Home ARTE E CULTURA Li Sette Giorni der 18 Marzo

Li Sette Giorni der 18 Marzo

Poteva restare estraneo agli effetti benefici della primavera il nostro sor Berti, vernacoliere di VCB? Certo che no. Con rinvigorita vena ironica ecco le sue sette quartine, più frizzanti che mai, per ricordare le sette notizie più interessanti degli ultimi sette giorni. Ed a seguire, una sorpresa…

Un sonetto “bonus” dedicato ai nostri lettori di Labaro ed ai conducenti della linea 039, tanto per dire che con il buon senso, la ragionevolezza, un filo di senso civico ed un sorriso tutte le questioni si possono appianare.
Buona lettura e buona domenica dalla redazione.

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Carcinacci, mobbili, ‘na credenza tutta rotta:

l’ambiente nostrano è incóra battuto e vinto;

Operta e attiva ‘a succurzale de Malagrotta:

benvenuti ne la discarica de Tor de Quinto!
‘A discarica de Tor de Quinto.

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Nun desideranno esse de manica tanto larga

co’ chi mo cura er verde urbano e municipale,

auspicamo che doppo avecce messo Targa,

nun ce metteranno anche ‘na Pietra Tombale.
Targa pe’ er verde urbano e poi?

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Sor Presidente, nun penzà che faccio sconti!

Torquati, mica hai approfondito ‘a quistione!

Se troveranno a l’alba ar canyon Ddu’ Ponti

arisorvenno tramite duello a singolar tenzone?
Giacomini vs.Torquati.

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In via Oriolo Romano è arimasto er cartello

per cui nun poi annà a imboccà ‘a conzolare;

pijannosela puro co’ comodo, sarebbe bello

che quarchiduno lo vadi un dì a impecettare.
Er cartello aricconta fregnacce.

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Ammazza, oh, che memoria er carabbiniere,

che doppo sett’anni t’ariconosce er latitante!

Allora, confessa subbito er sor vernacoliere

d’avè fregato ‘e figurine quann’era poppante!
‘A memoria der carabbiniere.

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Si ‘a sinistra piagne, ‘a destra propio nun ride!

Nun ciancicamo de politica, annamoce piano,

ma parlamo de ciò che er fiume nostro uccide:

su ‘e sponne vive e regna sor degrado urbano!

Destra o sinistra, è tutto ‘n degrado.

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Ma te pare ggiusto mostrà a tutti ‘sti cacasotto

rifiuti a profusione e tracannatori de verdicchio?

Quarche meccanismo se dev’esse propio rotto

si questo capita propio fora l’asilo Pinturicchio.

Bivacco dinnanzi a l’asilo

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‘A LINEA ZEROTRENTANOVE (dedicato agli autisti e agli utenti)

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E’ ‘n percorzo pieno zzeppo de impedimenti,

in sempiterno abbisogna sospirà e pazzientà,

sovente nun se giunge a lavoro co’ puntualità,

se tarda a scola, a tutti quanti l’appuntamenti.
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E’ ‘n percorzo pieno zzeppo de impedimenti,

guidà l’autobus a Labbaro è assai complicato

si c’è er festival der veicolo mal parcheggiato,

si pe’ cento metri de minuti ne impieghi venti.
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E’ ‘n percorzo pieno zzeppo de impedimenti

esse perzone civili, seguì norme e procedure

pe’ amor propio e pe’ la cura de tutti l’utenti.
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‘E vie d’a civiltà da percore ponno esse dure,

lassacce l’amarezza e in sempiterno scontenti,

ma pe’ ‘gni male sò ‘i soli rimedi, l’uniche cure.
‘A quistione der bus de Labbaro.

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1 commento

  1. Questa settimana il sor Giovani Berti ha voluto dedicare un sonetto agli utenti e agli autisti della linea 039. Noi autisti, ed immagino anche gli utenti, ringraziamo di cuore per il tempo che ha voluto dedicare alla questione che tanto ci fa penare. Come dice lei, è una questione di civiltà. Da qualche parte bisogna pur iniziare. E’ troppo comodo dire “è sempre stato così, non c’è niente da fare”. Anche sabato sera c’è stata la “deviazione della linea” per un auto parcheggiata male. Il da fare c’è, e questa settimana vedremo i primi passi. I marciapiedi e gli incroci sono sempre occupati dalle auto in sosta selvaggia che, non solo ostruiscono il passaggio dello 039, ma non permettono una normale mobilità dei pedoni, dei diversamente abili e dei genitori che portano a spasso i propri figli in carrozzina.
    Come dice lei, risolvere il problema della sosta selvaggia, è una via di civiltà.
    P.S. Una copia del sonetto verrà affissa nella nostra bacheca in deposito.
    Grazie ancora…

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