Home ARTE E CULTURA Boncompagni: “Quando con Arbore, a Vigna Clara, inventai Alto Gradimento…”

Boncompagni: “Quando con Arbore, a Vigna Clara, inventai Alto Gradimento…”

Gianni Boncompagni

E’ stato l’autore e il regista di tante trasmissioni di successo (“Alto gradimento” e “Bandiera gialla” in radio mentre in televisione, tanto per citarne alcune,”Pronto Raffaella?” “Domenica In”, “Non è la Rai”..). Innovativo, perché con i suoi programmi ha rivoluzionato il linguaggio radiofonico e televisivo e, goliardico, perché ha sempre preso il lavoro con uno spirito giocoso.

Gianni Boncompagni, toscano di Arezzo ma dal 1960 accasato a Roma, nel quartiere di Vigna Clara, ancora oggi ha tutta l’aria di chi non si è mai preso troppo sul serio. E questo, forse, è il segreto del suo successo.

Boncompagni ci dà appuntamento nelle prime ore del pomeriggio, a bordo piscina del comprensorio dove vive da ben cinquantacinque anni.
“In effetti è una vita che vivo qui – ci dice subito con aria pacata e gentile – qui c’è tutta la mia vita, quella artistica e quella personale e inoltre questo posto per me è immutato negli anni. La piscina, il tennis, il parco, le palazzine : ogni cosa è uguale ad allora”.

Beh, dal 1960 immagino che qualcosa sia cambiato?
“No, direi proprio di no. Certo, il quartiere è più popolato, c’è più traffico, i ritmi delle persone sono più frenetici ma in questo comprensorio, dove abito io, tutto è rimasto come allora. E questo mi piace molto..Ah, sì.. a pensarci bene una cosa è cambiata: per strada e sui marciapiedi ci sono un sacco di buche…”

Perché tanti anni fa ha deciso di comperare casa proprio in questa zona?
“A 18 anni dalla Toscana sono partito con due amici, in autostop, per la Svezia, Stoccolma, dove ho vissuto dieci anni. Quando sono tornato in Italia ho scelto di vivere a Roma ma non conoscevo per niente la città e cercavo una casa in affitto. Così un amico, che allora era direttore dell’ENIT, ente nazionale italiano per il turismo, mi fece conoscere Claudio Consorti, proprietario di un negozio fornitissimo di dischi e strumenti musicali in viale Giulio Cesare.
E lui mi disse:”Gianni, c’è una zona di Roma molto bella e tranquilla, piena di verde. L’unico neo è che molto fuori città. Però ti consiglio di andarla a vedere”.

“Così, andai a conoscere questa zona in periferia e l’impatto fu subito positivo. Mi sembrava un sogno: il comprensorio era bellissimo, allora molto all’avanguardia con la piscina, il tennis, il parco.. e io, che ero abituato a una città come Stoccolma, me ne innamorai subito.. E poi con tre bambine era il luogo ideale.”

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“La prima casa, piccola, era in affitto e come vicino avevo la famiglia Magalli…Anzi, a questo proposito ricordo un episodio curioso: un giorno mi bussò il papà di Magalli molto preoccupato perché Giancarlo,un ragazzino vivace e intelligente che allora credo avesse tredici anni, non si trovava più.
Mi chiese di dargli una mano a cercarlo…Io pensai: dove può “scappare” un ragazzo di quell’età? Così prendemmo la macchina e dopo un po’ di giri andai alla stazione Termini. E infatti Giancarlo era proprio lì”

Un altro episodio curioso?
“Beh, la mia prima casa in questo comprensorio l’ho acquistata grazie ai diritti della canzone “Il mondo” cantata da Jimmy Fontana. La storia è questa: una mattina la mia vicina di pianerottolo mi comunicò l’intenzione di vendere la sua casa per 20 milioni di lire. “Beato chi la compera !” le risposi. Figuriamoci, allora non avevo una lira… Così la stessa mattina andai alla Siae e raccontai l’episodio a Mario Cantini, già editore discografico dell’RCA.”

“Io avevo scritto il testo de “Il mondo” ma purtroppo non ero ancora iscritto alla Siae. “Con i diritti della canzone, gli dissi, avrei potuto comperarmi casa..”: Così Cantini mi fece aspettare tutta la mattina in ufficio e dopo ore di attesa tornò con in mano un assegno circolare di 20 milioni, che poi erano i diritti per “Il mondo”!!
Lo stesso giorno mi precipitai a casa e consegnai l’assegno alla signora che, incredula, mi chiese come mi fossi procurato quei soldi…”

E’ vero che molti suoi programmi sono nati proprio in questa casa?
“Sì, tante idee sono nate qui. Mogol quando veniva a Roma si fermava a dormire a casa mia e mi faceva sempre sentire nuove canzoni…Io in passato ho girato il mondo, nel ’64 ho girato in 45 giorni tutto il Giappone e poi conosco l’inglese, il francese, lo svedese, lo spagnolo. Tante idee venivano viaggiando…Lo stesso anno ho poi vinto il concorso in Rai come programmatore di musica leggera e proprio in Rai ho conosciuto Renzo Arbore. Siamo diventati subito amici, grandi amici, entrambi appassionati di musica.

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“Lui è sempre in movimento, con l’Orchestra italiana gira il mondo. Io, invece, sono pigrissimo.. Insieme abbiamo ideato in radio “Bandiera gialla” e poi “Alto gradimento”..quanto ci siamo divertiti. Due programmi di successo dove tutto era improvvisato e dove, per fortuna, la politica non metteva lo zampino..”.

Alto gradimento è stato un programma innovativo sotto tutti i punti di vista dove avete lanciato tanti personaggi..
“Sì, un successo senza precedenti… Tutti erano attaccati alla radiolina, quando finiva l’orario scolastico iniziava la trasmissione e tutti, ma dico proprio tutti, si mettevano a sentirci..persino in strada…Mario Marenco, che avevo conosciuto a Stoccolma come architetto e da un po’ di anni vive anche lui in questo stesso comprensorio e poi ancora Giorgio Bracardi, Nino Frassica, straordinario. Me lo fece conoscere Arbore..Tra tutti noi c’era una sintonia incredibile”

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Poi è arrivata la televisione..
“Anche lì tanti successi e tanto divertimento.. con Pronto Raffaella ho inaugurato la fascia del Mezzogiorno. Allora c’era il monoscopio..Io andai in Rai dal mio amico Brando Giordani e dal direttore di RaiUno Emanuele Milano e gli chiesi di affidarmi quell’orario. Dopo quindici giorni facevamo 14 milioni di telespettatori!! La forza di quel programma erano Raffaella Carrà e le telefonate in diretta con i telespettatori.. “

“Un giorno mi chiamò Berlusconi e mi propose lo stesso programma su Canale 5. “Non si può – gli risposi – lei non ha ancora la diretta..”. Qualche tempo dopo, ottenuta la diretta, Berlusconi mi chiamò nella sua casa di via dell’Anima e mi fece la stessa proposta. Io gli sparai una cifra così grossa che pensai rifiutasse. Invece accettò. Così ideai “Non è la Rai”, altro grande successo..Per quel programma ho avuto un contratto stratosferico e, come anticipo, un assegno miliardario..Le racconto un episodio divertente”.

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“Insieme a Berlusconi, al suo avvocato Previti, al mio avvocato Consolo e altri due funzionari che vennero da Milano, per festeggiare il mio contratto andammo a mangiare in un ristorante di Trastevere. Al momento del conto, chiesi di poter offrire io il pranzo. Così andai a pagare e tirai fuori l’assegno a nove zeri che mi era stato dato come anticipo..Ricordo ancora la faccia incredula dell’oste che, in quel momento, con l’assegno in mano, aveva perso la parola..E tutti noi a ridere di cuore…”

Insomma Gianni, mi sembra che si sia sempre divertito..
“Sì, non mi posso lamentare..” E oggi? “Oggi ho una vita molto intensa fuori dagli studi televisivi e radiofonici. Scrivo articoli sul quotidiano “Il Fatto”, ho una casa grande complicata da gestire, le mie tre figlie vivono nello stesso comprensorio e la sera invito a cena gli amici..Insomma, ho sempre tanto da fare”

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E la televisione?
“E’ tutto cambiato. Un tempo avevo carta bianca, in Rai nessuno metteva bocca su quello che facevo. Oggi, invece, ci sono mille paletti..”

E i suoi amici?
“Continuo a vederli: Raffaella Carrà, Marenco, Magalli, Arbore..Ci incontriamo spesso qui, in questo comprensorio dove tutto è nato..”

Ilaria Galateria

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AGGIORNAMENTO del 16 aprile 2017: morto Gianni Boncompagni, leggi qui

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