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Biodigestore sulla Braccianese fra politica e carte bollate

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Nel pomeriggio di lunedì 25 maggio si è tenuto all’Olgiata un incontro pubblico organizzato dai consiglieri di Forza Italia del Municipio XV, Stefano Peschiaroli e Giuseppe Mocci, dedicato alle criticità legate al progetto del biodigestore previsto nell’area fra La Storta e Olgiata.

All’iniziativa hanno partecipato numerosi residenti che hanno espresso la loro contrarietà all’impianto.

Al centro delle preoccupazioni, i cattivi odori che alcuni cittadini riferiscono di aver già percepito in questi giorni nelle vicinanze del cantiere, ma anche il possibile impatto sulla viabilità di un quadrante già oggi fortemente congestionato. Sullo sfondo, inoltre, il fatto che a pochi chilometri di distanza, a Cesano, sia già in costruzione il biodigestore AMA.

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Secondo quanto riferito dagli organizzatori, all’incontro hanno preso parte anche rappresentanti delle comunità di Cesano, Osteria Nuova, La Storta e Pian Saccoccia, a conferma di una preoccupazione che ormai coinvolge un’area molto ampia del Municipio XV.

“Bene l’incontro – ci scrive una nostra lettrice – ma le risposte ricevute non hanno dissipato i nostri dubbi. Temiamo un forte impatto sulla qualità della vita del quartiere: cattivi odori, aumento del traffico di mezzi pesanti, polveri, rumore e ulteriore deterioramento delle strade già in condizioni critiche”.

Il tema è approdato anche nell’aula del Municipio XV con un Consiglio straordinario convocato per oggi, martedì 26 maggio, ma la seduta, come previsto dalla convocazione, è stata sospesa alle 13. Il dibattito riprenderà mercoledì 3 giugno.

Carte bollate

Nel frattempo la vicenda si sposta anche sul piano giudiziario. Il Consorzio Olgiata avrebbe infatti deciso di rivolgersi al Consiglio di Stato dopo che il TAR del Lazio ha respinto il ricorso presentato contro l’impianto a biometano previsto lungo la Braccianese.

Il contenzioso riguarda il progetto della società Biometano Roma srl, già al centro negli ultimi mesi di verifiche tecniche, osservazioni e polemiche sul territorio. Fra i punti più contestati ci sarebbero il possibile impatto ambientale e odorigeno dell’impianto, l’aumento del traffico pesante e le ricadute sulla qualità della vita nelle aree residenziali circostanti.

In passato anche il Municipio XV aveva chiesto ulteriori approfondimenti urbanistici e ambientali sulla cosiddetta “variante non sostanziale” intervenuta durante l’iter autorizzativo.

Dal canto loro, i giudici amministrativi avrebbero invece ritenuto che, sulla base degli studi tecnici acquisiti agli atti, il trattamento anaerobico previsto dal biodigestore presenti un impatto odorigeno inferiore rispetto a quello di un tradizionale impianto di compostaggio aerobico.

La partita, dunque, resta apertissima. E mentre sul territorio cresce la mobilitazione dei residenti, il futuro dell’impianto si giocherà ora anche nelle aule del Consiglio di Stato.

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