Home ATTUALITÀ Semaforo Day al Campidoglio: no all’ordinanza contro i lavavetri

Semaforo Day al Campidoglio: no all’ordinanza contro i lavavetri

Oggi alle 13, al semaforo di piazza San Marco, proprio di fronte al Campidoglio, una ventina di insoliti lavavetri offriranno i loro servizi in giacca e cravatta. Una scena di un film? No, sono esponenti politici regionali, provinciali, comunali e municipali che protestano contro il sindaco di Roma e la “ordinanza anti lavavetri” che proprio oggi sarà firmata da Alemanno.

Un’ordinanza che parte da lontano, che prende le mosse lo scorso luglio da una mozione presentata in Consiglio Comunale da Fabrizio Santori, Presidente della Commissione capitolina Sicurezza, e dai colleghi PdL Ludovico Todini, Domenico Naccari e Dario Rossin (leggi qui). Mozione i cui contenuti non dispiacquero al Sindaco Alemanno che già a metà Agosto anticipò il suo stop ai lavavetri ed a quanti altri inportunano gli automobilisti fermi ai semafori (leggi qui) . Ed a settembre prende poi le mosse un serrato pressing sul Sindaco. Ad iniziare è l’MPI – Movimento per l’Italia di Daniela Santanchè – che apre per la città, partendo proprio da Vigna Clara (leggi qui) numerosi banchetti per la raccolta di firme a supporto della mozione. A ruota poi seguono alcuni Municipi, XX compreso (leggi qui), che emettono ordini del giorno e mozioni per chiedere al sindaco Alemanno, in soldoni, di sbrigarsi.

Ed oggi dunque l’ordinanza verrà firmata dal sindaco: servirà a contrastare le attività di lavavetri ed ambulanti fermi ai semafori, attività che a volte configurano aspetti che rasentano l’estorsione e la violenza ma che soprattutto sfociano spesso, troppo spesso, nello sfruttamento minorile.

Ma alcuni esponenti politici non sono d’accordo, dicono che non è con i divieti che si incide alla radice questi problemi ed hanno indetto per oggi il semaforo day, alle 13 al semaforo di piazza San Marco a Roma.

“Per dire no a un provvedimento che andrà a colpire le fasce più deboli della società, senza risolvere il problema del racket e dello sfruttamento, abbiamo deciso di organizzare il Semaforo Day, un’iniziativa di protesta durante la quale, muniti dell’attrezzatura necessaria, laveremo i vetri al semaforo. Non è un caso – hanno dichiarato – l’aver scelto quel luogo, di fronte al Campidoglio: il messaggio che si vuole lanciare, politicamente e mediaticamente, è rivolto al Sindaco di Roma che proprio oggi firmerà l’ordinanza. Il ricavato della mattinata – concludono – sarà devoluto al Comune di Roma per incrementare le esigue somme destinate ai servizi sociali”.

A renderlo noto sono i consiglieri regionali, Peppe Mariani (Lista Civica per il Lazio), Anna Pizzo, Enrico Fontana ed Enrico Luciani (SL), Luisa Laurelli, Enzo Foschi e Giovanni Carapella (PD), Ivano Peduzzi (Prc), Antonietta Brancati e Giuseppe Celli (Liberali e Rete Riformista) gli assessori regionali Luigi Nieri, Filiberto Zaratti, Giulia Rodano e Alessandra Tibaldi (SL), il consigliere provinciale Gianluca Peciola (SL), l’assessore provinciale Massimiliano Smeriglio (SL), il consigliere comunale Andrea Alzetta (Roma in Action), i presidenti dei municipi Andrea Catarci (XI) e Sandro Medici (X) e l’assessora municipale Maria Mazzei (X)
(red.)

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19 COMMENTI

  1. E invece nel paese del facciocomemipare occorrerebbe ristabilire un minimo di regole, valide per tutti, senza alcuna dispensa.
    Se è vero che esistono situazioni piu’ gravi da sanare è anche vero che da qualche parte bisognerà iniziare.
    Pertanto d’accordo con l’ordinanza comunale, basta col finto buonismo radical chic.

  2. Nessun finto buonismo radical chic; chi pensa che i problemi di sfruttamento minorile e più genericamente di disagio sociale si illude pesantemente e anche concentrarsi sui casi, esistenti ma minoritari, in cui i lavavetri impongono i propri servizi è una generalizzazione pericolosa: dietro i lavavetri o i parcheggiatori abusivi ci sono innanzitutto persone e spesso storie di miseria e degrado; se non si punta seriamente a risolvere queste non si va da nessuna parte.
    Questa tipologia di provvedimenti, assunti sia dall’amministrazione capitolina che da altre giunte di diverso colore politico, sono solo il sintomo di amministratori incapaci di risolvere i problemi delle città e che tentano di cavarsela con provvedimenti che mirano a solleticare i nostri egoismi.
    E visto che si cita il paese del facciocomemipare, se proprio si vuole iniziare da qualcosa, si cominci dalle macchine parcheggiate in tripla fila sul piazzale di Ponte Milvio con il nuovo parcheggio vuoto.
    Michele G..

  3. ah .. mi mancava il no al buonismo radical chic salottiero! di una certa sinistra con la barca di d’alema! e la cravatta di bertinotti! e di una certa magistratura con la toga rossa di sangue.
    vogliamo il cattivismo zerotolerance alla santanché. regole certe! cominciando dai lavavetri, che tanto non cianno il daddy che poi si lamenta al circolo. quindi macchine in tripla fila sì, ma i vetri ce li puliamo da soli.
    che risate…

  4. Bene Piero, la lascio alle sue risate e alle suo utopie anarchiche.

    Tornando invece alle cose serie, la democrazia si fonda su un insieme di regole -tra cui anche quella di non parcheggiare in terza fila – che volenti o nolenti bisogna rispettare, a meno che non si decida di vivere al di fuori della legge.

    Riscuotere la questua ai semafori a fronte di un “servizio” la maggior parte delle volte non richiesto o addirittura imposto non rientra nel novero delle attività lecite.

    Per quanto riguarda gli amministratori locali, non credo sia compito loro stabilire le politiche di immigrazione, e pertanto fanno quello che possono.

    Infine, in uno stato che vuol dirsi civile, una persona non puo’ vivere di accattonaggio. Per evitare il caos tanto caro al signor Piero, l’unica possibilità è quello di filtrare gli accessi (purtroppo non c’e’ lavoro per tutti).

  5. Bene, così adesso quelle tante persone in difficoltà che nel nostro Paese cercano di sbarcare il lunario facendo qualcosa di utile (senza imporre niente a nessuno) saranno costrette a sopravvivere in altro modo, chissà, magari andando a svaligiare case e negozi… Il risultato sarà che, se prima su 100 lavavetri c’erano 10 delinquenti, adesso ci saranno 0 lavavetri e 100 delinquenti. Complimenti, gran bel modo di amministrare!
    Proprio non si riesce a pensare qualcosa di diverso? Ad esempio “regolarizzare” l’attività per separare il buono dal marcio e contemporaneamente istituire un numero verde gratuito dai cellulari (e fare una campagna di informazione) per poter denunciare i casi di sfruttamento e di estorsione (reati già previsti nel nostro ordinamento, senza bisogno di ordinanze del Sindaco)..
    PS: l’accattonaggio è il chiedere l’elemosina senza dare nulla in cambio (pura solidarietà) come le vecchine fuori dalle chiese. Il lavavetri offre un servizio (informale) in cambio di un’offerta volontaria in denaro.
    PS2 da che mondo è mondo nelle società civili c’è sempre una quota di “accattoni”… a cominciare dai brahamini (sacerdoti) in Oriente. Spero siano in molti ad aver letto Siddharta…

  6. Ad esser sincero, Paolo, la sua ricetta per regolarizzare i lavavetri due risate le strappa.
    Per il resto non è molto carino dare al proprio interlocutore dello stolto (sinonimo di stupido e demente).

  7. paolo, bene allora: serietà.
    la frasetta sul buonismo radicalchic è la costante ipocrita giustificazione di tutte le azioni “dure” di chi non sapendo come si governa un quartiere, una città, un paese, si rifugia dietro puttanate come questa operazione dei lavavetri per allisciare il pelo ai cani arrabbiati contro il diverso e il poveraccio.
    senza attuare nessuna reale politica né di legalità. né di miglioramento della civile convivenza.
    detto ciò, io non sono AFFATTO a favore del caos figuriamoci avrò scritto cinquanta volte a proposito delle illegalità che vedo (abito a ponte milvio pensi un pò).
    il 99% come saprà sono prodotte da italiani zozzoni, vandali, ignoranti, menefreghisti, furbi, sempre tutti pronti a violare ogni regola tanto sono intoccabili.
    ma sempre pronti a fare di tutta l’erbe un fascio quando il fascio non li comprende.
    saluti

  8. Paolo,
    le ordinanze di Alemanno in questo senso, come per le prostitute sulle strade, hanno il solo fine di garantire la sicurezza dei cittadini e di chi guida, non di risolvere un problema sociale tanto esteso e di competenza di altre istituzioni.
    La regolarizzazione non può avvenire, perchè un codice della strada che prevedesse tali attività sarebbe uno “scherzo”.
    Ma pure dal punto di vista socio-giuridico non ha senso. Potremo, in analogia, tollerare gli spacciatori di “fumo”, per evitare che possano divenire trafficanti di cocaina ed eroina…

    G.Mori
    Consigliere XX Municipio (PDL)

  9. Simone, io invece trovo che non ci sia niente da ridere. Non ho scritto nessuna ricetta (non avendo ricevuto nessun mandato in tal senso…), il mio era solo un esempio generico; ma esistono tante esperienze di questo tenore al mondo, ne citerò una. Più di 10 anni fa a Salvador de Bahia, Brasile (un luogo quindi che molti “ignoranti snob” in Italia considerano “terzo mondo”) il Municipio ha fatto partire con la collaborazione di associazioni ambientaliste e organizzazioni per lo sviluppo di cooperative, un progetto che vedeva come protagonisti e beneficiari i meninos de rua (ragazzi di strada) e altri “spiantati” di varia natura, spesso dediti al rovistaggio di cassonetti e discariche e ad attività di tipo delinquenziale. Questi sono stati adeguatamente formati e inseriti – quindi regolarizzati! – in tali nascenti cooperative per la raccolta differenziata (dalle lattine trovate per terra alla carta ritirata negli uffici, ecc). Il progetto si è consolidato ed espanso a tante altre realtà. Sinteticamente i risultati di tipo sociale, ambientale ed economico di questa iniziativa a bassissimo costo sono molteplici: diminuzione della violenza e della microcriminalità (quindi aumento delle sicurezza), diminuzione della marginalità sociale (o aumento dell’inclusione sociale), aumento dell’occupazione, miglioramento dell’igiene e del decoro urbano, diminuzione del volume dei materiali conferiti in discarica, aumento del riuso e del riciclaggio con conseguente diminuzione del consumo energetico e quindi dell’inquinamento. Simone, le viene ancora da ridere?
    A me quel che fa (amaramente) ridere è il pensiero che a proporre e sperimentare nei nostri territori le tante “buone pratiche” esistenti, dovrebbero essere i nostri assessori, i nostri consiglieri, non io. Poi invece vedo la nostra realtà fatta di provincialotti che non sanno neanche scrivere in italiano e che dedicano il tempo che noi gli mettiamo a disposizione per tramare, chessò, per far fuori Antonini da una Commissione… (se non si fosse capito mi riferisco al Cons Derenti)
    caro Mori, che ne sarà di queste migliaia di persone? Quale prospettiva gli darà Alemanno (o qualsiasi altro sindaco)? Nessuna. E quindi saranno costretti ad “inventarsi” qualsiasi cosa per sopravvivere. Non mi sembra utopistico pensare che molti di loro saranno giocoforza costretti a delinquere in proprio o a entrare nel mondo della criminalità. Io mi sento molto più sicuro se Abdul, Adrian o Igor sono al semaforo a racimolare i soldi per la giornata, piuttosto che trovarmeli a casa mia alle tre di notte con un coltello in mano.
    Mori lei è una persona intelligente e spesso ha dato dimostrazione in queste pagine di onestà intellettuale non appiattendosi sulle posizioni impartite dall’alto, non trova che questa sia una mossa demagogica, tanto per poter dire di aver adempiuto a uno dei punti principali del programma elettorale? Lo so, probabilmente le sto chiedendo troppo a fare una simile dichiarazione su un blog… Non c’è bisogno che mi risponda, sarei già soddisfatto se ci pensasse su.
    Inoltre, in Italia gli spacciatori – di fumo e altro – sono già ampiamente tollerati (ci facciamo un giro a Scampia o anche in alcune zone di Roma?). Qualche idea e soluzione in merito ce l’avrei, ma non è questo né il luogo né il momento di parlarne.

  10. sempre arrogante il buon Paolo…. la domanda è: perchè la redazione non censura i suoi insulti proferiti solo perchè qualcuno non la pensa come lui?
    inoltre vista la sua mal sopportazione di accettare che alcune persone non la pensino come lui da che parte del mondo proviene? da qualche regime comunista dove o sei d’accordo o ti spediscono all’inferno?
    mah….

  11. Gentile Gianni,
    non siamo amanti della censura in ogni senso e quando ci troviamo costretti ad applicarla è perchè ci giungono commenti fuori da ogni regola del vivere civile od in contrasto con i principi alla base di VignaClaraBlog.t (cfr. disclaimer).

    Nel caso da lei sollevato abbiamo ritenuto che la parola stolto, vieppiù nell’originale citazione in latino ed inquadrata nel contesto del linguaggio moderno non fosse un epiteto così offensivo e/o volgare da meritare l’oscuramento.

    Nel caso lei si sia invece sentito offeso, ci scusiamo.
    La Redazione

  12. Il Sindaco ha tenuto ben presente che la maggior parte dei lavavetri, venditori di accendini e forse financo dei giocolieri ai semafori, abitano a via mastrigli ?
    Se gli tolgono il “lavoro” , come faranno a pagare l’affitto dei loculi di Callarà ?
    Immagino cha abbiano stanziato un fondo speciale per questo eventuale disagio arrecato a cotanto personaggio.

    A tutti quelli che hanno in pena il discreto, silenzioso e timido omino, di apparente origine indiana, vorrei far notare che è il racket dei lavavetri che è in mano agli indiani ( con interferenze rom-sinte-zingari-nomadi&C ).
    Così come il racket delle contraffazioni è in mano ai senegalesi&affini, così come la droga è in mano ai nordafricani-esteuropei, la prostituzione invece pure.
    Con abbondante innaffiata di italica presenza.

    Così si spartiscono la torta e le fette siamo noi.
    Clienti di prostitute certo , cocainomani sicuramente ma anche la stragrande maggioranza dei cittadini che non si drogano e/o vanno a prostitute/i.

    Tale Luisa Laurelli , in mancanza di ragionevoli motivazioni , mischia questa ordinanza con le sanzioni per gli aggressioni ai gay, donne , prostitute, considerate fasce “deboli”.
    A parte il fatto che consiglio a Luisa di fare un giro a via due ponti per verificare se i transessuali presenti li può considerare “deboli”.
    1,95mt con fisico da atleti , appesantiti sì da voluminosissime sfere a livello toracico.
    Sulla debolezza , chiedere ai poliziotti per conoscere il numero necessario dei quali serve per caricarne uno/a di questi/e nella volante.
    Poche volte ma accade.

    Sui gay , a parte che oggi il diverso mi sento io che ho tendenze etero , non vedo perchè debbano esserci delle aggravanti.
    Uno schiaffo preso da lui vale quanto quello che eventualmente posso prendere io.
    Sulle donne , stessa cosa in fatto di violenza, anche se mi infadisce in misura maggiore perchè in questo caso sono generalmente più “deboli”.

    Se la finissero poi di propinare nudi a tutte le ore , nudi per pubblicizzare anche il mascarpone, filmetti con quattordicenni, inni al sesso libero però basta che lo facciate con il preservativo , forse , dico forse, tanti pruriti in personaggi già malati per conto loro, non verrebbero solleticati.
    Il sesso trabocca dappertutto , te lo offrono , sembra , e se non lo fanno me lo prendo.
    Ma questo è un altro discorso.

    Il problema è che le leggi ci sono , le pene pure , solo che non vengono mai applicate per la loro efficacia.
    C’è sempre qualche giudice o gip che interpreta per suo conto e che con attenuanti generiche, libertà provvisorie, riti abbreviati si spicciano il problema li rimandano fuori.
    Per essere cretini non è obbligatorio indossare la toga rosso sangue.

    Ma siamo andati fuori tema.

    I lavavetri fanno parte dei vari racket e come tali vanno eliminati.
    Sì , lo so , è spiacevole , mi si stringe il cuore ma purtroppo non possono fare quell’attività anche perchè nel 99% dei casi sono clandestini.
    E comunque anche se fossero regolari , è la loro attività che è irregolare.

    Frutto di accoglienza senza limiti e soprattutto senza mezzi , strutturali e finanziari.
    Io direi che mi sentirei più sicuro se Abdul, Adrian o Igor se ne restassero a casa loro , lavorassero lì e magari combattessero per far diventare il loro paese più civile e democratico.
    Anche perchè se Abdul, Adrian o Igor hanno in Italia solo due chances , o lavavetri o armati di coltello , forse è proprio il caso che non vengano.
    Evidentemente al momento non abbiamo nulla da offrire.
    Così come a Rashid, Carlitos e Ungami.

    Perchè poi non scordiamoci che moltissime di queste persone provengono da paesi che sono potenzialmente molto ma molto più ricchi dell’Italia.
    O siedono su riserve di petrolio e gas o abitano in territori colmi di miniere di metalli e/o pietre pregiate o coltivazioni assai proficue.
    Il fatto poi è , che lì c’è un dittatorucolo , dall’altra ci sono i signori della guerra , dall’altra ancora la società è vincolata a caste e via dicendo.
    Ma a noi che ce ne frega ?
    Per far continuare ad ingrassare il dittatoruolo, i signori della guerra, per preservare le caste , dobbiamo sorbettarci i loro “espulsi” ?
    E fino a quando , e perchè ?
    E perchè invece non eliminiamo il dittatoruolo, i signori della guerra e non costringiamo a variare l’assetto sociale ( caste ) ?
    Altrimenti se li tengano.
    Non si può esportare la democrazia ? Tantomeno le persone allora.

    Alla fine , il discorso del lavavetri , dell’ambulante , da lì parte.

    Non è certo la XX° che può o dovrebbe affrontare questi problemi, con tutti i suoi limiti e problemi.

    Però francamente non capisco i lamenti di quelli che fanno del buonismo a tutti i costi senza dare serie soluzioni alternative.
    E nelle condizioni in cui siamo , non è certo la raccolta dei barattoli che risolve il problema.
    Non lo risolve qui come non lo ha risolto a Salvador de Bahia, dove ancora si sconsigliano i turisti ( come in tutto il Brasile ) di girare di notte ed evitare certe zone anche di giorno.
    Come d’altronde a Los Angeles o la citata Scampia a Napoli o lo Zen di Palermo . Ma con altre motivazioni sociali ed economiche.

    Inutile fare appello ogni volta agli italici sentimenti di accoglienza o ricordare che siamo stati anche noi un popolo di emigranti.
    Ha stufato il primo e ne è passato di tempo per il secondo.

    Se questo processo di immigrazione è irreversibile viste le condizioni attuali , cambiamo le condizioni per far mutare il processo.
    E facciamole mutare nei luoghi di origine perchè in una macchina da 5posti , 6 persone o peggio 7 , stanno scomode.

    Piero , essere contrario a questo tipo di attività e chiederne l’eliminazione , non significa essere “cani arrabbiati “.
    Paolo , un minimo in più di comprensione dialettica per chi scrive con idee diverse dalle tue ed un minimo in meno di presunzione non guasterebbe di certo.
    Saluti

  13. Bravo Aragorn. Logico, esaustivo e puntuale. Ha detto cose molto interessanti che mi hanno colpito e a cui non avevo pensato. Sinceri ringraziamenti e complimenti!

    Paolo, è vero che io non mi non appiattisco sulle posizioni impartite dall’alto e ne vado fiero, ma l’azione non mi pare assolutamente demagogica.
    Io ce l’ho sempre avuta a cuore questa battaglia, perchè non mi piace l’ipocrisia di chi da i soldi, senza pensare alle conseguenze del proprio gesto.
    E poi dispiace anche a me per il cingalese che lavora a metà di Corso Francia, è sempre stato gentile, mai pressante o molesto, ma la norma deve occuparsi di una condotta e delle sue conseguenze, non di valutare la personalità del soggetto, perchè questo resta competenza di altri.
    Concordo con lei però se ritiene che certi strumenti siano totalmente privi di efficacia se non supportati da congrui investimenti in risorse umane e se non inseriti in un complesso normativo che preveda prevenzione, conoscenza e reinserimento sociale. L’ordinanza anti-prostituzione ha avuto una forte efficacia inizialmente,
    ma adesso mi pare ci sia una certa recidiva del fenomeno e questo fatto dobbiamo avere l’onestà intellettuale, questa volta si, di ammetterlo.
    Ciò non toglie che l’ordinanza è corretta, ma se poi chi deve vigilare non lo fa, allora ci dobbiamo porre la domanda “perchè non lo fa?”
    Mi sembra che si stia sviluppando una cultura dell’accettazione dell’infrazione e dell’illecito, per dare spazio ad una cultura della prevenzione forzosa o forzata e questo, se si è lungimiranti, non è un buon segno, ma una rassegnazione.
    La rotatoria francese serve per impedire alla gente di arrivare troppo veloce all’incrocio. I marciapiedi larghi ma bassi nell’incrocio, tipo zona Mazzini, servono per impedire alle auto la sosta di intralcio, ma lasciando agli autobus la possibilità di curvare senza problemi. Le trasformazioni di strade in sensi unici, come a Via S.Godenzo, hanno lo scopo di impedire la doppia fila selvaggia, rendendola sostanzialmente più ordinata.
    Sono idee abbastanza intelligenti, lo ammetto, ma allora il controllo è divenuto proprio una cosa inutile?

    G.Mori
    Consigliere XX Municipio (PDL)

  14. sig. aragorn, lei forse non ha capito in che paese vive. poi un giorno glielo spiego i dettaglio, intanto le dico solo che il suo paese vanta la creazione e l’esportazione di organizzazioni criminali in tutto il mondo, che attualmente controllano buona parte dell’economia del paese. che il suo paese vanta il record dell’economia illegale tra i paesi sviluppati, e di gran lunga. che in tutta risposta, il suo paese ha eletto un governo che mentre predica contro la piccola ilegalità straniera, fa leggi a favore dei grandi delinquenti nostrani.
    mentre italici imprenditori ammanicati hanno razziato i nostri soldi e cercano di fregarci in ogni modo, lei parla di lavavetri e di dittatoruoli, mentre ai nostri figli che vogliono vivere onestamente (spero anche il suo, se ce l’ha) gli hanno rubato il futuro.
    non so che dirle. cominciamo dai cingalesi e dei giocolieri se la fa felice.

    com’è buffo pensare che il datore di lavoro del sig. mori con le prostitute ha tutt’altra posizione. le direttive dall’alto possono cambiare, quindi non mi slancerei troppo..

  15. Aragorn, continua pure a pubblicare le tue riflessioni e a criticare quelle degli altri (come a breve farò io con le tue), un blog è fatto anche per questo. Quello che è inaccettabile sono le tue lezioncine morali e comportamentali. Questo no! Proprio tu, peraltro, che scrivi interventi (spesso molto divertenti), ma altrettanto spesso oltre la soglia del cinismo, con grande sprezzo dell’altrui sensibilità e pensiero, utilizzando il menefreghismo il dosi massicce. Per non parlare della presunzione e dell’assolutismo con cui scrivi di cose che non conosci. Cortesemente, rimani sul pezzo e le tue lezioncine, se proprio devi, falle a qualcun’altro.
    Riguardo quello che scrivi in questa discussione, a mio avviso si denota una tua visione molto semplicistica della realtà. E anche un po’ troppo idealizzata. Essere idealista non è certo un peccato, anzi, direi che è triste non averne di ideali! Il punto è che il modello ideale, di società in questo caso, che chiunque possa avere in mente, deve fare solo da sfondo quando si passa al concreto, quando si parla dell’attuazione delle azioni e delle politiche, siano esse sociali o economiche. Nel tuo mondo ideale puoi anche prevedere un’Italia senza immigrati, un mondo senza dittatori o signori della guerra, se ti fa piacere, ma la realtà non è e non potrà essere questa, almeno nel breve periodo. Quindi affermare, come fai tu, “..se ne restassero a casa loro , lavorassero lì e magari combattessero per far diventare il loro paese più civile e democratico..” o anche “..E perchè invece non eliminiamo il dittatoruolo, i signori della guerra e non costringiamo a variare l’assetto sociale ( caste ) ? Altrimenti se li tengano..”, per quanto possa essere una tua speranza, è un modo di ragionare, appunto, semplicistico e poco utile, perché rimuove, sposta, elude il problema invece di affrontarlo per risolverne almeno una parte. Tra l’altro, nella tua analisi geopolitica e macroeconomica dei paesi di provenienza degli immigrati, dimentichi di dire CHI gestisce lo sfruttamento del petrolio e delle altre risorse e CHI mantiene (perché ne ha tutto l’interesse) al potere il dittatore di turno. Normalmente questi “CHI” coincidono e si identificano nelle grandi corporation occidentali, che si spartiscono le risorse con i corrotti governanti locali, riempiti quindi di soldi con cui armano le proprie polizie e servizi, per mantenere il controllo interno. E tu pensi davvero che un qualsiasi Rashid, che scappa da un paesello senza energia e acqua potabile, possa combattere contro questi giganti? Non ti sembra di esagerare? Se queste vicende, ormai largamente conosciute e non più di stretto dominio di esperti analisti, non ti fossero chiare, ti consiglio di leggere “Confessioni di un Sicario dell’Economia” di John Perkins, che non è uno stalinista (stile Gianni “il censore”…), ma uno statunitense che per decenni ha lavorato in quegli ambienti (CIA, diplomazia USA, corporations,…).
    Sulla vicenda delle violenze contro i gay, innanzitutto va detto che la Cons.Laurelli mi sembra sia stata provocatoria nell’unire le due cose (ordinanza lavavetri e questione gay); basta leggere con un po’ di attenzione l’articolo (VCB 20 ott ore 21) che è ben chiaro su questo punto, avendo usato la parola “polemicamente”. Comunque, visto che ne hai parlato e hai scritto “..non vedo perchè debbano esserci delle aggravanti. Uno schiaffo preso da lui vale quanto quello che eventualmente posso prendere io..” per lo stesso principio (a mio avviso molto errato e pericoloso) dovremmo eliminare il reato di pedofilia, perché già esistono quello di molestie sessuali e quello di violenza sessuale che valgono per tutti. Il nostro ordinamento non è come le Tavole di Mosé, calate dall’alto e immutabili. Sono leggi fatte da uomini che vivono e conoscono il loro tempo (o dovrebbero). Solitamente, quindi, la spinta alla elaborazione di una nuova legge proviene dal sorgere o dall’intensificarsi di fenomeni delittuosi . L’obiettivo della nuova norma è anche quello di lanciare un segnale forte di contrasto e opposizione agli stessi fenomeni delittuosi; ed era questo uno dei principali fini della proposta di legge recentemente affossata in Parlamento dalla destra, perché non è teoria, ma è cronaca che le aggressioni verso gli omosessuali si stiano intensificando in modo preoccupante. In conclusione se un gruppo di infami ti massacra di botte per strada senza motivo (non si tratta di schiaffi, Aragorn) è vero che vai in coma tu come ci va il gay. Ma la differenza è che a te è altamente improbabile che capiti (quale sarebbe il motivo?), mentre un gay rischia molto di più semplicemente per il suo “status” di diverso (agli occhi dei balordi). Ed è per questo che l’ordinamento deve (o avrebbe dovuto, vista la bocciatura) alzare l’asticella della tutela verso questi soggetti, oggi più a rischio, e inserire la circostanza aggravante. A dire il vero, mi sarei aspettato che il Cons. Mori, da esperto avvocato, avesse avuto molto da obiettare alle tue affermazioni. Evidentemente gli deve essere sfuggito. Comunque, visto che siamo fuori tema, mi fermo qui.
    Cons. Mori, mi fa piacere vedere che siamo (nuovamente) d’accordo su qualcosa. Nello specifico, lei afferma infatti che, in questo caso come in altri, se uno strumento (normativo sul sociale) non viene accompagnato da investimenti in risorse umane, nonché da politiche e azioni di prevenzione, conoscenza e inclusione, non è efficace. Di fatto è proprio quello che ho detto nei miei precedenti interventi, cioè queste sono le premesse indispensabili per separare il buono dal marcio, per poi trattare il buono in modo diverso dal marcio (inclusione e regolarizzazione da una parte, carcere o espulsione dall’altra, per farla breve). L’ordinanza in oggetto, che lei avrà sicuramente letto, non prevede nulla di tutto ciò, se non la vaghissima indicazione di indirizzare le persone “in evidente stato di bisogno” (rispetto a quali canoni? Il vigile deve decidere così, su due piedi e in pochi minuti? Che senso ha?) presso le strutture di accoglienza del Comune! A fare che? Per quanto tempo? Quanti posti a disposizione ci sono? Quante risorse economiche destina il Comune a ciò? Le prime domande sono senza risposta, l’ultima la conosciamo: le risorse sono zero, visto che non sono state indicate nell’atto amministrativo.
    Consigliere, le pare una cosa seria, le pare che con questa architettura si riuscirà a rendere l’ordinanza efficace? A me sembra di no, quindi tornando al suo pensiero, è un’ordinanza inefficace. E allora perché, se già sappiamo che non servirà a nulla, non dobbiamo considerarla demagogica?
    Gianni, che dire… difficile trovare le parole, ma farò uno sforzo. Lei prima si fa una grassa risata in risposta a un mio intervento serio (che non la riguardava né direttamente né indirettamente). Poi si indigna per una massima in latino, che una buona parte dell’umanità usa da circa due millenni (e che a mio parere è molto meno offensiva della sua sguaiata risata di scherno nel mezzo di un discorso serio). Addirittura, mi dà dell’arrogante e fa una scenata rozza e isterica, appellandosi alla Redazione affinché censuri i miei “…insulti proferiti solo perchè qualcuno non la pensa come lui?…” Gianni… che tristezza! Ma quanti anni ha? Eppoi, quali insulti? La frase in latino, immagino? Bene, e chi è che non la penserebbe come me? Lei, di conseguenza. Beh, forse lei si è scaldato troppo o dorme troppo poco di notte e non ha notato che in tutta questa gazzarra che ha montato, si è dimenticato di scrivere come la pensa su questa ordinanza! La pecetta messa la notte scorsa di condivisione ad Aragorn oltre a non farle molto onore (non riesce a esprimersi in autonomia?), è successiva. Come avrei potuto non essere d’accordo con lei, se si inserisce nelle discussioni solo per offendere, indignarsi e sbraitare e non offre agli altri la possibilità di leggere quel che pensa?

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