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Ti amo ricciolina a 20 metri sopra il Tevere

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Sembrerebbe il titolo di una canzone degli anni ’30 quando la musica melodica era piena di riccioli e di biondine; e invece è  una grande scritta in nero sul bianco travertino di Ponte Flaminio: “Ti amo ricciolina”. Altro che tre metri sopra il cielo, qui siamo a venti metri sopra il Tevere.

Chi infatti arriva in auto dall’Acqua Acetosa dopo essersi beato lo sguardo di prati e di filari di pioppo cipressino (neanche fossimo nel nord-est d’Italia),  si trova sbattuta in faccia questa scritta enorme, a venti metri d’altezza, che sfregia l’opera del grande Ingegner Brasini. Che fare, se non biasimare questa ricciolina, responsabile incolpevole di cosi tanto sgarbo?

L’autore non può che essere un  giovane inesperto per due semplici ragioni; primo,  perché a nessun uomo maturo verrebbe in mente di rischiare l’osso del collo solo per scrivere “ricciolina”; secondo,  perché l’esperienza insegna a diffidare dei riccioli, fonte di guai.

In  realtà noi non abbiamo nulla contro i riccioli specie se appartengono ad una ragazza ma una cosa è certa: senza quella testa ricciuta non ci sarebbe quella scritta. Già, perché l’amore appassionato ma moderno necessita, come tutte le cose moderne,  di “pubblicità” che non è solo l’anima del commercio ma anche il veicolo  della passione amorosa di moltissimi giovani. E se la pubblicità commerciale si avvale dei mass-media quella sentimentale ricorre ai famigerati lucchetti o alle bombolette spray; comunque niente di meno di un pennarello “permanent”.

Il perché questo stato di grazia (l’amore) richieda la necessità di sfregiare il travertino di un ponte o di un monumento è  un mistero; un tempo la passione  si testimoniava con lettere ardenti e mazzi di rose rosse.

Oggi in effetti la penna non la tiene in mano più nessuno e quanto alle rose costano troppo; certo si potrebbe ricorrere ad una mail, ad un messaggio whatsapp, ad un post su facebook, ad una foto intrigante su instagram ma non sarebbe la stessa cosa.

Vuoi mettere una scritta sul marmo bianco di un ponte? E l’adrenalina che si  scatena nell’inerpicarsi a 20 metri di altezza? Non è mica roba di tutti i giorni…

Resta il fatto che la “ricciolina” in questione, tanto anonima quanto incolpevole,  rimane la causa scatenante di questo atto vandalico; d’altra parte non fu Eva la ragione per cui il buon Adamo, che se la godeva nel Paradiso Terrestre,  venne messo senza tanti complimenti  alla porta?

Francesco Gargaglia

VignaClaraBlog.it

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