Home CRONACA Cimitero di Prima Porta vergogna della Capitale

Cimitero di Prima Porta vergogna della Capitale

Solo pochi giorni fa due fioraie sono state colte sul fatto mentre rubavano fiori dalle tombe per poi rivenderli sul loro banco mentre poco dopo a finire in manette ecco due topo d’auto, due fratelli che rubavano dalle auto lasciate in sosta davanti l’ingresso. Non c’è pace al Cimitero di Prima Porta che per sua missione dovrebbe essere invece luogo di pace e raccoglimento.

E’ lunga la lista degli ultimi avvenimenti che denunciano lo stato di abbandono  della struttura: bare saccheggiate, salme cremate per errore, furti di fiori e oggetti, erba incolta, parenti alla ricerca delle lapidi tra rovi ed erbacce dove c’è chi giura di aver visto girare anche vipere, tombe a terra circondate da escrementi di animali, blatte e topi che passeggiano indisturbati. Una situazione che ha dell’incredibile, che si trascina da anni e con la quale pare che nessuno abbia voglia di cimentarsi per porvi rimedio.

E dire che il Cimitero di Prima Porta è il più grande d’Italia, considerato capolavoro di architettura cimiteriale contemporanea nel quale sono sepolti molti celebri personaggi della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dello sport e della politica italiana dell’ultimo secolo.

Questo fino a ieri. Ed oggi?

Il cimitero di Prima Porta già dall’esterno non promette bene: erba altissima lungo le mura perimetrali, calcinacci che si staccano e fili a penzoloni lungo il muro esterno parallelo alla Flaminia. Entrando dall’ingresso principale si ha subito la sensazione di stare sulle montagne russe, infatti le radici degli enormi pini hanno sollevato l’asfalto creando un effetto onda. Per non parlare del muretto di tenuta della terra a ridosso delle mura di recinzione che sta letteralmente sbriciolandosi.

Queste sono le premesse: abbiamo girato in auto gran parte dei 37 km di strada che ne fanno parte, in alcuni tratti è impossibile evitare le buche, in altri punti chiamarle strade è un eufemismo sembrano in realtà mulattiere di campagna, addirittura nella via dove si trova la fermata autobus “Villa romana“ due giganteschi crateri si aprono nell’asfalto.

Sempre nella stessa via, nel mezzo di alcune piante di ulivi si scorge un gran  cumulo di rifiuti: bombole del gas, legni, calcinacci, tubi di plastica, taniche. Tutto abbandonato in mezzo al prato.

Il sole splende alto, dopo mesi di pioggia la natura si è risvegliata e nella zona delle tombe a terra l’erba ha preso il sopravvento. Se non fosse per alcune croci che fanno capolino non sembrerebbe un cimitero ma una prateria.
Qualche volenteroso s’è dato da fare e alcune tombe sono raggiungibili ma tutte le altre sono off limits. Senza considerare che tra le erbacce potrebbero annidarsi animali pericolosi.

Ad onor del vero, abbiamo incontrato una squadra di giardinieri, ma ci chiediamo quanto tempo ci vorrà a pulire i 140 ettari di sterminato prato che compongono il cimitero di Prima Porta. Mesi? Forse è poco. Anche perchè oltre al verde orizzontale c’è anche quello verticale da curare. Gli alberi chiedono a gran voce manutenzione mentre quelli tagliati di essere rimossi.

Come accade in tutta la città, anche al Cimitero di Prima Porta è facile infatti abbattere gli alberi mentre sembra mission impossible rimuoverli. Prova ne è quel gigantesco pino semi sezionato che giace lungo il marciapiede.

E fra strade dissestate, buche, prati incolti, cartelloni della mappatura del cimitero buttati a terra, fontanelle che perdono acqua, poteva mancare un gabbiotto adibito ai servizi igienici che tra fetore e sporcizia ci si deve solo augurare di non averne mai bisogno mentre si fa visita ai propri cari?

Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris. Ciò non toglie che vorremmo tornare ad essere polvere nel decoro e nel rispetto e non fra i rifiuti, l’erba incolta i topi e la sporcizia.

Francesca Bonanni

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5 COMMENTI

  1. Se Roma è in condizioni pietose, si può sperare che il Cimitero sia tenuto meglio?? Che vergogna. ! Ieri mi trovavo in via Bevagna e mi sarei messa a piangere per come era sporca, erbacce e buche sui marciapiedi, cassonetti rigurgitanti e spazzatura a terra. Senza parlare degli escrementi dei cani. Uno spettacolo disgustoso. Il Fleming, signori, uno dei quartieri “bene”di Roma!!

  2. tutta Roma è così, senza distinzione di quartieri: il bello di una sindaca che non concede privilegi: sporcizia e degrado per tutti!

    • Gli escrementi di cani sui marciapiedi non sono certo una “colpa” dell’amministrazione comunale.
      L’inerzia sulla manutenzione delle strade, il bando per i carri attrezzi che è da due anni e mezzo che aspetta, decoro urbano, occupazione di suolo pubblico, AMA, doppie file e soste vietate nella più totale impunità, etc etc etc si, ma le cacche dei cani proprio no. Anche perché è impensabile che ci siano centinaia/migliaia di vigili urbani a passeggiare notte e giorno solo a controllare una cosa del genere.
      Purtroppo ci sono tanti “signori” che sono troppo “signori” per raccogliere quello che le loro bestioline lasciano per strada.

      • È vero. Per non trovare piu gli escrementi dei cani bisognerebbe che i padroni degli stessi fossero persone civili e purtroppo di questo tipo di cittadini non c’è ne sono molti.

  3. La condizione di abbandono, in particolar modo la carenza di pulizia negli edifici dove sono deposte le tombe, è veramente vergognosa!!!! Non è possibile fare visita ai propri cari perché la puzza regna sovrana e la presenza dei piccioni con i loro escrementi uniti alla sporcizia e alla immondizia, fanno letteralmente scappare i visitatori! Il degrado è scandaloso! Senza tenere conto che si teme anche di prendere qualche infezione! Per favore fate qualcosa!

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