
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa“lettera al direttore”a firma Vincenzo Pira sul dibattito in corso a Labaro in materia di urbanistica locale.
“Era il 1999, anno di tramonto di un secolo e alba del nuovo secolo in arrivo. A Labaro si organizzano nelle scuole e in diverse sedi pubbliche dei laboratori per disegnare il futuro del quartiere. Cittadini di diverse età rispondono alla domanda posta dagli organizzatori di questi eventi: “Come ti immagini Labaro nel 2030”?
La risposta più ripetuta è stata la seguente: “Un quartiere pulito, con tanti parchi alberati e a misura di bambino. Un luogo dove si possa passeggiare in percorsi sicuri e soprattutto, cosa più importante, con una grande piazza in cui potersi incontrare e riconoscere. La piazza di Labaro come luogo dove si rappresenta la storia, la cultura e l’identità della comunità”.
“La piazza, un luogo, cuore del quartiere, facilmente raggiungibile a piedi. Un centro che unisce le aree ricreative dei parchi e aggiunge valore alla qualità della vita locale. Una fruibilità amplificata, inoltre, da eventi culturali. Concerti, mostre d’arte, mercati o festival possono animare lo spazio e coinvolgere la comunità. Fondamentali le zone di riposo e socialità: panchine, fontane o aree ombreggiate offrono opportunità di riposo e di relazione comunitaria”.
Ricordando anche questo tra le diverse opere proposte nel programma “Città dei 15 minuti” è stata scelto il progetto di costruire la piazza tra via Brembio e piazza Arcisate.
Il progetto di Roma Capitale propone una sequenza di spazi pubblici di nuova realizzazione che si relazionano direttamente con la Fontana monumentale di Labaro rendendola un elemento portante all’interno del nuovo scenario urbano.
Come era previsto nel programma di recupero urbano del 2005 si è riproposto di chiudere il tratto di via Monti della Valchetta, da piazza Arcisate a via Brembio (che resterebbe aperta al traffico) verso le scuole.
Le perplessità manifestate nel quartiere hanno fatto rinviare l’inizio del progetto per verificare l’impatto che potrebbe avere sulla mobilità tale scelta. Lo studio dei flussi, fatto da esperti, ha portato alla conclusione che non comporta nessuna conseguenza negativa.
Ma ciò non ha convinto tutti e la discussione su Facebook è ripresa con toni polemici e recriminazioni ampliate a tutte le carenze esistenti nella città e nel mondo.
Le domande che si pongono sono le seguenti: è possibile fare la piazza lasciando aperta la strada che può essere chiusa, momentaneamente, durante eventi straordinari?
Tale scelta comporta una riprogrammazione difficile che mette a rischio la realizzazione della piazza con rinvii difficili da gestire?
Il problema della mobilità e della sicurezza stradale nel nostro quadrante resta una priorità che va affrontata con analisi serie e soluzioni adeguate; è possibile diffondere i risultati dello studio dei flussi di traffico in via Monti della Valchetta e quali altre misure si prevede adottare per mitigare il problema della non accessibilità?
A che punto è il programma previsto dalla Città Metropolitana di trasformare la linea ferroviaria Flaminio – Montebello in metropolitana F, organizzando parcheggi di scambio sicuri e protetti nei pressi delle attuali stazioni?
Una pubblica assemblea con i cittadini di Labaro con i responsabili comunali e municipali sarebbe possibili per aggiornare le informazioni e sentire i diversi pareri dei cittadini su queste tematiche?
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Quel tratto di Via Monti della Valchetta, venne reso fruibile a tutti gli effetti intorno alla seconda metà degli anni 90, asfaltandola e realizzando i marciapiedi. Sino a quel momento era una strada sterrata praticamente impercorribile. All’epoca tutti ne chiedevano la sistemazione per molti legittimi e sacrosanti motivi pratici legati alla viabilità. Quel breve tratto di strada però, assumeva anche un’altro valore meno pratico ma altrettanto significativo, in quanto rappresentava di fatto il congiungimento tra i due quartieri di Prima Porta e Labaro. In seguito venne anche tagliata la collinetta adiacente per aprire un passaggio che connettesse piazza Arcisate con Via Magnano in Riviera e consentire così lo spostamento del mercato su largo Nimis (sino a quel momento realizzato su piazza Arcisate, con gravi ripercussioni alla viabilità e al passaggio dei BUS Atac) .
Ecco, questo per dire che all’epoca si aprivano le strade per migliorare la viabilità, mentre oggi si pensa di richiuderle ( e in zona il traffico è a dir poco triplicato). Per non dire poi del fatto che se esiste una zona tra Prima Porta e Labaro dove non mancano certo spazi aggregativi come parchi, biblioteche centri anziani etc etc, questa è proprio Colli D’oro/ Galline Bianche.
Una precisazione: il programma di recupero urbano (assorbito dal PRG vigente) proponeva la realizzazione di 3 piazze nel quartiere. Piazza Torfanini, non più attuabile per via di una sentenza del consiglio di stato che ha visto soccombere il comune e ha riconosciuto una cubatura ai proprietari dell’area, Piazza giardino di via della Giustiniana (realizzata) e la nuova piazza Arcisate che, il programma individua come centro baricentrico nel nuovo quartiere (Labaro e Prima Porta) unificato da una viabilità di bordo. Per via Monti della Valchetta lo strumento urbanistico prevede la realizzazione del centro civico e la pedonalizzazione della viabilità, resa sostenibile dalla realizzazione di 4 nuovi tracciati viari: Giustiniana/Macherio, Macherio/Ghisalba, Magnano in Riviera, Noviglio/Bellagio. Di queste è stata realizzata solo via Magnano Riviera.
In riferimento alla chiusura di via Monti della Valchetta come scrive Marco Tolli si realizzassero i rimanenti tre tracciati solo dopo si può prendere in considerazione di chiuderla.
Buongiorno abito in questa zona dal1978, ci sono cresciuta. Non c’era niente di niente, andavo a scuola montichiari attraversando la famosa collina con pecore e cani. Si è lottato molto bloccando la via Flaminia per ottenere un autobus per raggiungere piazzale Flaminio. Di lavori sono stati fatti eliminando tante colline e creare grandi collegamenti, senza scriverli perché li conoscete. Più che chiudere adesso e creare danni agli abitanti, si dovrebbe pensare alla costruzione di alloggi per favorire e aiutare i giovani che vivono in questa zona, cresciuti dalle loro famiglie .Sapete quanto è salito il mercato degli immobili a labaro? Case muffe , da ristrutturare , ecc ecc. La zona ha bisogno di lavoro, case e vita sociale. Di verde , panchine passeggiate ce ne abbiamo a quantità. Attività commerciali che hanno chiuso per la scomodità di raggiungerli per persone anziane, clienti loro da anni, capite! Il comune dovrebbe pensare invece di dare possibilità di aiuti VERI nell’organizzatrice attività lavorative. Quando consegnarono le prime casi popolari , forse era nel anno 73/74 labaro era talmente piccolo che all’arrivo di una quantità enorme di popolazione, i piccoli negozi che c’erano hanno fatto tanti tanti soldi. Dove una volta c’era la famosa Plizer palazzina a vetri, ora è tutto abbandonato. Costruiamo un pronto soccorso, manca nella zona, un centro per radiologie , risonanze magnetiche strutture per anziani per passatempo giornaliero, offrendo opportunità di lavori ai ragazzi. Ne avrei da consigliare io mi chiamo Patrizia se ne vogliamo parlare contattatemi
Nel mio commento scusate ho fatto errori di scrittura , con la tastiera capita. Non mi interessa che venga pubblicato ma che il messaggio arrivi a chi di competenza grazie