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Crollo a Ponte Milvio, Tolli (PD): “Inerzia del Campidoglio crea problemi al territorio”

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“Il Campidoglio non sta facendo nulla e questa inerzia lascia tutti in una situazione di grande disagio”.

E’ quanto dichiara in una nota Marco Tolli, responsabile politiche del territorio del Pd di Roma, a valle della richiesta di un consiglio comunale straordinario dedicato alla vicenda del crollo della palazzina di via della Farnesina 5, consiglio richiesto da tutti gruppi d’opposizione dieci giorni fa ma ancora non calendarizzato.

“Disagio – spiega Tolli – prima di tutto per i proprietari degli immobili che non riescono ad avere interlocutori credibili: su di loro pesa l’ordine di demolizione, tuttavia ancora non autorizzato dalla Procura di Roma. Poi ci sono i vicini che aspettano con ansia di tornare nelle proprie abitazioni e che venga disinnescato il pericolo di crollo. Infine il quartiere, il suo tessuto produttivo e commerciale, messo a dura prova dalla presenza dei transennamenti che impongono pesanti restrizioni alla viabilità. Un vero disastro.”

“Occorre fare presto. Innanzi tutto vanno rettificate le disposizioni dell’ordinanza del Sindaco n. 85/2016 perché prevede azioni che, al momento, non possono essere eseguite dai proprietari. Fondamentale è poi la garanzia di un forte controllo pubblico sull’intervento di demolizione e ricostruzione del fabbricato, attraverso un ruolo primario dell’amministrazione di coordinamento delle attività edilizie e di sostegno ai proprietari sotto il profilo delle procedure, della progettazione, dell’accesso al credito, della individuazione degli alloggi temporanei. Infine occorre prevedere una seria campagna di indagini geognostiche, utile a conoscere le condizioni del sottosuolo.”

“In poche parole – conclude Tolli – il Campidoglio può e deve fare molto di più. Molto bene la richiesta di convocazione del consiglio straordinario, sarà quella la sede nella quale i nostri consiglieri porteranno le  proposte”.

 

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4 COMMENTI

  1. Quando si è all’opposizione, come il PD oggi al Comune di Roma, si dice sempre ” ma la maggioranza poteva e doveva fare di più”. Però ci vuole anche coerenza in ciò che si dice, altrimenti si rischia l’effetto boomerang. Lei infatti segnala che la Giunta capitolina si è caratterizzata per l’inerzia su questa vicenda evidenziando (e stabilendo quasi un nesso logico) che 1) pesa sui proprietari del palazzo pericolante l’ordine di demolizione ( questo lo prevede la legge) 2) i proprietari dei palazzi confinanti non possono ancora rientrare nelle loro abitazioni. Sembrerebbe , dalle sue parole, che questi due oggettivi e reali disagi per i cittadini siano da addebitare all’inerzia della giunta capitolina. Poi però è lei stesso lei stesso a ricordare che la demolizione non è ancora stata autorizzata dalla Procura della Repubblica. A questo punto che c’entra la giunta capitolina? Dovrebbe la Raggi mandare le ruspe e abbattere il palazzo senza il nulla osta della Procura? i residenti dei palazzi confinanti potranno rientrare, presumo, solo dopo la demolizione del palazzo lesionato e ciò al momento non è possibile appunto perché serve il nulla osta della procura. Capisco che Lei deve fare il suo lavoro di opposizione, ma lo si può fare con un minimo di coerenza in ciò che si dice.

  2. Mi può dire tutto, ma non che sono fazioso. Credo di aver dato prova (anche in questo spazio) di autonomia e onestà intellettuale. In ogni caso continuo a ritenere che l’amministrazione debba assumere la responsabilità di coordinare un programma di riqualificazione per la messa in sicurezza dell’area. Le norme lo prevedono ed esistono esempi di demolizione e ricostruzione di fabbricati privati realizzati su iniziativa del comune. Giustiniano Imperatore rappresenta l’esempio più calzante.

    suggerisco la lettura: http://www.urbanistica.comune.roma.it/giustiniano-imperatore.html

    A me pare abbastanza chiaro l’approccio burocratico della giunta. Governare è farsi carico dei problemi, dando prospettive a chi li vive. TQuesto non sta avvenedo e così si rischia che dalla solitudine di chi subisce gli effetti di questa sciagura, si arrivi presto al tutti contro tutti.

    Buone cose

    MT

  3. Gentile Tolli,
    non ho minimamente messo in discussione la sua autonomia e men che meno la sua onestà intellettuale. Se questo traspare dal mio commento me ne scuso. In realtà io mi sono limitato ad evidenziare una certa discrasia o illogicità tra causa ed effetto di quanto da Lei asserito ( se la causa del mancato abbattimento del palazzo e conseguente possibilità di rientrare nelle abitazioni vicine si deve all’assenza di autorizzazione della Procura, l’effetto non può essere addebitare la colpa alla giunta). Il fatto che in un ragionamento vi possa essere una discrasia o illogicità nel nesso causa- effetto, non implica affatto che questo dipenda da faziosità o mancanza di autonomia e onesta intellettuale. Dai suoi interventi, la considero anche intelligente e per questo sono certo che comprenderà la distinzione che ho provato ad esporLe.

  4. Ghino, si figuri, nessun problema. Sono affezionato ai suoi commenti e alle sue domande perchè sempre molto intelligenti. Rispetto al tema proprio pochi minuti fa l’assemblea capitolina ha votato una mozione unitaria che raccoglie i punti che avevo suggerito. Tra questi l’impegno al Sindaco di rivedere l’ordinanza 85. Anche la maggioranza si è resa conto che questa disposizione non può essere rispettata dai proprietari, esponendoli quindi all’inadempienza. Ma al di là di tutto, se la giunta decide di coordinare le attività di demolizione e ricostruzione della palazzina, così come richiesto dal consiglio comunale e dal consiglio municipale, l’ordinanza perde di significato. Ripeto: il Campidoglio deve risolvere i problemi, non crearne altri.

    MT

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