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Walk Of Fame, lettera aperta a Giovanni Malagò

malago.jpgDa Marco Perina, esponente locale della neo organizzazione politica denominata “Cuori Italiani”, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta a Giovanni Malagò, presidente del Coni, che prende spunto dall’idea della Walk Of Fame al Foro Italico, cento mattonelle con i nomi di cento atleti che hanno fatto grande lo sport italiano, posizionate lungo viale delle Olimpiadi.

“Caro presidente Malagò, l’idea della Walk Of Fame, con le targhe dei cento atleti che hanno reso grande l’Italia, è senz’altro bellissima. Ma nessuno di voi – voi del Coni, del Comune di Roma, voi che governate lo sport e la città – ha provato imbarazzo nell’inaugurare quelle cento lastre di marmo a pochi metri dalla devastazione dei mosaici e delle architetture del più bel complesso sportivo d’Italia?”

“Chi vive in questa parte della città e il Foro Italico lo ha frequentato prima da ragazzo e poi da genitore, come sportivo o come semplice spettatore di eventi, è consapevole del disastro culturale che si è compiuto negli ultimi anni grazie a una totale assenza di cura e manutenzione e alle degradanti pratiche legate alla gestione dello stadio: gli spazi verdi sfasciati dalle auto, l’invadenza della cartellonistica, le transenne metalliche stipate da tutte le parti, i marciapiedi sconnessi e mai riparati, i camion bar più brutti di Roma ammucchiati da tutte le parti, i graffiti.”

“Il Foro Italico non può essere una vetrina quando serve per fare pubblicità o polemica (vedi la Boldrini sull’obelisco da “censurare”) e una discarica tutto il resto dell’anno. Ne avete privatizzato la metà, trasformandolo in circolo per l’elite che può permetterselo, e abbandonato tutto il resto, preferendo investire in monumenti all’inutilità come il Ponte della Musica e in operazioni di immagine come la Walk Of Fame. Ma questo non è serio. Non è degno di persone che amministrano in nome nostro lo spazio pubblico.”

“Vorrei vederla presto, caro presidente del Coni, a un altro tipo di inaugurazione: il restauro di marmi e mosaici e il recupero architettonico e urbanistico dell’intera area. Questo è il vero tributo da rendere allo sport come fattore di coesione comunitaria e sociale, oltre il luccichio delle medaglie dei campioni. Marco Perina”.

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