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Di nuovo a schiena dritta sulla Cassia

cippo via cassia
foto da Corriere della Sera
Galvanica Bruni

Nella tarda serata di venerdì 5 dicembre il cippo marmoreo collocato all’incrocio fra via Cassia e via dei Due Ponti è stato finalmente rialzato e riposizionato nella sua sede originale, dopo circa 75 anni di “orizzontalità”.

Una pietra che per decenni era diventata un tutt’uno col marciapiede torna ora a farsi riconoscere come parte del tessuto storico-urbano. Per buona pace di chi lo voleva sdraiato a mo’ di comoda panchina alla fermata del bus.

I manufatti di tipo “cippo/miliario” — pietre in marmo o travertino poste lungo le vie consolari per indicare distanze, percorsi o confini — sono testimonianze spesso trascurate del passato. Rimettere in piedi uno di questi significa riconoscere che anche elementi “minori” meritano visibilità, cura, memoria. Non è un grande monumento, ma è un segno di attenzione verso la storia quotidiana del quartiere.

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La domanda, però, sorge spontanea

Se un cippo può essere recuperato con determinazione e buona volontà, perché non fare lo stesso con un altro? Forse perché sono solo sei anni, e non 75, che è sdraiato? Dovremo attenderne altri 69 per vederlo a schiena dritta?

Da sei anni infatti, alla fine di via dei Robilant angolo viale Antonino di San Giuliano, a soli duecento metri da Ponte Milvio, un grosso cippo in marmo realizzato e lì posizionato nel 1960 giace abbandonato a terra. Fu divelto da un’auto che gli si schiantò addosso nell’ottobre del 2019 dopo un impatto con un altro mezzo.

Ripristinare un cippo non cambia il traffico, non altera la viabilità. Ma restituisce dignità a una strada, a uno spicchio di territorio che non vuole essere solo asfalto, semafori, rumore.

Mettere di nuovo in piedi un marmo significa dire che storie, tracce, segni — anche piccoli — contano. E che, a volte, basta un po’ di volontà per farli tornare visibili. Alla fine, non serve aspettare 75 o 69 anni: basta decidere che la memoria urbana merita un po’ più di rispetto.

Quel cippo dormiente a due passi da Ponte Milvio

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