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La frana di via Cassia Antica approda al TAR

frana-cassia-antica-120.jpgDopo le pasquinate le brutte notizie. Oltre agli operai scendono in campo anche gli avvocati? Cresce la preoccupazione fra i cittadini dopo che s’è sparsa la notizia di un ricorso al Tar. Temono che possa ritardare l’inizio dei lavori, si parla già di calende greche. Come stanno effettivamente le cose? Cerchiamo di spiegarlo qui.

Com’è noto, il costone franato in via Cassia Antica verso le 10.30 dello scorso 31 gennaio dopo sette ore ininterrotte di pioggia, è proprietà privata, spetta dunque ai proprietari intervenire per la messa in sicurezza e la riapertura della strada. Per poter operare più rapidamente sarà il Comune a intervenire con la procedura dell’esecuzione “in danno”: esegue i lavori e si rivale sui privati, questa in sintesi la prassi.

Tipologia dei lavori, il quantum e il quandum erano stati annunciati nella conferenza stampa del 6 marzo dall’assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Paolo Masini. Sinteticamente i lavori prevedono opere di calcestruzzo armato di contenimento al piede della scarpata e opere di rimodellazione del profilo della stessa da eseguirsi in sessanta giorni per un costo di circa 1,3 milioni di euro.

Aperto il cantiere ma non la corsia

Il cantiere è stato aperto l’11 marzo inglobando gli ultimi 50 metri di quella che poteva essere una corsia subito apribile al traffico privato, generando così un forte scontento che si tradotto in azioni alla Pasquino piuttosto che in prese di distanza all’interno della stessa maggioranza del XV Municipio.

Ma di aprire subito una corsia non se ne parla proprio, è tabù, anzi “è impossibile” dichiara in una nota del 12 marzo l’assessore ai lavori pubblici del XV Municipio, Elisa Paris, appellandosi agli esiti dei sondaggi geotecnici e sismici effettuati dai tecnici del Comune e riepilogati in una perizia di di una pagina e mezzo.
Dove leggerla? Semplice, cliccando qui.

Di preventivo in preventivo

Ma torniamo ai lavori che, stando alle ultime notizie, cominceranno entro il mese corrente. Dopo la notifica dell’ordinanza del Sindaco n. 35 del 21 febbraio effettuata dal Comune ai tre proprietari del costone, pare che uno di questi abbia chiesto per suo conto un preventivo e che, aperta la busta, abbia strabuzzato gli occhi.
Per ripristinare la situazione gli venivano chiesti 300mila euro contro un milione e trecentomila del Comune.

Non sappiamo se ciò sia a parità esatta di lavori, certo è che un milione di differenza è veramente tanto.
E’ anche vero che il milione e tre è parente stretto del milione e mezzo che sarà speso per l’intervento sulla frana dell’Olimpica e che quest’ultimo è stato co-progettato dall’ACER, l’Associazione dei costruttori di Roma, persone che ne capiscono.
Insomma, se l’1,5 per l’Olimpica è congruo, lo è anche, bene o male per fare gli stessi lavori, l’1,3 per via Cassia Antica ?

Il ricorso al TAR

Che non sia affatto congruo ne è pienamente convinto quel proprietario che, presa carta e penna, ha dato mandato ai suoi legali di agire contro il Comune e il XV Municipio per chiedere l’annullamento dell’ordinanza sindacale, quella che dispone l’esecuzione “in danno”.

E la strada è quella del ricorso al TAR, dove da qualche giorno è già giacente la richiesta.

Avanti a tutta forza

Neanche partiti, si fermeranno dunque i lavori? Lo abbiamo chiesto all’assessore capitolino ai lavori pubblici Paolo Masini che così ci ha risposto: “Sì, è vero, c’è un ricorso al Tar da parte di uno dei proprietari contro il Comune, il XV Municipio e contro gli altri proprietari che invece stanno collaborando. Ma noi non ci fermiamo. I lavori andranno avanti secondo il calendario prestabilito e annunciato nella conferenza stampa del 6 marzo”.

Dello stesso parere il presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, che a VignaClaraBlog.it dichiara: “c’è la piena disponibilità mia e del Municipio a confrontarci con il proprietario di cui sopra fermo restando che non conosco questo ‘contro-preventivo’. In ogni caso ribadisco però che è priorità assoluta dare il via ai lavori, ripristinare la situazione e riaprire via Cassia Antica la cui chiusura sta creando immensi disagi non solo ai cittadini del XV Municipio ma a tutti gli abitanti di Roma Nord. Sono quindi in totale sintonia – conclude – con il piano di azione dell’assessore Masini, andare avanti a tutta forza”.

Claudio Cafasso
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17 COMMENTI

  1. Ma c’è qualcuno lucido di mente (a parte qualche amministratore e rappresentante di partito…) che pensava che alla fine non sarebbe stato questo l’epilogo?? o forse pensavano che i proprietari sarebbero rimasti immobili e zitti e poi avrebbero pagato tranquillamente il conto esorbitante ??? Se adesso la palla è passata alla magistratura (anche se amministrativa) , la partita durerà tanto… e anche i supplementari… ma i romani l’hanno già persa…

  2. @ Redazione: nella relazione dei tecnici incaricati dal Comune c’è scritto : “…il progetto in via di definizione…” vorrei conoscere la data di tale relazione.
    Se è di un mese fa, potrei accettarla, ma se dovesse essere di 2/3 giorni fa e davvero preoccupante che dopo 3 mesi ancora non ci sia un progetto “definito”
    Ultima domanda: ma se il progetto non è ancora “definito” come hanno fatto a stabilire la cifra – 1.300.000,00 euro – ???

  3. Ma…i proprietari “privati” sono 3, l’ambasciata e altri due..?
    Se uno (e non sappiamo chi dei tre) ha fatto ricorso, questo significa che gli altri due che “collaborano” sono disposti a restituire al Comune 435.000 euro cadauno ??

  4. Scusate: ma se come hanno dichiarato i tecnici del Comune il progetto è ancora in via di definizione, chi ha stabilito di tagliare gli alberi ? (lo stavano facendo ieri mattina)

  5. per quanto a mia conoscenza i lavori effettuati dall’amministrazione ” in danno” a seguito di inottemperanza del privato ad un’ordinanza del sindaco, sono più onerosi rispetto ai lavori eseguiti direttamente dal privato in quanto prevedono voci ulteriori (more etc). Volevo sapere se è fondata questa interpretazione e, nel caso, a quanto ammonta approsimativamente la percentuale di spesa aggiuntiva che il privato deve sostenere a parità di lavori.
    In secondo luogo ritengo sarebbe utile conoscere se e in che misura l’amministrazione riesce a recuperare effettivamente le somme per lavori eseguiti “in danno” a privati. Questo perchè l’addove non venissero introitate dall’amministrazione tali somme, i lavori sarebbero sostenuti dai contribuenti…senza contare il profilo di responsabilità contabile dell’amministrazione stessa per il mancato recupero delle somme dovute dai privati.

  6. @ Ghino: il preventivo dei “privati” e di 300.000 euro, quello del Comune di 1.300.000
    mi sembrano un po care le “..voci ulteriori”…

  7. @Gaia: concordo pienamente. Per questo sarebbe interessante sapere a quanto ammontano gli oneri aggiuntivi che il privato deve sostenere in caso di lavori eseguiti dall’amministrazione. Probabilmente (direi sicuramente)avremmo la conferma che la differenza tra il preventivo dei privati e quello del Comune è comunque eccessiva anche al netto di tali oneri aggiuntivi.

  8. Dato che si sta avvicinando il 31 marzo ,quindi tra una settimana sarà il complimese della frana di via CASSIA, non sarebbe il caso di organizzare una “festa” in loco??? o come va di moda adesso, un bel flash mob ???? penso che sarebbe il caso di fare qualcosa, dato che il tutto sta passando nel dimenticatoio…

  9. Volevo fare con i lettori di VCB una considerazione e provo a farla senza alcuna demagogia o strumentalizzazione politica…così, da cittadino qualsiasi e spero che si risponda nello stesso modo: SE LA FRANA DI VIA CASSIA ANTICA FOSSE SUCCESSA, NON DICO IN GIAPPONE O CALIFORNIA…MA A MERANO (ALTO ADIGE), SINCERAMENTE, PENSATE CHE SAREBBE ANCORA COSI ???

  10. @Renzo Matteis
    Le rispondo serenamente e senza alcuna ironia: la strada sarebbe percorribile interamente da tempo. Conosco molto bene Merano.

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