Home PONTE MILVIO Comitato Abitare Ponte Milvio: “Largo Diaz, un altro pasticciaccio”

Comitato Abitare Ponte Milvio: “Largo Diaz, un altro pasticciaccio”

ponte milvio largo diaz

A Ponte Milvio non si placa la polemica sulla trasformazione di Largo Maresciallo Diaz da parcheggio a mercato ambulanti voluta dal Municipio XV a seguito della delibera del 5 aprile messa in atto in questi giorni.

I residenti, ovviamente fortemente contrari, denunciano che non si tratta solo di un mero problema di parcheggio – per quanto a sparire saranno circa 60 posti auto – ma soprattutto di accessibilità e vivibilità. E mentre il XV va avanti per la sua strada, annunciano ricorsi e azioni legali.

A dar loro manforte interviene lo storico Comitato Abitare Ponte Milvio dal quale riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di Paolo Salonia, portavoce e leader del comitato.

Scrive il Comitato Abitare Ponte Milvio

“A distanza di un anno da “quel pasticciaccio brutto” dei PMO di Ponte Milvio, arieccoli. Sembra che il periodo delle festività natalizie sia per loro di grandissima ispirazione.

Ci pensano tutto l’anno, molto a lungo (tanto che uno potrebbe pure pensare “quanto studiano i problemi prima, quanto approfondiscono, quanto ascoltano il territorio, quanto sono accorti e prudenti nelle loro scelte”) e poi, all’improvviso, paf!, ti buttano in mezzo la loro soluzione, la più demenziale e scellerata che si può. Ma lo fanno apposta o gli viene così, naturalmente?

Stiamo parlando della inossidabile, incorruttibile, ineluttabile, ineguagliabile e – ahimè – inaffidabile (nel senso di come qualcuno ha già detto di loro “non gli affiderei neanche l’amministrazione del condominio”) Giunta pentastellata del nostro malinconico Municipio XV (infatti, se Ponte Milvio piange, la Giustiniana certo non ride….e via così la Cassia eccetera eccetera).

L’ultima è “facite ‘a faccia feroce” (Franceschiello docet) agli ambulanti, determinati e decisi applicate la “rotazione” (termine pericoloso perchè qui stanno “rotando” altre cose…..).

Il principio è sacrosanto, la eliminazione di quello spettacolo indecoroso dall’angolo di Tor di Quinto con il piazzale noi del Comitato Abitare Ponte Milvio lo stiamo invocando ormai da innumerevoli anni (eravamo ancora giovani e dovevamo combattere con la Giunta Giacomini), ma la soluzione appare in tutta la sua gigantesca dimensione di ennesima inutile violenza a questa parte di città, di incapacità pianificatoria, di totale mancanza di rispetto e considerazione nei confronti dei cittadini testardemente tenuti fuori dalla porta, alla faccia degli stellati proclami sulla partecipazione.

E ancora molto di più. E per un numero sterminato di motivi.

A cominciare dalla pervicace e “pretoriana” violenza con la quale stanno dando esito operativo alla loro scelleratezza, con azioni “poliziesche” identiche a quelle di un anno fa quando applicarono convulsamente un PMO millimetrico e non partecipato, anche in quel caso sacrosanto il principio, demenziali le modalità.

Ed oggi, analoga scena con pattuglie della Polizia Municipale (improvvisamente ricomparsa, quando ormai c’eravamo tutti convinti che ne avessero definitivamente sciolto il Corpo) a presidiare, o meglio, a proteggere il cantiere dai temuti pericolosi attacchi dei cittadini giustamente infuriati, i quali, si sa, sono tutti pericolosi terroristi.

Mentre tutt’intorno continua  a regnare sovrano il caos nel Piazzale ridotto a selvaggio parcheggio della deregulation, nel Lungotevere, con migliaia e migliaia di automobilisti lasciati al loro destino di immobilità. Non si vergognano neanche di questo.

La situazione di Ponte Milvio ormai endemicamente abbandonata a se stessa, tipico far-west dove ognuno può fare spavaldamente quello che vuole (ormai stabilmente occupati anche i lati dell’aiuola centrale), con uno spazio di transito appena sufficiente a fare passare un autobus, mai mai mai neppure l’ombra di un vigile urbano, di un ausiliario del traffico, di un volontario della croce rossa, di un semplice passante che si carica la preoccupazione per il bene comune.
Non rientra tra i loro problemi da risolvere la disgustosa situazione di Ponte Milvio.

Ma per applicare la loro decisione demenziale, allora mostrano i muscoli schierando le pattuglie della Polizia Municipale improvvisamente ricomparse dal nulla, quasi a volere ulteriormente sottolineare il loro totale spregio per i concreti bisogni della cittadinanza.

Anche i bambini comprendono quale sarà lo scenario prossimo venturo, con più di 60 posti macchina scomparsi in un’area che viceversa necessita di parcheggi, con strozzamenti della viabilità che renderanno ancora più insostenibile la situazione del traffico in tutte le direzioni, aumento dell’inquinamento atmosferico, moltiplicazione del degrado con montagne di rifiuti prodotti dagli ambulanti, dunque con un sostanziale geometrico innalzamento della invivibilità dell’area.

Per di più con la matematica certezza che in quell’angolo maledetto Tor di Quinto/Piazzale ricomparirà di tutto, ambulanti e non, per le dinamiche proprie dei meccanismi spontanei della localizzazione delle attività (almeno si studiassero un po’ di principi elementari dell’urbanistica).

Naturalmente, in quelle prevedibili circostanze, non vedremo all’opera alcuna pattuglia della Polizia Municipale, more solito.

Senza dire della gravissima, intollerabile e inaccettabile segregazione dei cittadini che risiedono negli stabili confinanti, ai quali è persino quasi totalmente negata la possibilità di entrare ed uscire dal portone di casa loro.
Con tutte le problematiche connesse, già opportunamente descritte dagli interessati.

Dunque, una decisione assolutamente idiota che dimostra ancora una volta ammesso che ce ne fosse bisogno, la totale incapacità e inadeguatezza di queste “stelline d’oro” a governare ed amministrare un Municipio.
Ma neanche un pollaio.

Per di più con la protervia e la presunzione (tipica dei “corti”) che dimostrano costantemente, come ampiamente testimoniato dall’inossidabile Presidente della Commissione Commercio, giovane di belle speranze, che già aveva data ampia dimostrazione delle sue capacità retoriche sempre in occasione delle famose riunioni consiliari di inizio gennaio sui PMO.

Oggi producendosi sui social in un inutile e discutibile resoconto di burocrazie varie  e conferenze-di-servizi che, a suo dire, sosterrebbero la leicità della decisione.

Dovrebbe sapere che ben altre, oggi nel mondo democratico e civile, sono le modalità con le quali si organizzano le città, armonizzando i diversi quadri esigenziali di tutti i soggetti mediante processi decisionali che si avvalgono proficuamente della partecipazione di questi stessi soggetti.

Se poi volesse anche studiare la materia della quale si occupa come responsabilità di consigliere municipale e di Presidente di Commissione, ne trarremmo tutti innumerevoli vantaggi.

In sostanza, le buone regole del vivere civile si concertano e non si impongono manu militari.

Dimostrando anche quanto siano disposti ad ignorare e a disprezzare i bisogni dei cittadini “inermi”, tanto dall’altro lato sono incapaci di sostenere e rispondere con determinazione  ai ricatti delle categorie forti che più temono, anche semplicemente per mero calcolo elettoralistico.

Ulteriore prova della loro codardia, il chiosco di “er pistola” (nomen omen) che l’ha fatta franca anche a questo giro, così come un anno fa, addirittura entrando nella categoria delle attività storiche.

Parlerei piuttosto di degrado ormai tragicamente storicizzato.
Quando tutti sanno che ben altri sono i motivi di “tutela della salute propria” che ispirano i capitani coraggiosi di questa Giunta.

Inoltre, non va dimenticata l’esistenza di almeno altre due soluzioni molto più valide, prima tra tutte quella del mercato di via Riano che ne avrebbe anche potuto trarre giovamento come input per la sua rinascita.

In ogni caso, la scellerata decisione da incompetenti dimostra una totale incapacità ad affrontare la soluzione di problematiche delicate all’interno di una visione globale e complessiva che deve essere affrontata in un unico e complessivo disegno di pianificazione.

E’ ben noto che come Comitato Abitare Ponte Milvio abbiamo fatto del tema uno dei cardini della nostra azione di continua “coscienza critica” e di partecipazione dal basso.

Quanto è stato deciso ed oggi si sta frettolosamente realizzando  non corrisponde minimamente al disegno complessivo per l’intera area che, continuamente al centro di numerosi confronti con la Giunta passata, era altresì stato da noi reiterato con la Giunta pluri-stellata attuale anche mediante la presentazione di un documento articolato consegnato in occasione del giuramento del Presidente, il giorno 22 luglio 2016.

Come nostro abituale stile, in tale documento l’urgenza indifferibile della razionalizzazione dell’area veniva stigmatizzata e richiesta all’interno di una più ampia e coordinata azione di “rigenerazione urbana” dell’intera zona, che comprendesse contestualmente provvedimenti relativi al commercio ambulante e abusivo, alla situazione rifiuti e più in generale al complessivo stato di degrado e di mancanza di decoro, alla sosta selvaggia e all’adozione di quella tariffata, e tanto altro.

Si trattava, ancora una volta e purtroppo ancora inutilmente, di un quadro complesso e fortemente integrato di provvedimenti, per la definizione dei quali si dichiarava la disponibilità del Comitato a contribuire a quel processo partecipativo (da noi invocato, dal Presidente Simonelli sbandierato, dai fatti reali affossato ancor prima di nascere) all’interno del quale convergere su decisioni condivise tra tutti i soggetti interessati.

Viceversa oggi, come il 5 gennaio scorso, si tratta ancora di assistere al rito, inutilmente arrogante e scontroso e in alcuni passaggi persino denso di “avvertimenti” di natura assai poco politica, dell’adozione di una decisione “tecnica”, così come graficizzata in una planimetria avulsa dalla realtà vissuta.

piantina-lavori largo maresciallo diaz

Il punto è che una decisione che presenta ricadute sulla vita dei cittadini, come qualsivoglia atto amministrativo sulla città, deve essere agito all’interno di una visione programmatica ampia, globale, pianificata, discussa e condivisa.

Come avevo già scritto in occasione dei PMO, mai deve essere brandita come un tortore, una mannaia, un “fulmine di Zeus”.

Non doveva essere l’innesco di un ulteriore drammatico processo divisivo, così come assolutamente è accaduto, e nel peggiore dei modi, in questo tragico epilogo che, inutilmente quanto stupidamente, ha innalzato un muro tra amministratori e amministrati, nuovamente disprezzando un dialogo costruttivo che avrebbe potuto significare semplicemente ricerca di convivenza civile nel reciproco interesse della qualità di vita dei lavoratori e dei residenti.

Purtroppo non si può tacere che tale infausta decisione è anch’essa ereditata da un disegno messo a punto dalla precedente Giunta che, all’epoca ormai lontana, fortunatamente non ebbe la forza di applicarla.

Infine, come ultima notazione proprio in qualità di Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio, Comitato come molti sanno “storico” e sempre puntualmente presente sul territorio – ultimamente in verità assai sconfortato e disarmato dalla liquidità di questa Giunta con la quale diventa persino inutile dialogare tanto sono vuotamente arroganti nella loro incapacità ed inesistenza – vorrei stigmatizzare la pericolosità del processo che si innesca e che chiude i cittadini in una sorta di individualismo estremo.

Per cui, invece di allargare e comprendere in un impegno comune le azioni di critica e di interlocuzione con gli Amministratori sulle problematiche generali che incidono sulla qualità della vita di tutti (anche se maggiormente per alcuni), ci si chiude in piccoli nuclei particolari, fino ad arrivare alla formazione di Comitati di strada, di palazzo, alla fine di scala.

Personalmente vedo in questo il pericolo di una atomizzazione che produce inevitabilmente una disgregazione delle forze e della loro rappresentatività, circostanza che va ad esclusivo vantaggio degli Amministratori che, più facilmente, possono continuare imperterriti sulla loro strada, avendo una controparte disorganizzata a piccoli coriandoli che possono essere ignorati o silenziati senza alcuno sforzo.

Inoltre non credo che i temi della città possano essere affrontati con il solito ricorso ai vari Tar, delegando alla Magistratura quelli che sono precipuamente questioni di natura “politica”, nel più alto significato del termine.

La situazione generale di estrema gravità, viceversa, impone la definizione di un articolato programma di azioni comuni che costringano questa Giunta, impreparata e mancante di qualsiasi minima capacità, al confronto e alla condivisione delle decisioni che incidono sulla carne viva del territorio.

Un appello finale al Presidente Simonelli: Presidente, ci metta finalmente la faccia (come orrendamente si dice), fermi l’operazione e abbia il coraggio di confrontarsi con i cittadini per addivenire a decisioni armonizzate. Come Comitato Abitare Ponte Milvio siamo pronti ad organizzare un incontro tra la cittadinanza e lei.”
Paolo Salonia
Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome