Home ATTUALITÀ Via della Farnesina – non sboccia l’effetto natura

Via della Farnesina – non sboccia l’effetto natura

a.JPGInaugurata ai primi di Ottobre 2008 e poi rimasta chiusa per mesi. Reinaugurata a Marzo 2009 e poi nuovamente sottoutilizzata. Questa è la percezione che hanno i residenti di via della Farnesina in merito alla casetta di legno nei pressi di Piazza Moizo, di proprietà del Comune di Roma e costata alla comunità oltre 200mila euro.

Il taglio del nastro avvenne ad Ottobre 2008 dopo le innumerevoli polemiche del 2007 fra il XX Municipio ed il Comune di Roma sulla destinazione finale dell’ex bocciofila del Parco Atleti Azzurri d’Italia. Poi quest’ultimo prese la decisione: sarebbe stato un centro per la comunità locale ma al servizio di tutta la collettività romana. Con l’obiettivo ambizioso di perseguire l’integrazione sociale e culturale dei disabili con i normodotati attraverso attività legate alla tutela dell’ambiente.

 E così venne assegnata alla Cooperativa Effetto Natura che, come ricordato, inaugurò il manufatto ai primi di Ottobre 2008. Poi il silenzio. Per mesi i residenti, affacciandosi, hanno visto la casa chiusa e non vissuta. Arriviamo al 21 Marzo 2009 quando nella casetta di legno si tiene la festa della primavera. Ben organizzata e ben riuscita, nonostante una manifestazione di dimostranti ne abbia turbato il clima. Ma dal 22 Marzo finestre sbarrate, cancello serrato e giardino incolto sono nuovamente segnali visibili, dalle finestre dei palazzi di fronte, di un sottoutilizzo del manufatto. Ancora lo scorso venerdì 10 luglio l’erba alta del giardino denunciava la mancata frequentazione della sede.

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Abbiamo contattato i responsabili della Cooperativa. Il Presidente ci ha quindi informati che “la sede è stata utilizzata con programmi speciali sulla natura e l’ambiente dedicati all’integrazione dei disabili,inoltre i disabili stessi della cooperativa hanno svolto attività integrata con i soci abili per l’educazione e formazione ambientale. In particolare hanno partecipato ai programmi anche l’Istituto Leonarda Vaccari di Roma, l’Associazione Italiana Persone Down sezione di Roma Onlus, l’AGESCI Roma 24 e AGESCI Roma 26, L’Ente Regionale RomaNatura, La Scuola Media Statale G. Petrassi (ex Maratona) e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio del MIUR. Per l’anno scolastico 2009/2010 la cooperativa ha già siglato accordi con le suindicate organizzazioni per la continuità pedagogica e dedicherà alcuni pomeriggi a settimana alle attività con giovani disabili del quartiere.”

Una successiva mail, in risposta ad una nostra richiesta di chiarimenti sui tempi di utilizzo, ci ha spiegato che “la sede è stata aperta numerosissime volte per svolgere i programmi con le organizzazioni indicate, alcuni giorni fissi martedì,mercoledì, giovedì, sabato e domenica, altri a giorni alterni. Chiaramente, avendo tra i partecipanti giovani e giovanissimi anche con disabilità cognitiva, il cancello rimane chiuso durante le attività per regolamento e in base alla normativa vigente in materia. Comunque la cooperativa continua con la sua opera di volontariato e felice del successo riscontrato tra i partecipanti ai programmi autunno 2008 / estate 2009. In questo periodo siamo impegnati anche con attività fuori Roma, tuttavia i soci della cooperativa svolgono attività all’interno”.

Non abbiamo motivo di dubitare che “la sede è stata aperta numerosissime volte” e che “i soci vi svolgono attività all’interno” . Ci permettiamo solo solo di far notare che tali affermazioni mal si coniugano col fatto che le finestre siano sbarrate ed portoncino chiuso da mesi.  Ci permettiamo altresì di far notare che  svolgere “programmi speciali sulla natura e l’ambiente” in un giardino non curato, con l’erba alta, il terreno arido ed incolto e le piante secche nei vasi sembra un po’ contraddittorio.

Con ciò non vogliamo gettare ombra alcuna  sulla buona fede e sull’operato della cooperativa. Registriamo solo quel che appare un evidente sottoutilizzo di un manufatto costato ai contribuenti oltre 200mila euro ed il desiderio degli stessi di vedere ben spesi i loro denari. Un suo utilizzo a pieno regime giustificherebbe  dunque la spesa effettuata e se una sola cooperativa non è sufficiente in tal senso, non vi sarebbe nulla di scandaloso se più soggetti condividessero  la gestione di questo grazioso chalet.  Oppure, in alternativa, sia il XX Municipio a decidere a chi e per quali finalità  – più utili ai quartieri di Ponte Milvio,Farnesina e Vigna Clara – assegnare in concessione la costruzione. In queste zone di pubblici servizi c’è tanto bisogno, da un nuovo asilo nido a, per esempio, quell’ufficio anagrafico decentrato tanto atteso dalla comunità locale. (red.)

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14 COMMENTI

  1. Se è stao il Comune nel 2007 a insistere, decidere e realizzare nell’ex bocciofila il centro per disabili. Tanto che poi a ottobre scroso all’inaugurazione era presente proprio la delegata dell’ex-sindaco Veltroni per l’handicap Ileana Argentini. Può oggi il XX Muncipio decidere di revocare la concessione e stabilire a chi per quali finalità assegnare nuovamente l’area?Certo, all’epoca m ismebra che il municpio preferisse qui relizzare un asilo nido e spostare la casa dei disabili nel PrcoVolpi vicino al centro don Gnocchi. Ma,appunto, intervenne il Dipartimento dle Campidoglio.

    Angela

  2. Angela, come al solito lei deve indicare a chi vanno le responsabilità della scelta e questo avviene sempre quando queste vanno alla passata gestione del Comune, a quella presente e passata di Regione e Provincia. Mi sembra quindi chiaro come la vede. Ma il fatto che sia stata Ileana Argentin ad insistere per la realizzazione del centro disabili e che poi invece la costruzione in questione giaccia inutilizzata è un altro fatto. Lodevole l’iniziativa, ma perchè “Effetto Natura” ha lasciato perdere, questo ritengo sia più riprovevole. Che siano stati spesi dei soldi che potrebbero essere sfruttati in modo più proficuo anche da altre associazioni , perchè purtroppo i disabili sono tanti e gli spazi a loro disposizione sono invece pochi.

  3. Passo molte volte li’ davanti.
    E sono contento che (non so chi) abbaino lavorato per creare dalle erbacce qualcosa di pulito .
    E spero per loro che riescano a realizzare i progetti. I disabili sono tanti e non si vedono. Spero di vederli li’ e che diventi un posto piacevole per loro.

    l’obiezioen dell’asilo nido è giusta. ma è assurdo togliere a qualcuno per dare ad altri.

    Recuperiamo quello che c’e da recuperare nel quartiere

    Aldo

  4. mi fa piacere che – una volta tanto – sia l’attentissima VignaClaraBlog a seguire una vicenda da noi sollevata con quella manifestazione compiuta con lo scopo preciso di “creare un caso”.
    Spero che mentre a livello istituzionale il Municipio si muove per riacquisire il possesso di un bene che non è stato utilizzato a dovere, si continui a seguire una vicenda che, forse più di altre – se non altro per il fatto di vedere coinvolte fasce deboli del municipio – grida ogni giorno di più allo scandalo.

    Andrea Antonini

  5. NdR: Riceviamo da Maria Antonietta Grosso, capogruppo PdCI alla Regione Lazio, il seguente comunicato.

    “Leggo sul blog di Vigna Clara sollevare critiche alla cooperativa Effetto Natura – dichiara Maria Antonietta Grosso capogruppo del PdCI alla regione Lazio e da sempre impegnata in prima fila, nella vita di tutti i giorni e da consigliere comunale prima e regionale poi – ovvero una realtà che opera per i disabili in maniera paziente, costante, con spirito di sacrificio e disinteressatamente.

    Motivo della critica sembra essere la manutenzione della casetta di legno, data in utilizzo alla cooperativa per il suo impegno a favore dei disabili, e il praticello circostante dove alberga erba alta e qualche sterpo.

    Mi chiedo se non sarebbe più opportuno, ed onestà morale e politica lo richiederebbero, responsabilizzare il Municipio e la stessa amministrazione comunale per fare in modo che si creino per la cooperativa ed i cittadini da essa sostenuti condizioni di agibilità umana ed igienicamente protetta e, invece, sembra che si chieda a quest’ultimi anche di sostituirsi a giardinieri, spazzini e via elencando.

    Infine, dopo tanti complimenti fatti ad Effetto Natura ed al suo lavoro, e non potrebbe essere diversamente, si arriva alla tanto agognata idea di mandare via la cooperativa ed i disabili e affidare (a chi e per cosa?) il meraviglioso chalet per un asilo nido o altri servizi “di cui c’è tanto bisogno”.
    Un asilo nido, e dio sa quanto necessitano soprattutto alle donne, – prosegue Maria Antonietta Grosso – richiede strutture adeguate e meno che mai va utilizzata strumentalmente una proposta sensata e che riguarda i nostri bambini e le nostre bambine con il semplice scopo di voler mettere vedere falliti altri progetti ugualmente degni di impegno e strutture appunto.

    Possibile che viviamo un tempo in cui ci sono ancora persone che pensano ed affermano che la disabilità non è un problema di tutta la collettività quanto il sostenere quelle persone semplici che dedicano gran parte della loro vita perché altre vite abbiano dignità e rispetto? Mi auguro – conclude il consigliere regionale – che non sia così e che, al contrario, tutti e tutte facciano la loro parte per un problema che riguarda il nostro stesso grado di civiltà e di decenza o davvero a ciò si preferisce, come afferma chi ha scritto l’articolo o la lettera, un magnifico ufficio decentrato dell’anagrafe a delle meravigliose ed importanti vite umane che sono la nostra stessa comunità: i disabili e chi dedica loro tutta una vita”

  6. NdR: riceviamo da Andrea Antonini, capogruppo de La Destra al XX Municipio, il seguente comunicato:

    “Quasi mi vergogno di usare certi termine alle soglie del terzo millennio, ma la tattica mistificatoria rimane la stessa di sempre. Vigna Clara Blog, serissimo sito di informazione locale, non ha fatto altro che rimarcare quanto da noi denunciato in occasione dell’ennesima inaugurazione farsa di una struttura pubblica affidata, non si capisce ancora con quale atto, dalla giunta capitolina di targa veltroniana alla cooperativa Effetto Natura”.

    Continua Antonini “Quel centro è uno sfregio a tutti coloro che, quotidianamente e gratuitamente, si sacrificano per fornire quel supporto ai disabili che le istituzioni non riescono spesso a garantire. Ecco perchè appare inaccettabile che una delle poche aree pubbliche – ristrutturata con la modica spesa di 160.000 euro – destinate a tale scopo, sia di fatto inattiva dal giorno della consegna del manufatto”.

    Conclude la nota “Quale membro delle istituzioni, eviti la Grosso i suoi panegirici sul mondo della disabilità, le sue difese di ufficio delle malefatte della signora Argentin e spieghi a tutto il quartiere quali sono le attività praticate dalla cooperativa Effetto Natura”.

  7. Gentile Direttore
    La ringrazio dell’attenzione e dello spazio dato alla cooperativa “effetto natura” . Tale attenzione non potrà far altro che promuovere le attività della cooperativa in atto nell’anno in corso come il vostro blog ha riportato.
    Infatti, dopo la pausa estiva, le attività riprenderanno forti di riconferme e nuovi accordi con alcune organizzazioni territoriali.
    Il riferimento al terreno incolto mi da l’occasione di spiegare che il giardino è stato realizzato per le farfalle :le ortiche e altre erbe spontanee sono necessarie alla riproduzione delle farfalle e dei coleotteri , i rami secchi servono per la vita delle crisalidi…)e che il giardino, con tutte le attività connesse, si sta realizzando secondo gli obiettivi sociali ed educativi della cooperativa.
    Ci tengo ad informare che questo giardino è il primo realizzato interamente da ragazzi disabili ed ha già suscitato l’attenzione di alcune riviste a livello internazionale.
    Aspettiamo quindi da settembre la partecipazione di tutti quanti fossero interessati alle nostre attività.
    cordiali saluti
    Il presidente della cooperativa “effetto natura”

  8. Con la presente voglio ringraziare il sito VignaClara Blog per aver permesso a tutti i cittadini (politici inclusi) di esprimersi sulla casetta di legno data in gestione alla Cooperativa Effetto Natura, al fine di integrare al meglio le persone disabili.
    Sono Ileana Argentin, la delegata per l’handicap della ex Giunta Veltroni e desidero esprimere la mia opinione sulla questione sopradetta.
    A parte gli insulti e le calugne nei miei confronti, deboli e non giustificate, trovo che il sig. Antonini, come politico, ma soprattutto come cittadino, debba rivolgersi agli organi legislativi competenti. Questo può farlo tranquillamente, fornendo copie documentate di quanto asserisce sulla mia persona, visto che è giusto e corretto da parte mia pagare qualora “come dice lui” strumentalmente avessi sbagliato. Ma al di là del “piccolo uomo” di cui non ho interesse a parlare, desidero spiegare agli uomini e le donne del XX Municipio come è nato il progetto per l’inserimento dei disabili.
    Circa 5 anni fa, ho conosciuto un gruppo di famiglie del territorio e da loro ho saputo delle gravi carenze che la vecchia giunta del Municipio rivolgeva all’handicap. Nessuno si occupava delle centinaia di persone svantaggiate che erano in lista d’attesa per l’assistenza, così al fine di adempiere al mio dovere istituzionale, ho fatto nei modi e nelle forme previste dalla legge, un emendamento sul Bilancio che permettesse di ristrutturare la fatiscente area, dove giacevano da anni materiali tossici e pericolosi. Ci tengo a precisare che quei soldi non sono andati in tasca a nessuno di mia conoscenza e tanto meno sono serviti per avere consenso, visto che quando si è votato nelle ultime amministartive io correvo per la Camera dei deputati, dove oggi sono eletta. Conseguenzialmente non avevo bisogno di niente e nessuno se non della candidatura da parte del mio partito, come prevede l’attuale sistema elettorale.
    Mi dispiacerebbe se la struttura fosse sottoutilizzata e sono d’accordo sul fatto che deve essere sfruttata al meglio, ma da qui a dire che i ragazzi disabili e normodotati non la frequentano, arriviamo alla menzogna, ed è ancora più assurdo che se così fosse i signori che perdono tempo a calugnarmi non prendano le necessarie precauzioni rivolgendosi all’attuale Sindaco o al suo delegato per l’handicap, Antonio Guidi.

    on. Ileana Argentin

  9. Sorvolando sulle polemiche che dal Muncipio sono arivate fino alla Regione in Parlamento, chiedo:
    il presidente di Effetto natura ce l’ha un nome o è l’uomo/la donna del mistero…verrebbe da dire come gli orari e le specifiche attività della casetta?

    C’è chi si firma senza nome e chi accanto al nome aggiunge anche il titolo di onorevole.

    Evito, per ora, di commentare agli interventi delle special gest di sopra. Forse è meglio…

    Angela

  10. Queste di Ileana Argentin e della presidente della cooperativa (concordo, poteva pure firmarsi!) sono parole pacate che restituiscono serenità alla discussione sul parziale utilizzo della casetta che, lo dice pure Argentin, dovrebbe essere sfruttata meglio mente spesso è chiusa e vuota (come ieri e come oggi). Diverso il tono aggressivo e retorico della signora Grosso che probabilmente poco ha capito cosa chiedono i residenti: che i soldi spesi non risultino buttati, tutto qui. E non posso che sorridere quando la signora Grosso invoca l’intervento del Municipio per pulire e rasare il giardino mentre la presidente della cooperativa ci ha spiegato che è giusto che sia così, apparentemente incolto. Signora Grosso, mentre scriveva a cosa pensava? C’è da credere che non sia proprio molto al corrente dell’argomento ma questo non le ha impedito di levare accuse contro tutto e contro tutti. Ma ci dica la verità: quante volte è venuta qui in via della Farnesina ?

  11. In effetti ho un nome e anche un cognome
    AnnaMaria Molteni, 62 anni, sposata, 4 figli, pedagogista clinico.
    Non ho ritenuto necessario firmare perché un’associazione è innanzitutto formata dai soci che stanno svolgendo un ottimo lavoro con i ragazzi disabili, come si evince dalla mia risposta, certo anonima ma, così mi sembrava, chiara sui contenuti e negli intenti della cooperativa.
    Affermo ciò con cognizione di causa perché da più di 30 anni mi occupo di disabilità e sono responsabile di un’ausilioteca.
    Mi sembrava che il lavoro svolto costantemente e con grande competenza dagli operatori fosse più importante del mio nome. Se così non fosse, non vedo di che cosa si stia parlando.

  12. in effetti dalla sua risposta si evince.
    I cittadini del XX vorebbero magari che si evincese anche dalle attività svolte nel centro……

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