Home ATTUALITÀ Labaro, l’importanza di una piazza. Scelta di responsabilità pubblica

Labaro, l’importanza di una piazza. Scelta di responsabilità pubblica

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ArsMedica

Riceviamo e pubblichiamo questa“lettera al direttore”a firma Vincenzo Pira sul dibattito in corso a Labaro in materia di urbanistica locale.

Lunedì 25 maggio si è tenuta una animata assemblea pubblica nel quartiere di Labaro.
Il tema riguardava un aggiornamento sul progetto “Città dei 15 minuti” che prevede la costruzione di una piazza giardino tra via Brembio e piazza Arcisate chiudendo un tratto di strada di via dei Monti della Valchetta.

Tale chiusura fin dall’inizio ha creato sconcerto e una opposizione che è stata manifestata anche durante l’assemblea pubblica.

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La scelta dell’amministrazione capitolina, in accordo con il municipio, è stata quella di fare uno studio di impatto della mobilità nel quadrante i cui risultati sono stati che la chiusura di quel tratto non aggrava il problema della mobilità locale.

La realizzazione della piazza poteva essere fatta mantenendo aperto quel tratto di strada?
Le proposte fatte in tal senso sono state scartate e si è approvato un progetto esecutivo che deve ora avere l’ultima approvazione dalla Conferenza dei servizi.

L’importanza della piazza come luogo di incontro, di relazione, di identità collettiva, come luogo che contribuisce a trasformare un territorio in una comunità, favorendo la socialità, la partecipazione e il senso di appartenenza dei cittadini non è stato messo in discussione da nessuno.

È comprensibile che la decisione di chiudere un tratto di strada per realizzare questo progetto abbia suscitato preoccupazioni e opposizioni da parte di molta parte della popolazione.

Ogni trasformazione urbana comporta inevitabilmente vantaggi e criticità che meritano ascolto e confronto. Tuttavia, occorre ribadire che il problema del traffico a Labaro non nasce dalla presenza o dall’assenza di quel tratto stradale e difficilmente potrà essere risolto mantenendolo aperto. Le cause della congestione sono più profonde e richiedono interventi complessivi sulla mobilità, sul trasporto pubblico, sulla viabilità e sulla pianificazione urbana.

Non vi è nessuna analisi seria che tale progetto abbia un impatto negativo per il commercio locale.

La responsabilità della scelta appartiene al Comune di Roma e al Municipio XV, che hanno elaborato, valutato e approvato il progetto.
Si sperimenti per un periodo di tempo la chiusura di quel tratto monitorandone gli effetti e si decida di conseguenza.

In una democrazia rappresentativa gli amministratori eletti hanno il compito non solo di ascoltare i cittadini, ma anche di assumere decisioni che ritengono utili per l’interesse generale, soprattutto quando le opinioni e gli interessi della comunità sono divergenti.

Governare significa anche scegliere, assumendosi l’onere e la responsabilità delle decisioni adottate.

La peggior scelta sarebbe rinviare il tutto senza decidere: non affrontare la responsabilità di scegliere con il probabile rischio di lasciare che il progetto della piazza cada nel dimenticatoio dando, poi, la responsabilità di questo alle divergenze tra la popolazione. Vittoria del partito di Ponzio Pilato (quello che se ne lavava le mani). Per futura memoria…

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3 COMMENTI

  1. Ottima idea quella di sperimentare la chiusura di quel piccolo tratto di strada gia’ da me espressa in assemblea, dove partecipavo, per rassicurare i cittadini che nn vi sara’ nessuna influenza negativa essendo ben altri i problemi alla viabilita’ presenti nel nostro territorio ed in particolare prossiimi venturi con la consegna del Palazzetto dello Sport!

  2. Gentile Pira,
    tutta l’architrave del suo discorso “decisionista” si basa sull’assunto che quasi nulla del progetto della piazza pedonale nel progetto della “città dei 15 minuti” ne osteggia la sua costruzione.

    Il traffico subirà una non significativa variazione tale da non comprometterne in maniera significativa la mobilità in quel quadrante (vero); gli esercenti di via Monti della Valchetta non subiranno alcuna penalizzazione perché il segmento della strada in questione dove si trovano i loro esercizi non subirà nessuna variazione (vero).

    Ma quello che molti residenti di Labaro (la maggioranza?) proprio non riescono a comprendere è dove sia il valore aggiunto che porterà l’utilizzo di 1 milione e 500mila euro per costruire una piazza pedonale che non potrà mai essere l’agognato “…luogo di incontro, di relazione, di identità collettiva, come luogo che contribuisce a trasformare un territorio in una comunità, favorendo la socialità, la partecipazione e il senso di appartenenza dei cittadini non è stato messo in discussione da nessuno”, come lei ha scritto.

    Ora, a parte che non è vero che questo ruolo della piazza da lei auspicato non sia stato contestato nella chiassosa assemblea cittadina di lunedì 26 maggio (proprio per questo è stata così chiassosa), il problema dello scarso appeal del progetto municipale da parte dei cittadini di Labaro è proprio che esso, così come è stato presentato, non rappresenta NULLA di quello da lei auspicato…

    …semplicemente perché il progetto è VUOTO, non ha nessun motivo di attrattiva per i residenti a frequentarlo, semplicemente perché al suo interno si è pensato solo a panchine (dove esse sono già presenti nei giardini antistanti i gonfiabili e a lato della biblioteca), a costruire altri gradoni (dove essi sono già presenti intorno alla fontana), con l’aggiunta di due spazi ristorazione (ridotto poi ad uno solo) che sembra proposto solo per il fortunato che riuscirà poi a gestire tale spazio.

    In ultima analisi un inutile spreco di denaro pubblico, non un investimento, che in queste modalità non potrà mai supplire a dare un impulso alla vita associativa del quartiere, a creare quelle dinamiche che spingerà gli abitanti di Labaro a socializzare nelle sere autunnali ed invernali.

    Le piazze in sé non rappresentano mai tutto questo se nelle piazze non esiste un motivo di attrattiva per frequentarle.

    E’ per questo motivo che noi del Comitato Colli d’Oro abbiamo proposto nell’assemblea la creazione al posto di una casa civica (anch’essa vuota e senza finalità) la costruzione, con una parte di quel milione e mezzo di euro, di una struttura coperta con un centinaio di posti al suo interno per dare una possibilità ai giovani del quartiere di non essere costretti ad andare a Roma per vedere un film, uno spettacolo teatrale, un concerto, una rassegna musicale, una mostra di artisti locali, per dare a loro una prospettiva che non sia quelle di “farsi le canne” nelle sere invernali sui gradoni della nuova piazza pedonale.

    Solo questa potrebbe essere (e per noi lo è) l’utilizzo sano di 1 milione e mezzo di soldi pubblici, il piccolo sacrificio di mobilità che verrebbe ripagato colmando proprio quello che il progetto comunale del Master Plan sulla città dei 15 minuti a pagina 8 analizzava: ”…non ci sono però locali dove per esempio ascoltare musica o vedere una mostra, né un cinema… la grande sala del cinema Harlem, chiuso ormai dagli anni Ottanta, è stata demolita nel 2021…”

    Tra l’altro ci stupisce che questa nostra proposta fatta all’assemblea del 26 maggio, che ha riscosso applausi da parte delle mamme più intelligenti e sensibili ai problemi di povertà di stimoli culturali per i loro figli, non sia stata da lei minimamente citata in questo suo resoconto della serata.

    Mentre non ci stupisce più di tanto che lei si sia arruolato in quei pochi cittadini che pensano che il loro compito SIA SOLTANTO DI VOTARE ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE OGNI 5 ANNI dopodiché possono solo essere soggetto passivo delle decisioni dei rappresentanti eletti perché come lei ha scritto “…governare significa anche scegliere, assumendosi l’onere e la responsabilità delle decisioni adottate”, anche se poco prima aveva scritto “…ogni trasformazione urbana comporta inevitabilmente vantaggi e criticità che meritano ascolto e confronto”.

    Possibile che non abbiate ancora fatto vostro il diritto dei cittadini di proporsi come “Cittadinanza Attiva” che significa il diritto di criticare e proporre altro negli atti e nelle decisioni delle amministrazioni pubbliche?

    https://www.comune.roma.it/web/it/partecipa-albo-cittadinanza-attiva.page

    E cosa debbono dire e fare i cittadini per far accettare nel confronto una loro posizione contraria ai poveri termini in cui è stato presentato il progetto?

    Dare ragione ai “populisti alla matriciana” ed assaltare i forni di manzoniana memoria?

    In questo singolare concetto di democrazia, con questo ipocrita scarto tra teoria e prassi, i cittadini sono derubricati a semplici “uditori” e le assemblee cittadine diventano la solita foglia di fico per far passare sotto le false spoglie della democrazia (e di ciò che ne è rimasto) decisioni già prese.

    Con l’aggiunta della presa dei fondelli della “chiusura temporanea della strada per X mesi…” dopodiché…

    ….dopodiché non sarà mai più ripristinato nulla e le spiegazioni le potete già sentir ronzare nei nostri e vostri orecchi:

    : “…dopo che abbiamo speso x soldi per farlo, ora dobbiamo spendere x soldi per ripristinarlo e quindi avremo speso tutto questi soldi INUTILMENTE PER STARE COME PRIMA?”

    Complimenti a chi ha pensato a questa modalità per aggirare la volontà dei cittadini di Labaro, il loro diritto di esprimersi sull’utilizzo dei loro soldi sul loro territorio.

    Gentile Pira, tra le altre cose che lei ha dimenticato di citare nel suo resoconto dell’assemblea di lunedì 26 maggio, dove tra l’altro mi preme sottolineare erano presenti una 50ina di persone a fronte di una popolazione del quartiere Labaro Prima Porta di circa 26.000 abitanti, c’è quella di non citare la proposta di passare PRIMA della decisione della Conferenza dei Servizi, ad UNA CONSULTAZIONE POPOLARE tra i residenti SOLO dei due quartieri.

    Ma d’altronde lei mi insegna questa non è certo una novità: già nel 2022 il progetto del PNRR per la ri-cementificazione del parco Colli d’Oro fu firmato all’insaputa di tutti nell’aprile del 2022…e solo sei mesi dopo nell’ottobre del 2022 fu presentato nella sede del XV municipio ai cittadini…

    …sempre ovviamente in nome delle “… trasformazioni che meritano ascolto e confronto” coniugate con l’atto del “…governare che significa anche scegliere, assumendosi l’onere e la responsabilità delle decisioni adottate”.

    Se me lo dicevi prima…

    PS
    In nome del suo democraticismo ci chiediamo come mai l’unico gruppo FB che fa sparire come inghiottiti nella sabbie mobili i nostri comunicati ci sia solo quello del Comitato di Quartiere di cui lei ne è un importante aderente?

    IL COMITATO COLLI D’ORO

  3. Gentile Paracini,
    leggo con interesse il suo lungo intervento e apprezzo l’interesse e la partecipazione attiva e l’impegno per combattere l’indifferenza che lei e il Comitato Colli d’oro avete per il quartiere e per chi vi abita.
    Pur non condividendo molto delle sue prese di posizione cerco di capirle e comunque, sempre, rispettarle.
    Concordo nella sua valutazione che è meglio una democrazia partecipativa e una amministrazione condivisa e non una delega in bianco quinquennale per chi eleggiamo nei governi locali.
    Sul progetto in questione ho detto più volte come la penso e anche in queste pagine si possono rileggere i diversi interventi.
    Tanter sono le proposte che negli anni sono state fatte nel senso da lei auspicato: ho citato più volte quanto previsto e non realizzato nel programma di Recupero Urbano di labaro e Prima porta e nel Master Plan recente della città dei 15 minuti.
    Non basta programmare nella carta, occorre trovare risorse e, con gradualità ma in tempi definiti, realizzare.
    Avremo modo e luoghi in cui continuare il confronto.
    La partecipazione attiva dei cittadini e dei comitati devono servire a migliorare le scelte e a trovare mediazioni possibili tra le diverse posizioni.
    Si sperimentino nuove vie per favorire la partecipazione: si attivino modalità di consulta più vaste come il previsto referendum e si facciano più assemblee pubbliche per informare, coinvolgere e responsabilizzare.
    Meglio le polemiche che il silenzio colpevole. Ma se vogliamo raggiungere risultati occorre conoscere a fondo le procedure e le regole che portano a fare scelte nella nostra società.
    Alla fine qualcuno, legittimamente, deve scegliere e assumersene la responsabilità.
    Infine, evito il più possibile di personalizzare il confronto; sono uno dei 22 mila abitanti di Labaro e partecipo alle attività del Comitato di Quartiere contribuendo a fare anche qualche realizzazione e non solo a parlarne.
    Per quanto riguarda la pagina Facebook da lei citata gli amministratori hanno messo delle regole filtro che le ricordo:
    1. Gentilezza e cortesia negli interventi;
    2. Evitare gli attacchi personali e le polemiche offensive
    3. Nessun intervento di promozione personale o di partito
    Cordialmente

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