Home PONTE MILVIO Crollo Ponte Milvio, altri 20 giorni di assistenza agli sfollati

Crollo Ponte Milvio, altri 20 giorni di assistenza agli sfollati

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Oggi scadevano i trenta giorni di assistenza del Comune agli sfollati di Ponte Milvio che dal 24 settembre sono ospitati a spese del Campidoglio nel residence Sacconi, in zona Flaminio al di là del Tevere, e all’hotel Colony, al Fleming.

Fino a ieri pomeriggio non sapevano che fine avrebbero fatto, se dovevano o no precipitarsi a cercare ospitalità presso amici o parenti o trovare un alloggio di fortuna da qualche altra parte e questa incertezza era stata oggetto di un comunicato del capogruppo PD in XV Municipio, Daniele Torquati, col quale si sollecitava l’amministrazione capitolina a ufficializzare una proroga dei termini e ad individuare una diversa soluzione per l’accoglienza chiamando in causa direttamente il Dipartimento delle Politiche sociali.

Nella tarda serata di ieri invece una boccata d’ossigeno ha dato loro ancora una manciata di giorni di respiro.

Dal Campidoglio è giunta infatti notizia che l’assistenza è stata prorogata di altri venti giorni anche se pare che gli ospiti del Colony debbano trasferirsi in via della Camilluccia 687 presso l’hotel Villa Maria Regina, comunque ancora abbastanza vicino visto che dista solo due chilometri da Ponte Milvio.

Ora non resta che attendere la demolizione di ciò che resta dell’edificio semi crollato: dopo l’ok dato dalla Procura la scorsa settimana sembra che sia questione di giorni.

Procura che, stando a quanto dichiara al Corriere della Sera il vicepresidente dell’Associazione Territorio Ponte Milvio Farnesina che rappresenta i residenti colpiti dal crollo, “ha rimandato al Comune la responsabilità dell’abbattimento ma nessuno al momento ci ha comunicato cosa intenda fare.”
Alla data infatti, i costi della demolizione, circa 250mila euro, sembrano essere a carico dei soli condomini di via della Farnesina 5, “ma noi speriamo – ha aggiunto il vice presidente – che il Comune si faccia carico di quest’onere e una volta individuati i responsabili potrebbe poi esercitare azione di rivalsa“.

E in tal senso gli esempi non mancano, anche abbastanza recenti. Basta tornare indietro di due anni e poco più, a quando la frana di via Cassia Antica e quella sulla Tangenziale poco prima di Corso Francia misero in ginocchio la mobilità di Roma Nord per quasi sette mesi. Ebbene, pur essendo franati terreni privati  e pur essendo la responsabilità del fatto dei loro proprietari, ad intervenire fu il Comune di Roma tramite la procedura della “esecuzione in danno”, procedura che consente alle amministrazioni pubbliche di sostituirsi ai privati per motivi di urgenza e di pubblicità utilità rivalendosi poi sugli stessi per ottenere il rimborso delle spese sostenute.

Di questo e di altro si parlerà su Rai3. A distanza di trenta giorni esatti dal crollo, la vicenda sarà infatti oggetto su Rai3 di una diretta del TGR Lazio.
Domani, 24 ottobre, alle 7.30 le telecamere di Buongiorno Regione si accenderanno sulle palazzine e sui problemi causati ai condomini e al territorio. Ai microfoni di Francesco Rositano residenti, istituzioni, commercianti e media locali parleranno del crollo, della prossima demolizione, della crisi delle attività economiche e  della viabilità rivoluzionata con pesanti ripercussioni sulla mobilità a Roma Nord.

Nel frattempo, nel pomeriggio di sabato 22, sotto la Torretta Valadier di Ponte Milvio si è svolto un sit-in organizzato da Casapound Italia – Roma nord che ha visto la partecipazione di alcuni residenti e di alcuni negozianti della zona che hanno chiesto risposte ai vertici del XV Municipio e del Campidoglio ricordando loro ciò che “per anni” si sono sentiti dire “dagli alfieri dell’onestà“, e cioè che “i loro stipendi li paghiamo noi e quindi loro sono dipendenti dei cittadini romani, pagati per risolvere i loro problemi, non per abbandonarli in un residence“. (red.)

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2 COMMENTI

  1. Ho idea che l’esecuzione in danno del Comune di Roma non convenga ai proprietari degli immobili.
    Sicuramente non tirerebbero fuori una lira ora ma in seguito potrebbero trovarsi a pagare molt più del dovuto. E con gli interessi.

  2. Questi sfortunati residenti non hanno colpa alcuna del crollo e ora, oltre all’enorme danno economico e morale di aver perso la casa, devono anche sostenere le spese dell’abbattimento. In una società umana e solidale penso che si dovrebbe aiutare chi subisce una simile disgrazia. Una proposta: perché il Comune non tassa tutti noi cittadini romani? Un importo così gravoso per pochi sarebbe una bazzecola spalmata su tanti. Per esempio basterebbe aumentare di pochi centesimi la prossima tassa Ama sui rifiuti, verrebbe fuori un bel gruzzolo da usare in questi casi straordinari di emergenza pubblica. Perché ognuno di questi residenti è uno di noi, della nostra società romana e non possiamo lasciarlo solo. Noi, al loro posto, immagino vorremmo essere aiutati.

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