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Foro Italico, in medio stat virtus

viadelforoitalico240.jpgIl “botta e risposta” tra Marco Perina, esponente di “Cuori Italiani” e autore di una lettera aperta al Presidente del Coni, e Marcel Vulpis, responsabile del Dipartimento Sport di “Scelta Civica” che gli ha replicato, meritava una verifica sul campo. Qual è la reale situazione del Foro Italico? Cosa è cambiato negli ultimi due anni?

Già nel 2012 avevamo descritto in tre articoli le gravi condizioni di abbandono e degrado del complesso; a seguito dell’articolo intitolato SOS, Foro Italico alla deriva lo storico Sandro Bari aveva commentato “….ormai il CONI è padrone o assegnatario del Complesso e tutti i vincoli di carattere paesaggistico, urbanistico e architettonico sono stati violati e superati con la connivenza di chi avrebbe dovuto proteggerli”.

A pochi mesi di distanza gli aveva fatto eco Italia Nostra che in un comunicato denunciava al Ministro dei Beni Culturali Bray come la CONI Servizi spa avesse trasformato ” quel patrimonio pubblico in una serie infinita di atti illegittimi.”

Ancora nel 2013 Vignaclarablog.it, a seguito di un comunicato stampa che annunciava “imponenti opere di risanamento al Foro Italico”, con una puntuale documentazione fotografica aveva accertato come le condizioni del complesso e delle aree limitrofe fossero pessime senza traccia alcuna di quei famosi interventi che avrebbero dovuto restituire il sito alla cittadinanza che a sua volta avrebbe potuto avere la possibilità di un “pieno godimento”.

E oggi qual è la situazione?

Siamo tornati al Foro Italico nel pieno di una kermesse tennistica per gli internazionali BNL e nell’incredibile confusione creata dall’arrivo di migliaia di giovani il tutto ci è sembrato “fermo con le 4 frecce” al 2012.

In realtà più che di un complesso monumentale si dovrebbe parlare di una grande fiera; parte delle strutture in “marmo lunare” sono state coperte da giganteschi pannelli bianchi o colorati con accattivanti scritte e bellissimi prati di un verde smeraldo (lo Young Village) sono stati stesi tra gli edifici.

Il tutto ha un aspetto moderno e accattivante e non ti fa dubitare sulla dichiarazione di Vulpis che afferma che chi guida oggi il CONI in appena 2 anni “è riuscito a modificare tutti gli aspetti, funzionali e non, di questa grande galassia sportiva”.

Nessun dubbio allora che il Foro Italico oggi sia una efficiente macchina sforna eventi ma sugli aspetti “non funzionali” qualche perplessità ci resta; non fosse altro perché abbiamo ritrovato le stesse magagne segnalate 2 anni fa.

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Nascosto dietro questo mondo dinamico e scintillante il vecchio Foro Italico arranca perdendo ogni giorno un nuovo pezzo; sarà pur vero che i “mosaici” non rientrano nell’agenda del Presidente ma sporcizia e degrado sono un realtà.
Statue sporche e annerite, pavimenti lastricati in marmo distrutti, edifici privi di manutenzione, aiuole dimenticate, erbacce e rifiuti; e che dire di quella perdita d’acqua segnalata anni fa che ancora sversa quotidianamente centinaia di ettolitri?

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Per non parlare poi del giaciglio di quel senza tetto che dimora sotto i portici dell’edificio che affaccia sul Foro dei Marmi; sulle panche in marmo annerite dal fuoco sono custoditi da tempo immemorabile tutti i suoi averi.

E che dire poi di quelle migliaia di auto e scooter accatastati in doppia o terza fila sui marciapiedi che circondano il complesso? Colpa, si dirà, di un grande parcheggio sacrificato alla musica anni fa e di un assurdo progetto che avrebbe dovuto incrociare arte, musica e sport….resta però il fatto che in tutto questo non c’è traccia di funzionalità.

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Se poi si ha la voglia di osservare il tutto dal Viale dello Stadio Olimpico allora dietro la facciata di lustrini si potranno osservare le magagne della povera e triste “Casa delle Armi” trasformata in uffici o biglietteria.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. MI pare si possano trarre due spunti:

    Il degrado della zona è evidente, quanto evidente è l’impatto che le strutture necessarie (barriere, tornelli etc.) hanno sull’aspetto “visuale” del godimento dell’area. Ma il degrado, la sporcizia ed un generale senso di “abbandono” sono lo specchio del resto della città. Vuoi per scarsezza di risorse disponibili, vuoi (soprattutto) per miopia ed insipienza – politica e personale – le amministrazioni comunali e municipali degli ultimi anni hanno lasciato la città abbandonata ad un destino che poco lascia sperare.

    Secondo spunto riguarda la tendenza a scansare le responsabilità che sono personali, ma non solo… quando si nomina l’amministratore delegato di una grande banca, non è che da quel momento il bilancio viene azzerato e si ricomincia da capo. Altrettanto Malagò è Presidente del CONI da “appena” 2 anni, ma non è che il CONI fosse abbandonato prima di lui, c’era un altro Presidente e le responsabilità inerenti alla “carica” rimangono intatte, onori ed oneri.

  2. E le discoteche demenziali con fragore tremendo che ci tengono svegli tutte le notti fino alle 4 del mattino ?
    Con “musica” composta solo da imbecillissimi tamburi elettronici, fatti da suoni che entrano nei muri, che anche a finestre chiuse, risuonano lo stesso nelle case ?
    Questi pagano al Coni e al Comune (forse) una concessione che fornisce una autorizzazione totalmente fuori-legge: infatti non sono citate le attrezzature tecniche, non sono fissati i limiti di decibel all’emissione, non ci sono le prove precedenti alle autorizzazioni.
    I vigili dicono che le telfonate sono parecchie ogni notte, ma hanno una pattuglia sola e ovviamente non possono essere tempestivi.
    I soldi che la struttura guadagna rubando le notti ai cittadini dove finiscono ?
    non nel bene pubblico.

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