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Via delle Farnesina – Festa con protesta

Festa per l’arrivo della PrimaveraSi è tenuta questa mattina presso la base operativa della Cooperativa Effetto Natura in Via della Farnesina la festa della Primavera durante la quale è stato presentato il “Sentiero delle Stelle”, un percorso sensoriale per scoprire, incuriosirsi, e amare la natura di casa nostra.

Il Sentiero delle Stelle è parte del progetto integrato “Oasi Effetto Natura” con la volontà di unire la tutela ambientale e l’integrazione sociale, e di mettere a disposizione le professionalità della cooperativa alla collettività, alle associazioni culturali e sociali, alle persone disabili, alle scuole, agli istituti.

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Alla presentazione sono intervenuti oltre a rappresentanti del XX Municipio numerose persone che hanno contribuito a creare questo progetto tra cui la Scuola Media Maratona, l’Istituto Leonarda Vaccari, il Clan Gruppo AGESCI Rm 24, l’Associazione Sweet Melody

VignaClaraBlog aveva già parlato di questo centro in un precedente articolo in occasione della sua inaugurazione avvenuta il 14 Ottobre 2008. Leggi l’articolo.

Durante la presentazione rappresentanti di Casa Pound hanno inscenato una manifestazione pacifica mostrando uno striscione. Vedi foto.

Dimostrazione di Casa Pound a Via della Farnesina

L’origine della protesta è spiegato nel comunicato di Andrea Antonini consigliere della Destra del XX Municipio che vi riportiamo qui sotto.

Dichiarazione di Andrea Antonini

ANTONINI (LA DESTRA): CASA POUND CONTRO CHI SFRUTTA LA DISABILITA’

“Siamo al fianco di tutte le associazioni che combattono quotidianamente contro le mille difficoltà in cui si imbattono le famiglie con disabili a carico”. “Siamo a fianco dell’associazione Genitori ex-Anni Verdi che in tema di disabilità ha apportato un contributo decisivo in termini di proposta politica e legalità”. Così in una nota Andrea Antonini, capogruppo de La Destra in XX Municipio e coordinatore regionale di Casa Pound Italia, sulla protesta di questa mattina, contro l’ennesima finta inaugurazione di un centro disabili sito in via della Farnesina ed assegnato, circa due anni fa, alla cooperativa “Effetto Natura”. “Dopo che la Giunta Veltroni, per il tramite della sua delegata alla disabilità – Argentin – ha assegnato, non si sa bene su quali basi, uno dei pochi spazi pubblici del XX Municipio, dopo aver ristrutturato l’ex bocciofila che su quel terreno insisteva al costo di 183.000 euro, dopo aver consegnato il manufatto ad ottobre dello scorso anno, non abbiamo ancora avuto il piacere di registrare un solo giorno di attività finalizzata all’accoglienza dei disabili, destinazione ultima della struttura”.

Continua la nota “Abbiamo manifestato contro una inaugurazione truffa, abbiamo protestato contro il mancato coinvolgimento di qualunque associazione insistente sul territorio del XX Municipio, abbiamo testimoniato la nostra rabbia per la dimostrata incapacità di gestire uno spazio pubblico del genere. Nessun invito alla consulta municipale dell’handicap, nessun invito all’assessore capitolino alle politiche sociali”. Conclude la nota “di concerto con le istituzioni presenti questa mattina alla inaugurazione farsa, verificheremo se la coop. Effetto Natura abbia titolo per occupare quella struttura, consci che, in caso affermativo, si debba dar vita ad un percorso di partecipazione di tutte le realtà locali alla gestione della struttura; se ai monopolitisti dell’handicap  dovesse mancare tale volontà, sarà loro dovere giustificare l’assoluta mancanza di preparazione e di storia della onlus che oggi si vede assegnato uno spazio importante del Municipio”.

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3 COMMENTI

  1. L’attività viene svolta regolarmente anche con il supporto di altre associazioni presenti sul territorio. In ogni caso le modalità della protesta inscenata sabato, i toni usati e le scritte vergognose, sono da condannare. Punto e basta.

  2. Smaltita la rabbia per l’articolo di Repubblica – che comunque abbiamo provveduto a querelare – sveliamo alcuni retroscena “poco conosciuti” della vicende che ha visto gli orridi esponenti di Casa Pound attaccare indifesi ragazzi down.

    Quello che la signora Caruso ed i giornalisti che si sono occupati della vicenda hanno giustamente definito un capannone di amianto all’interno di una vera e propria discarica a cielo aperto è stato notato, 2 anni or sono, da un signore che di disabilità si occupa da sempre – come spesso avviene in questi casi, spinto inizialmente da motivi familiari: il suo nome è Vittorio Casasanta e ricopre attualmente la carica di vice-presidente della consulta cittadina dell’handicap.

    Ciò che gli articoli non hanno raccontato è che fuori dal quel centro, a protestare, c’era proprio lui, Casasanta, in qualità di presidente di almeno due associazioni di genitori di disabili. Il motivo della protesta? Lui vive in quel quadrante del XX Municipio, è vicepresidente della consulta cittadina dell’handicap, rappresenta una associazione con centinaia di iscritti, ma, soprattutto, è colui che, per primo, presentò ad Ileana Argentin – all’epoca delegata alle politiche sociali della giunta Veltroni – un progetto di riqualificazione dell’ex bocciofila in abbandono.
    Quel progetto prevedeva la riqualificazione del sito, e la sua destinazione ad attività che avvicinassero i disabili alla natura e che, comunque, permettessero loro di lavorare fianco a fianco dei volontari.
    Ebbene è proprio sulla base di quel progetto, al quale è stato debitamente cambiata intestazione e firma del presentante, che la signora Caruso ha ottenuto l’assegnazione – sia il Comune che il Municipio stanno tutt’ora verificando se esiste un titolo di assegnazione – della struttura, forse in virtù della sua maggior “affinità” con la Argentin, non certo – i fatti lo dicono chiaramente – in virtù della sua comprovata capacità in campo di handicap.

    Sin qui poco male: i più saggi si diranno che la cosa importante è che il centro funzioni per il maggio numero di ore al giorno possibile, così da riuscire a coinvolgere tutte le realtà territoriali, i disabili del quartiere ed, in sub ordine, anche quelli di altri municipi.
    Ed è proprio qui che comincia la fase più conosciuta della vicenda: il centro viene inaugurato per la prima volta ad ottobre dello scorso anno – quando il Comune consegna i lavori costati più di 180.000 euro alle esauste casse comunali – e da quel giorno le attività sono pressoché inesistenti. Stia attento chiunque voglia affermare il contrario perché esiste più di un genitore di disabile abitante nella zona che possa testimoniare di essersi recato, magari in uno dei lunghi pomeriggi piovosi di questo infinito inverno, presso quel centro e di aver avuto, in risposta al diniego di accesso, il fatto che i lavori non erano ancora terminati. Alcuni di quegli stessi genitori erano fuori dal centro a protestare durante la seconda falsa inaugurazione.

    Perché continuo ad insistere sulla falsità di quella festa? Per 2 motivi fondamentali: il primo è che i lavori svolti all’interno con l’aiuto degli scout avranno assorbito complessivamente 20 ore degli oltre 5 mesi trascorsi dal termine dei lavori. La seconda è che non un solo disabile del municipio ha potuto partecipare alla festa. I pochi disabili presenti sono arrivati tutti – io ero lì da molto presto – trasportati con due pulmini dell’Istituto Vaccari – XVII Municipio – ed arrivavano lì appositamente per “fare da cornice”.
    La stessa signora Caruso, alle autorità intervenute su mia esplicita richiesta – Presidente del Municipio ed Assessore alla Scuola – confessava che, in mancanza di fondi, era estremamente difficile operare. E questo è uno dei punti centrali della vicenda: la cooperativa Effetto Natura, non può contare sul volontariato di operatori qualificati, non ha contatti territoriali con altre associazioni operanti nel settore e non possiede mezzi e conoscenze tali da poter garantire la più continua ed efficace gestione di un luogo che è e resta pubblico, è stato ristrutturato con soldi dei contribuenti e rappresenta una delle poche speranze per tutti i disabili del Municipio.
    Perché un posto così deve restare chiuso perché chi lo gestisce non ha la correttezza per allargare il livello di partecipazione, l’onestà per ammettere che, in mancanza di stanziamenti pubblici, l’attività diviene ancora più complessa.
    Spero non si tratti di una forma di ricatto della serie: se non mi date i soldi per gestirlo, io lo tengo chiuso, perché ci sarebbero decine di associazioni pronte a subentrare per farlo funzionare, anche in assenza di finanziamenti, per 20 ore al giorno.
    Chiudo qui perché so di essermi dilungato a dismisura: solo una battuta conclusiva mi si permetta. Lo striscione è stato un atto di denuncia forte, chiaro e sonoro come uno schiaffo, ma il comportamento di tutti coloro che hanno \pensato di utilizzare ragazzi disabili come fonte di ricatto verso l’amministrazione capitolina, deve pagare la propria prepotenza, la propria arroganza, la propria indifferenza nei confronti di chi soffre, perché un disabile non amico della Argentin o della signora Caruso non è un disabile di serie B.

    Andrea Antonini

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