Home CRONACA Svolta clamorosa nel caso Leonardo Lamma, morto a Corso Francia

Svolta clamorosa nel caso Leonardo Lamma, morto a Corso Francia

Leonardo Lamma rattoppo Corso Francia
ArsMedica

Tre anni dopo, e dopo tre richieste di archiviazione della Procura della Repubblica andate a vuoto, sul caso dell’incidente che ha causato la morte di Leonardo Lamma è arrivata la svolta. Inaspettata e clamorosa.

Cambiato il perito su richiesta del nuovo Gip, Rosalba Liso, il nuovo consulente della Procura, l’ingegnere Lucio Pinchera – lo stesso che si è occupato di Camilla Romagnoli, uccisa a Corso di Francia alla Vigilia di Natale del 2019 con l’amica e coetanea Gaia von Freymann – ha riscritto la storia di quel pomeriggio del 7 aprile del 2022.

A un primo rapporto di una quarantina di pagine consegnato qualche giorno fa, l’ingegnere Pinchera ha aggiunto alcune precisazioni richieste espressamente dal PM.

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Con l’augurio da parte della famiglia Lamma che così il quadro sia completo e si possa finalmente procedere al processo su un caso rimasto impantanato sin qui nel braccio di ferro estenuante che ha opposto Procura e ufficio del Gip, senza che la storia processuale facesse neppure un passo in direzione dell’accertamento della verità.

Come meritano Leonardo e la sua famiglia. E come merita anche la città, ogni giorno sfregiata da incidenti stradali che lasciano sull’asfalto tante giovani vite.

Nero su bianco

Il nuovo esperto della Procura ha messo nero su bianco dure critiche nei confronti del precedente consulente al quale si era affidato il PM, ricostruendo i fatti di quel giorno in una chiave del tutto diversa.

Intanto compare un furgone bianco, visibile nei video (clicca qui), ma sin ora totalmente ignorato dalle indagini. Un furgone condotto da un autista di origine indiana che immotivatamente stringe al centro, cambiando corsia di viaggio.

In quel centro della carreggiata dove, intanto, Leonardo Lamma in sella alla sua moto era finito nel tentativo di resistere alla toppa malmessa che lo aveva fatto sobbalzare.

Il diciannovenne è ancora saldamente in sella, nonostante i sobbalzi causati dal rappezzo stradale, quando la manovra del furgone lo “costringe” contro lo spartitraffico di Corso di Francia, facendogli perdere l’equilibrio e la vita.

La svolta, indagati due funzionari del XV

Il furgone, una concausa. Che si aggiunge però al rattoppo malfatto e alla mancata segnalazione dei difetti stradali.

Ecco perché ai due funzionari di Acea già indagati, ora si aggiungono nell’inchiesta l’autista del furgone bianco e anche due funzionari del XV Municipio, che secondo il PM avrebbero dovuto sovraintendere all’esecuzione dei lavori di riparazione, assicurando la sicurezza del traffico attraverso la segnalazione del pericolo o la transennatura dell’area interessata.

Una svolta che consentirebbe finalmente l’apertura di un processo per l’accertamento della verità su quanto accaduto quel pomeriggio del 7 aprile del 2022 a Corso di Francia. La famiglia Lamma tira un sospiro di sollievo, sono trascorsi tre anni ma adesso forse si potrà andare in aula.

Rossana Livolsi

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