto, anzi a volte magari ci fa aprire gli occhi.
    E poi non si potrebbe fare come il buon Salomone: metà e metà?

  4. La risposta dell’assessora Marchisio è intrisa di moralismo e di una visione sempre dualistica, buoni/cattivi egoisti/generosi.
    Tempo perso…non se ne esce da questa modalità.

  5. Cambio biblioteca andrò a quella di via fracassi sperando che resti “vecchia maniera”.comunque in tanti anni di frequentazione delle biblioteca galline bianche ,di bambini ne ho visti pochissimi ,la mattina sono a scuola e la biblioteca sarà deserta!!!!

  6. “Il modello della biblioteca leggera ci sposta dal servizio tradizionale verso una biblioteca che riconosce centralità all’accoglienza degli utenti rispetto alla collezione libraria”, cioè si fa una biblioteca che non è più una biblioteca.
    Tanti auguri.

  7. Gentile dottoressa Marchisio,
    circa le Sue dichiarazioni su VignaClaraBlog sulla Biblioteca di Galline Bianche, come insegnante in una delle scuole locali, mi sfugge il nesso fra l’escludere giovani, adulti, anziani, insomma l’intera popolazione maggiorenne, dalla biblioteca, riservandola solo alla fascia in età scolare, e il contrasto alla dispersione scolastica: nella mia esperienza si contrasta più con l’inclusione e col contatto intergenerazionale.
    Affermare che noi adulti di Labaro ci contrapponiamo egoisticamente alle esigenze dei figli e nipoti che abbiamo accompagnato alle loro prime visite in biblioteca, suona offensivo, un espediente retorico da Talk Show: ci aspettiamo altro da chi ci rappresenta e ci amministra.
    Se il progetto incontra così tante critiche, forse bisognerebbe riflettere che qualcosa non quadra.
    Il difetto originale è che tutto è stato portato avanti senza confronto con la collettività, senza fornire alcuna informazione al pubblico durante i mesi di chiusura. Non sono stati interpellati gli utenti, i bibliotecari, le scuole della zona, chiamate solo a far coreografia all’inaugurazione, mentre in classe le ragazze e i ragazzi ci chiedono dove siano finiti tutti i libri che c’erano prima e perché la biblioteca non sia aperta tutti i pomeriggi, visto che la mattina si è a scuola.
    Ignorata la regola fondamentale del confronto con la comunità locale, l’intero progetto poggia su presupposti senza riscontro nella realtà e nel vissuto del quartiere, imponendo forzosamente dall’alto un modello di tendenza, nella convinzione che le queste idee siano quelle giuste. Chi avanza critiche viene tacciato di egoismo e arretratezza. È un modo di procedere dirigistico, dogmatico e dottrinale. Siamo una periferia, è vero, ma non trattateci come una colonia.
    Venga, invece, sul posto a vedere com’è la Biblioteca di via delle Galline Bianche passata la festa inaugurale: vuota di libri di persone, di iniziative. Si renderà conto che così non va e non può andare, che c’è bisogno di un ripensamento, che bisogna riportare i libri perché senza di essi è solo un contenitore come tanti dove non c’è ragione di andare, che per essere aperta, luogo di incontro e confronto, la Biblioteca deve essere di tutti e per tutti.
    Non vogliamo escludere nessuno, né, a nostra volta, essere esclusi.
    Ascolti la nostra voce: i progetti, quelli che riescono, si portano avanti collettivamente, le soluzioni, quelle che funzionano, si trovano col paziente lavoro della mediazione, del ragionare insieme. Se c’è la volontà vedrà che nel quartiere Lei e la Direzione delle Biblioteche non troverete solo critiche, ma anche volontà costruttiva e collaborazione.

  8. Cinquecento firme in due giorni, secondo l’assessora culturale del XV municipio quelli che avrebbero firmato non solo non hanno capito un bel niente della politica della biblioteca leggera, ma addirittura minerebbero il futuro dei giovani e giovanissimi. Uno strano conflitto generazionale, dove i firmatari della petizione, guarda caso, moltissimi sono genitori attenti ai loro figli e proprio per questo preoccupati della pochezza culturale di cui soffre il quartiere. Tanto per non tirarla per le lunghe, chi ha firmato la petizione, vuole solo far notare che una cosa non esclude l’altra, ripopolare gli scaffali dove poter curiosare e avvicinarsi ad autori che non si conoscono è Cultura che nulla toglierebbe ai giovani e giovanissimi e agli spazi a loro dedicati. Francamente non vedo nessunissima contrapposizione e tantomeno conflitti generazionali, parole grosse che offendono i firmatari.

  9. Buonasera,
    La Biblioteca ha riaperto il 26 ottobre. Abbiamo fatto insieme a Biblioteche un’assemblea pubblica in cui la direttrice ha illustrato un percorso.
    Il tema di individuare nella biblioteca di Labaro un luogo aperto, in cui ci si può incontrare, in cui le associazioni possono proporre attività per il pomeriggio e in cui un bambino e un ragazzo nel momento in cui entrano si sentono a casa è una scelta preziosa da sostenere.
    Nel nostro municipio abbiamo il più alto tasso di Neet di tutta Roma (25% a Grottarossa, dato del 2019) e proprio a Labaro il dato dell’abbandono scolastico è preoccupante.
    Se non lavoriamo sui ragazzi è complicato cambiare lo stato delle cose.
    Tuttavia, la stessa direttrice, conscia degli spazi esigui ha (in collaborazione con noi) fin da subito avviato una interlocuzione con il centro anziani per condividere spazi e attività. Inoltre sono già state ordinate scaffalature nuove da riempire con i libri solo per gli adulti, ripeto la biblioteca ha aperto poche settimane fa.

    È però un dispiacere, lasciatemelo dire, che gli adulti non siano orgogliosi di sostenere ogni tanto anche le esigenze dei più piccoli, per anni l’angolo dei ragazzi era relegato in uno spazio ristretto a lato dell’ingresso e nessuno si è preoccupato di lanciare petizioni. Nella ristrutturazione,biblioteche ha inoltre ricavato una sala studio con 8 postazioni, per leggere, per studiare in tranquillità.
    In ogni caso, ripeto, ci si è già attivati per implementare la fornitura per adulti.
    Per quanto riguarda la partecipazione delle associazioni da subito è stato detto chiaramente che la biblioteca è aperta alle iniziative e proposte.
    La Senofonte ha specificato che proprio per supplire alla mancanza di personale le associazioni che si mostrano disponibili a gestire con regolarità gli spazi possono addirittura gestirne l’apertura e la chiusura in giorni e tempi stabiliti.
    A breve si aprirà anche in altri orari.
    Qui il link di una manifestazione di interesse per le nostre associazioni (in questo caso a vocazione musicale) lanciata prima dell’apertura per la partecipazione ad un bando del consiglio dei ministri.
    Manifestazione alla quale hanno partecipato varie realtà. http://www.bibliotechediroma.it/opac/news/bando-giovani-in-biblioteca/31053

    Avere uno spazio diverso da prima non significa escludere qualcuno ma allargare anche ad altri l’accesso.
    La biblioteca ripeto ha aperto neanche un mese fa.
    Diamoci il tempo.
    Vi lascio la mia mail tatiana.marchisio@comune.roma.it
    Sono a disposizione, ci incontriamo, quando volete.
    Cordiali saluti
    Tatiana Marchisio

  10. Proposta (di parte). Per incrementare gli spazi della biblioteca (adibendo quest’ultimi ad una fascia più adulta) si potrebbero utilizzare, ad esempio, i locali dell’ex studio di “registrazione musicale”. Decisamente ne gioverebbero:

    1. I condomini dello stabile vicino, specie nelle ore notturne, essendo la lettura un’attività “meno rumorosa” rispetto a quella musicale;

    2. Chi frequenta la biblioteca (soprattutto per chi la utilizza, ad esempio, per lo studio, magari in vista di un esame universitario), avrebbe la possibilità di concentrarsi meglio in tale attività, essendo tali locali lontani dal parco giochi, dalle giostre e dalla presenza costante di una comitiva formata da ragazzi (per la loro fascia d’età, comprensibilmente esuberanti…), presente nei pressi dell’attuale biblioteca, tra l’anfiteatro e il sottopassaggio che porta alla parte dei negozi.

  11. Fuori dal coro. (fattucchiera?)
    Posso? E’ consetito?
    Da: Alla ricerca del ramo d’oro.
    Sono d’accordo: c’e’ chi puo’ “andare a contare le stelle del cielo’.
    E’ un commento che vuole essere ironico. ?

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