
Arriva veloce la risposta del presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, alla “lettera al direttore” inviata questa mattina alla nostra testata da parte di un imprenditore locale di Saxa Rubra la cui azienda è in grave crisi a seguito del blocco stradale che l’ha tagliata fuori, assieme ad altre due ditte, dal circuito commerciale.
Blocco stradale, ricordiamo, imposto dai Vigili del Fuoco subito dopo il sopralluogo effettuato il 18 giugno quando nella notte precedente un violento temporale si abbatté sulla zona e un fulmine colpì la famosa ciminiera Mariani – ormai reperto di archeologia industriale a ricordo delle fornaci che fecero importante l’area di Saxa Rubra – rendendola pericolante e rendendo a rischio la zona circostante.
I Vigili del Fuoco imposero alla Rai – proprietaria dell’area – di prendere immediati provvedimenti per la messa in sicurezza della “zona rossa” oltre a realizzare un dispositivo di protezione per evitare la caduta di detriti all’interno delle attività commerciali presenti nella stessa. Cosa subito fatta dalla Rai con una barriera in new jersey e pannelli metallici per un’altezza di circa 3.5 metri.
Infine, a fine giugno, la Rai annuncia l’avvio delle ispezioni propedeutiche alla messa in sicurezza della ciminiera ma a tutt’oggi, a detta dell’imprenditore, nulla è stato fatto mentre la sua azienda ha visto crollare il fatturato: a luglio 2024 è stato di 256mila euro, a luglio 2025 sarà appena di 50mila. Azienda a rischio chiusura, posti di lavoro in fumo.
La Rai: “necessario abbatterne la metà”
A quanto ci ha riferito Daniele Torquati subito dopo la pubblicazione della lettera del nostro lettore, la situazione è purtroppo in stallo. Questa l’evoluzione, o involuzione, della vicenda.
Il 4 luglio la Rai comunica che i risultati delle ispezioni, contenute in una relazione tecnica asseverata firmata da un ingegnere, impongono una drastica soluzione: “per poter ripristinare le condizioni minime di sicurezza della ciminiera, l’unica soluzione possibile consiste nella sua demolizione parziale fino a portarla a un’altezza finale di circa 25 metri dal piano di campagna”. Il che significa abbatterne circa 30 metri.
Drastica anche la conclusione della nota: “in considerazione della estrema pericolosità della situazione in essere e trattandosi di struttura vincolata, comunichiamo che la Rai procederà in urgenza a mettere in sicurezza la ciminiera mediante la sua demolizione parziale… salvo vostro diverso avviso da comunicare entro il 14 luglio p.v., tenendo conto che l’intervento … è pianificato nel corso della terza settimana di luglio”.
Fermi tutti, dice il XV
Fermi tutti, dice il XV nella risposta di pochi giorni dopo. È urgente ripristinare la viabilità garantendo sicurezza ai residenti e alle imprese locali ma è anche vero – scrive Torquati nella sua risposta alla Rai – che “ogni tipo di intervento sul sito dovrà essere effettuato previa la presentazione di un idoneo titolo edilizio e di tutte le preventive autorizzazioni e/o pareri”.
Considerata quindi la complessità dell’intervento, che coinvolge un bene di valore storico-architettonico come la Fornace e la ciminiera Mariani, il Municipio XV chiede “alla Sovrintendenza Capitolina e alla Soprintendenza Speciale Archeologica di Stato di esprimersi ufficialmente in merito agli interventi da eseguire sul bene, alla luce di quanto riportato nella relazione tecnica” prodotta dalla Rai.
Abbatterla? No, va consolidata e restaurata
Perentoria la risposta della Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma che fa capo al Ministero della Cultura.
“La Fornace Mariani è sottoposta a provvedimento di tutela essendo una costruzione tipica…costituisce sicuramente un tipico esempio di architettura industriale caratteristica dei primi decenni del Novecento, di notevole valore storico e ambientale… e rappresenta un segno distintivo per il territorio…” Inoltre, essa ricade “in area soggetta a vincolo paesaggistico…”.
Detto ciò, lo stop alla demolizione della ciminiera Mariani è inequivocabile. Come lo è la soluzione indicata.
“Come già efficacemente rappresentato dall’Ufficio Tecnico del Municipio Roma XV … si richiede la realizzazione di una struttura provvisionale per la messa in sicurezza della ciminiera e la contestuale progettazione di un intervento di consolidamento e restauro della stessa.” Ipse dixit.
Ma la Rai insiste per la demolizione
Nel corso di una successiva riunione – così ci riferisce il presidente Torquati – pare che la Rai abbia comunicato che intenda comunque procedere con la demolizione parziale, forte del parere di noto ingegnere stutturalista – facente parte del comitato tecnico dedicato al mantenimento della Torre di Pisa – secondo il quale non ci sarebbe altra soluzione.
Un braccio di ferro che a nostro avviso non sarà breve.
E nel frattempo la strada?
La richiesta inviata ai Vigili del Fuoco da parte del XV di poter ripristinare almeno in parte un minimo di viabilità ha ricevuto un diniego. In assenza di condizioni di sicurezza new jersey e reti alte 3,5 metri devono restare.
Con buona pace di chi lì ci lavora. Forse ancora per poco. (red/gb)
Saxa Rubra, “Forse si spera che la ciminiera crolli da sola?”
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Demolizioni rapide? Rivolgersi all’ambasciata israeliana. Garantito il supporto della presidente
Sempre la scelta più semplice alla faccia di qualsiasi tipologia di rispetto. Tiratela giù tutta così fate prima. Avanti i barbari degli anni 2000. Si dice che il medio evo sia stato uno dei periodi sociostorico più depressi, cosa si dirà di questo?