Home CRONACA Borghetto San Carlo, uno spiraglio di luce per chi ha Co.r.ag.gio

Borghetto San Carlo, uno spiraglio di luce per chi ha Co.r.ag.gio

borghetto san carlo

Dopo anni di immobilismo e di lavori di ristrutturazione mai avviati, sembrano finalmente esserci buone notizie per la tenuta di Borghetto San Carlo a La Giustiniana, un complesso di 1.400 mq di casali dei primi del ‘900, completamente da recuperare, e 22 ettari di terre pubbliche immerse nel Parco di Veio, con accesso da Via Cassia 1450.

Lo spiraglio di luce per la Cooperativa Co.r.ag.gio, che dal 2015 ne gestisce i terreni, è arrivato questa mattina nel corso della seconda commissione urbanistica e lavori pubblici convocata dal XV Municipio e presieduta dal Presidente Gaetano Morgillo e dai consiglieri municipali Daniele TorquatiMarcello Ribera, Luisa Petruzzi, Giorgio Mori e Stefania Linguanti, per verificare l’avanzamento dei lavori di ristrutturazione dei casali.

Seconda Commissione urbanistica per Borghetto

Voluto fortemente dalla Cooperativa e dall’amministrazione locale a cui, una volta terminati i lavori spetterebbe un terzo della struttura da destinare a servizi pubblici, l’appuntamento di oggi era stato chiesto a gran voce un mese e mezzo fa quando, al termine della prima Commissione, la società incaricata alla ristrutturazione dei casali aveva annunciato che le attività, da poco riprese, sarebbero terminate entro il prossimo ottobre.

In quell’occasione, i ragazzi della Cooperativa Romana Agricoltura Giovani e le istituzioni locali avevano chiesto al Responsabile del Servizio Tecnico Opere di Urbanizzazione del Comune di Roma, Pietro Scaglione, un impegno concreto, stanchi di una vicenda che si trascina ormai da troppo tempo e che sembra non avere fine.

“Vogliamo che quella di Borghetto San Carlo sia un’idea di città differente, un bene comune da condividere con i cittadini, l’espressione di un progetto multifunzionale e di sviluppo di aree agricole. Per l’anno nuovo chiediamo un impegno concreto, dopo anni di attesa è ora che i lavori riprendano e si concludano velocemente.” – aveva commentato durante l’incontro di un mese e mezzo fa il Presidente della Cooperativa, Giacomo Lepri, che con la vittoria del bando pubblico di Roma Capitale “Roma città da coltivare”, ha preso in affido i terreni con un contratto d’affitto trentennale.

La conferma che l’impegno è stato mantenuto e i lavori di ristrutturazione sono stati finalmente avviati è arrivata proprio questa mattina dall’Assessore capitolino all’urbanistica Luca Montuori, che con il Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica (PAU) e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, hanno confermato quanto promesso agli inizi di dicembre.

Siamo molto soddisfatti che i lavori di ristrutturazione stiano finalmente procedendo ma ora è necessaria la continuità, per questo saremo spesso presenti e vigileremo sul lavoro svolto. Il recupero dei casali è ormai una priorità ed è necessario che il cronoprogramma venga rispettato” – ha commentato in apertura dei lavori l’Assessore Montuori.

La rassicurazione sull’andamento dei lavori e sulla consegna prevista per l’autunno del 2021 è arrivata anche dai rappresentanti della Impreme S.p.a, la società incaricata della ristrutturazione: “Siamo a un punto di svolta – ha spiegato l’amministratore delegato – i tempi sono in linea con quanto previsto dal cronoprogramma; purtroppo negli ultimi giorni ci sono stati ancora dei ritardi dovuti all’emergenza Covid e al maltempo ma sono iniziate le opere strutturali e pensiamo di poter consegnare un primo edificio già i primi di maggio.”

Quello che veniva contestato agli inizi di dicembre alla Impreme S.p.a, un tempo di proprietà dei costruttori Mezzaroma, era appunto un ritardo clamoroso nei lavori di recupero dei casali, lavori appena iniziati e che viaggiavano con un ritardo di otto anni. Sempre in quell’occasione era pervenuta anche la richiesta della consegna parziale del complesso da ristrutturare al fine di anticipare i tempi e avviare almeno parzialmente il resto della attività previste.

“Centro agricolo Borghetto San Carlo”: accoglienza e condivisione

Nella Commissione di dicembre avevamo chiesto che venisse garantita una programmazione definitiva che confermasse la fine dei lavori entro ottobre prossimo e anche che venisse prevista la consegna anticipata di parte delle strutture, per poter finalmente avviare il progetto del “Centro agricolo Borghetto san Carlo”. Quello che vogliamo è far tornare i casali alla vita agricola e renderli il più possibile fruibili per cittadini. Tra i progetti c’è anche quello di trasformare parte delle strutture per l’accoglienza dei pellegrini della Via Francigena”  – ha proseguito Giacomo Lepri che sulla vicenda di Borghetto San Carlo negli anni è sempre stato sostenuto da decine di sigle afferenti al Consiglio del Cibo ROMA FOOD POLICY.

Proprio sulla consegna parziale delle strutture sono state invece mostrate perplessità dalla consigliera Luisa Petruzzi, scettica sulla sicurezza del cantiere e sull’accesso ai locali. Scetticismo che invece non sembrano avere Daniele Torquati e Marcello Ribera (PD) che – certi che la programmazione della attività di ristrutturazione preveda anche una riorganizzazione dell’area – si sono detti “cautamente ottimisti” per l’andamento dei lavori ma hanno anche ribadito l’importanza del rispetto dei tempi di ristrutturazione e soprattutto della qualità delle opere.

Borghetto San Carlo: storia di una compensazione edilizia

Quello di Borghetto San Carlo è uno dei tanti casi di compensazioni edilizie mai portate a termine, vale a dire decine di milioni di euro mai riscossi dall’Amministrazione comunalebeni verdi persi per sempre e accordi mai rispettati.

Quando i costruttori romani Mezzaroma ricevono dal Comune di Roma gli ettari di verde da cementificare per costruire il nuovo quartiere di Parco Talenti – palazzine ormai edificate e messe in vendita – in cambio promettono la ristrutturazione dei casali che insistono sui terreni di Borghetto, un impegno di oltre due milioni di euro.

Con la ristrutturazione dei casali la Cooperativa avrebbe potuto avviare progetti di formazione, ospitalità, accoglienza e servizi verdi per la città, ma i lavori invece di essere completati sono appena iniziati e i ragazzi della cooperativa allo stato attuale, oltre ad aver visto naufragare numerosi progetti destinati a patrimonio pubblico, ancora oggi non hanno neanche un posto dove riporre gli attrezzi agricoli, già rubati più volte.

Non solo, a pesare come un macigno sulla testa della Cooperativa ci sarebbe l’avvio, per mano del Comune di Roma, di una procedura di escussione della polizza fideiussoria a garanzia dell’opera in questione.

Uno strumento calato dall’alto e senza preavviso che, seppur legittimo, rischierebbe di vanificare tutte le contrattazioni portate avanti finora e di avviare un altro iter infinito che potrebbe far naufragare definitivamente la consegna dei casali ristrutturati.

Ludovica Panzerotto

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