Home ARTE E CULTURA Arbore: “Amo Vigna Clara, sono un vignaiuolo”

Arbore: “Amo Vigna Clara, sono un vignaiuolo”

Renzo Arbore

Attore, showman, musicista, personaggio di grande successo, autore di trasmissioni radiofoniche e televisive che hanno fatto la storia della Rai. Chi non conosce e non ama Renzo Arbore? Da decenni vive a Roma Nord, da anni in via Cortina d’Ampezzo. Non poteva dunque sfuggire ai microfoni di VignaClaraBlog.it.

Il suo è un successo trasversale che abbraccia intere generazioni e tutte le fasce d’età.

Chiunque sia stato giovane o meno giovane da metà degli anni Sessanta in poi gli deve qualcosa perché Lorenzo Giovanni Arbore, che tutti conosciamo come Renzo Arbore, ha iniziato il suo percorso artistico nel 1965 incasellando, tra radio, televisione e cinema, una serie di successi clamorosi che sono rimasti nel cuore della gente (ricordiamo, nel suo vastissimo curriculum, Bandiera gialla e Alto gradimento in radio e il boom di ascolti televisivi di L’altra domenica, Quelli della notte o Indietro tutta).

Programmi alternativi, rivoluzionari, allegri, scanzonati, fantasiosi ma intelligenti conditi da un linguaggio pulito, mai sopra le righe, e da uno stile ironico, elegante e rispettoso del pubblico.

Arbore è un signore della TV e uno straordinario uomo di spettacolo che ha dato lustro a un genere televisivo che non esiste più.

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“In realtà io sono un appassionato di televisione – ci risponde al telefono Renzo con la consueta cordialità – La mia è una “televisione d’autore”: le persone ricordano i programmi più famosi ma io ho dato vita a ben quindici format!
Nel 1984 ho condotto “Cari amici vicini e lontani”, il primo programma-nostalgia sulla storia della radio, poi “Telepatria International” la prima trasmissione patriottica e poi divertente “Il caso Sanremo”, “Meno siamo meglio siamo” con ospiti di qualità, “Tagli ritagli e frattaglie” con Luciano De Crescenzo e Lory del Santo, “Marisa la Nuit” condotto da Marisa Laurito dove io ero la voce fuori campo e ho anticipato il modo di fare televisione della Gialappa’s Band”.

“La mia – sottolinea – è una televisione artigianale dove ho sempre privilegiato i contenuti più che la confezione. E, quando esaurivo quello che avevo da dire, cambiavo pagina e passavo ad altro. Non ho mai amato la televisione di routine..”

Di certo Arbore non è un uomo che ama la routine. Sempre in giro nei teatri di tutta Italia e all’estero con la sua Orchestra Italiana, che ha fondato nel 1991, in questo periodo impegnatissimo con Umbria Jazz di cui è il presidente, curioso, instancabile, inafferrabile.

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Difficile vederlo in Tv se non come ospite. Eppure Renzo rimane uno degli showman più amati dal pubblico.
Pugliese di Foggia, di padre pugliese e madre napoletana, laureato in giurisprudenza a Napoli, con la passione per la musica, il jazz soprattutto, Renzo da sempre vive a Roma. Ha cambiato diverse case ma tutte erano sempre a Roma nord.

Non è stato facile intervistarlo. Ma finalmente, dopo un rincorrersi di telefonate e di appuntamenti, ce l’abbiamo fatta. In una mattinata caldissima, Renzo ci dedica un po’ del suo tempo.

“E’ un periodo in cui ho tanto da fare – continua – qualche giorno fa sono tornato da una tournée in Russia con l’Orchestra italiana e sto preparando le tappe estive italiane ma l’impegno maggiore è riservato ad alcune iniziative importanti. A novembre, infatti, in occasione dei miei 50 anni di carriera, ci sarà l’uscita di alcuni dischi e Dvd, di un libro che sto ultimando e poi sarà allestita a Testaccio una mostra con tutte le mie bizzarre collezioni e non solo. Ma, è prematuro parlarne.”

Un’attività instancabile, cosa la spinge ad avere sempre tanti progetti?
“Sì, è vero e con questo caldo è tutto più faticoso ma non mi lamento. Cosa mi spinge? La curiosità che sazio viaggiando tanto. Sono un uomo curioso. Forse questo è uno dei motivi principali per cui ad un certo punto della mia vita ho deciso di mettere in piedi l’Orchestra italiana.”

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Con l’Orchestra italiana ha fatto rifiorire la canzone napoletana e ora all’estero il nostro Paese non è più solo pizza e mandolino…
“Infatti, non ne potevo più di sentire che per molti le canzoni napoletane d’autore, scritte da maestri come Salvatore Di Giacomo, Roberto Murolo, Libero Bovio, Raffaele Viviani, fossero ritenute fuori tempo e ignorate completamente dai giovani. La canzone napoletana, invece, per testi e melodie , è la più bella del mondo.”

“Reginella, O’sole mio, Era de maggio, Torna a Surriento, solo per citarne alcune, sono eterne” sostiene renzo spiegando che così “adattando le vecchie canzoni partenopee con arrangiamenti cubani, brasiliani e della Repubblica Dominicana, è nata l’Orchestra italiana con strumenti poco usati come il mandolino.
Ho cambiato i ritmi ma non le melodie e le armonie che sono preziose.
E sono ben venticinque anni che porto in giro per il mondo un’orchestra di sedici napoletani (compreso il sottoscritto, adottato napoletano) con un successo incredibile.”

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Trenta anni fa, intanto, andava in onda l’ultima puntata di Quelli della notte, un programma in seconda serata che ha segnato un’epoca..
“Rivendendolo adesso mi accorgo di aver fatto una televisione di intrattenimento e jazzistica che non esiste al mondo. Tutto era improvvisato, c’era un piccolo canovaccio e poi le battute nascevano spontaneamente mentre oggi in Tv è tutto programmato, scritto e recitato.
Io, invece, ho dato vita a una televisione artigianale “home-made” cioè fatta in casa. Senza trucchetti, finte risse, parole fuori posto… Questa, credo, sia stata la mia più grande conquista. “Quelli della notte” è nato contro i programmi ‘bancarella’.”

Un successo incredibile eppure sono andate in onda solo 33 puntate.
“Sì, è vero. Ma è un po’ una mia caratteristica. Esaurisco il mio progetto e mi concentro su un altro…Mi piacciono le novità, le imprese nuove. Mi piace cambiare per ricaricarmi..Infatti dopo due anni è nata “Indietro tutta”, come contrasto alle solite trasmissioni di apparenza.”

Oggi si potrebbero riproporre programmi così? E tra i tanti personaggi che ha lanciato, quale ricorda di più?
“Sì, sarebbe pensabile se si trovassero nuovi talenti, improvvisatori veri come lo eravamo noi. Quale personaggio? Forse Mario Marenco. Geniale ma non riconosciuto come tale. Il suo umorismo è fantastico. Con Mario ci vediamo spesso perché abita nel mio stesso quartiere.”

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A proposito, lei ha una tripla anima: pugliese, napoletana e romana..
“Sì, però il mio tributo va alla ospitalissima città di Roma che, sin dal primo momento, al contrario di Napoli che è stata un po’ più avara, mi ha accolto con affetto e generosità.
Cinquant’ anni che vivo a Roma e sono entrato in tutti gli ambienti della musica, del jazz, della radio e dello spettacolo. E, appena arrivato, ho avuto la fortuna di conoscere e frequentare i grandi del cinema, da Ugo Tognazzi ad Alberto Sordi, da Nino Manfredi a Federico Fellini anche grazie a una donna straordinaria e a una storia d’amore, la mia più grande storia d’amore, che però preferisco non menzionare perché mi fa ancora male…”

Cosa è rimasto del pugliese Renzo?
“Beh, l’amore per la mia terra è immutato. Con i pugliesi ci capiamo al volo e poi è rimasta la creatività e l’operatività. Noi siamo grandi lavoratori…Ci ho messo un po’ a sprovincializzarmi, avevo il complesso dell’ uomo del sud, nato a Foggia città piena di caldo e di mosche. Ma la cultura meridionale è fantastica: uno dei miei idoli è Domenico Modugno, autore di bellissime canzoni amate in tutto il mondo dove si evocano atmosfere siciliane, pugliesi e napoletane”.

Renzo, da quanti anni abita a Roma Nord?
“L’ho sempre frequentata. Dopo una breve parentesi studentesca ai Parioli dove vivevo con quattro amici in un appartamento rimediato, mi sono trasferito in via Castiglione del Lago, vicino piazza Monteleone da Spoleto. E in quella casa sono nate tante idee per le mie trasmissioni di successo. Ricordo ancora la zona, molto tranquilla e poco rumorosa, i piccoli ristoranti, via di Vigna Stelluti ancora poco abitata, i bar che ancora frequento, come il Bar Euclide ma anche i tanti bar più piccoli. Il mio circondario è sempre stato qui”

“Poi – continua Renzo – un nuovo trasloco in Via Bruno Bruni, zona Tomba di Nerone; ma il mio punto di riferimento, il quartiere vivace e più importante rimaneva sempre Vigna Clara…Da un po’ di anni, infine, abito in Via Cortina d’Ampezzo e, ancora una volta, giro e rigiro per Vigna Clara…Insomma mi sento un “vignaiuolo”.

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In Via Bruno Bruni era la cosiddetta “casa della musica”, vero?
“Sì, sì adesso mio nipote ne ha fatto uno studio discografico ma è rimasta la casa della Musica: c’è il “teatrino” delle Sorelle Bandiera, la poltrona dove Roberto Benigni faceva i primi sketch, il jukebox, gli strumenti musicali… tutto è ancora lì, un pezzo importante del mio passato ed è ancora casa dove si fa musica : infatti ho appena inciso con mio nipote una canzone.”

“E’ una casa dove sono venuti tutti da Vittorio Gassman a Renato Zero, da Gigi Proietti a Lucio Dalla, da Walter Veltroni al giornalista Ruggero Orlando, che è stato il mio modello di comunicazione. Vedevo la sua naturalezza in TV, parlava al pubblico come fosse il vicino di casa e poi la sua passione per l’America..io sono sempre stato filoamericano, la patria del jazz, la musica più libera del mondo.. Quante feste musicali ho organizzato lì…”

E invece la casa di Via Cortina d’Ampezzo?
“Guardi, l’ho arredata a mia immagine e somiglianza…Anni fa è stata costruita dall’architetto Nervi. Una palazzina meravigliosa e un appartamento molto elegante e sobrio che io, negli anni, ho completamente stravolto e trasformato in un autentico bazar dove traboccano oggetti colorati di ogni tipo, le mie collezioni di gilet, cappelli, oggetti e borse di plastica, orologi da tavolo, montature per occhiali, dischi, libri..
Oggetti insoliti, colorati che creano attorno a me un mondo magico..una casa che è una sorta di Museo del modernariato.. e io ogni tanto temo che l’architetto Nervi nottetempo mi venga a tirare per i piedi!”

“Io amo gli oggetti di fantasia e la mia casa è molto divertente e animata da tanti amici: chi entra, non se ne vuole più andare. Rimangono stupefatti anche i seri intellettuali che vengono a trovarmi. Recentemente mi ha fatto visita Raffaele La Capria, girava e fotografava le stanze. Ad un certo punto ha esclamato:”In questa casa ci devo portare mia moglie..”.
Una volta Gassman mi disse: Renzo, devi farmi una promessa: se mi viene la depressione, mi devi far dormire in quella stanza in fondo: perché in questa casa non si può essere di cattivo umore.. “

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Cosa le piace della zona dove abita da tanti anni?
“L’aria che si respira, un po’ vacanziera. La mia casa ha belle terrazze, intorno c’è tanto verde e sono a un passo dal centro cittadino che è servito in tutto. A Vigna Clara trovo ogni cosa di ogni genere, spesso vado a fare lunghe passeggiate curiosando per negozi ma mi piace anche il parco di Monte Mario…
E poi tutti i miei amici abitano vicino: Gianni Boncompagni e Mario Marenco in via Nemea, Marisa Laurito abita in zona, perfino gli indimenticabili Raimondo e Sandra Vianello quando vivevano a Roma avevano la casa nel comprensorio di Via Zandonai.”

Molte idee per i suoi programmi sono nate nella sua casa?
“Sì, le idee migliori sono nate godendo l’ozio casalingo. Così durante le cene e i pomeriggi passati insieme a Gianni e agli altri sono fiorite tante idee…Il focolaio è sempre stata la nostra zona…”

“Alto gradimento nacque proprio così: parlavamo a casa di Gianni, in Via Nemea..erano gli Anni di piombo e delle proteste. Tutti erano impegnati, nessuno aveva più voglia di ridere, sembrava che ridere fosse un reato. Gianni conduceva alla radio “Chiamate Roma 3131”, un programma pieno di pianti e di problemi con i giovani che contestavano ad oltranza. Io, invece, sempre alla radio, “Per voi giovani”..

“Così un giorno, era il 1970, decidemmo di dare vita a un programma di assoluta evasione, con un taglio innovativo e uno stile spontaneo, confidenziale, divertente..Con Alto gradimento sono nati i primi tormentoni..” (NdR: come anche Gianni Boncompagni ha avuto modo di raccontare a VignaClaraBlog.it in una recente intervista: leggi qui).

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E oggi?
“Continuiamo a vederci e ci divertiamo ancora tanto. Vedo ancora tutti, quasi tutti. Gli amici di Quelli della notte, quelli del cuore, quelli dell’arte e della musica. E a volte con Boncompagni ci viene da ridere: un tempo eravamo gli idoli dei giovani e oggi ci incontriamo al supermercato al banco dei surgelati..”

Il tempo passa e non ce ne accorgiamo. E’ piacevole parlare con Renzo Arbore. Tanti sono gli aneddoti e tante sono le domande che vorremmo ancora rivolgergli.

Ambasciatore della musica italiana nel mondo, musicista, cantautore, conduttore televisivo e radiofonico,attore, cantante, jazzista,clarinettista, showman, Arbore ha segnato la storia della radio e ha fatto tanta televisione senza rimanerne, però, mai stregato.

“Ma sì – ci dice ancora – ho sempre cercato di fare “l’altro”: l’altra musica, l’altro show, l’altra televisione, l’altra Napoli. Oggi la televisione è troppo trita e ritrita. Ripete se stessa all’infinito e l’intrattenimento, secondo me, è in crisi. Diverso invece è il discorso di Radio Rai che è sicuramente più vivace. Io ascolto le tre reti radiofoniche e mi compiaccio per i tanti talenti che ci sono..”.

Adesso, però, è arrivato veramente il momento di congedarci. Peccato.

Ilaria Galateria

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2 COMMENTI

  1. Grazie ad Arbore Da una vecchia ammiratrice. Mi ha fatto passare ore bellissime e allegre. Ho adorato la grandissima Mariangela Melato e a questo proposito voglio rivolgerle una preghiera:
    Parecchi anni fa ho visto al teatro Alfieri di Torino uno spettacolo intitolato “sola me ne vo per la citta”. Sul palco in pratica c’era solo la signora Melato che per quasi due ore e’ stata stupenda nel narrare la sua vita, nel cantare e nel ballare. E’ passato parecchio tempo ed io ho cercato sempre di rintracciare un CD o un qualche cosa che mi facesse rivedere lo spettacolo ma niente da fare se non il poter risentire la canzone.
    Sono ormai vicina agli ottanta e quindi con poca dimestichezza con PC e aggeggi vari accidenti. Non so neppure se queste mie parole la raggiungeranno ma io aspetto …. Chissa chissa.
    Un grande grazie e un abbraccio a tutti voi che ci fate ancora sorridere.
    Adriana la vecchietta CIAO

  2. Sono una grande ammiratrice di Arbore e apprezzo in particolare le sue canzoni napoletane. Apprendo solo ora da VCB che la madre era napoletana. Se è davvero così non capisco perchè si definisca napoletano adottato. Come origini per metà è pugliese e per metà napoletano e la sua napoletanità è fantastica.

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