Home CRONACA Gaia e Camilla, iniziato il processo a carico di Pietro Genovese

    Gaia e Camilla, iniziato il processo a carico di Pietro Genovese

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    E’ iniziato questa mattina il processo a carico di Pietro Genovese, il giovane che nella notte tra il 21 e il 22 dicembre 2019 a bordo del suo Suv ha investito e ucciso a Corso Francia Gaia Von Freymann e Camilla Romagnoli.

    Respinta la richiesta di rito abbreviato condizionato presentata dai legali del ventunenne,  si procederà con il rito abbreviato ordinario. Genovese, accusato di omicidio stradale plurimo e agli arresti domiciliari dallo scorso 26 dicembre, oggi non era presente in aula; presenti invece i suoi avvocati, Franco Coppi e Gianluca Tognozzi e le famiglie delle vittime accompagnate dai propri legali.

    Per noi è una sofferenza che si rinnova tutti i giorni. Il fatto che l’imputato non fosse in aula un po` ci ha deluso, speravamo almeno di poterlo guardare negli occhi. Comunque siamo sereni e crediamo nella giustizia” – hanno commentato le mamme delle due amiche fuori dal Tribunale.

    Alla prima udienza, che si è svolta davanti al giudice Gaspare Sturzo, era presente anche l’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, che si è costituita parte civile, accompagnata dal presidente Alberto Pallotti e l’avvocato Walter Rapattoni.

    La posizione del ventenne, già accusato di viaggiare a 90 km/h – ben oltre il limite di velocità fissato per quel tratto di strada a 50 km/h – e con un tasso alcolemico tre volte superiore a quello consentito, sarebbe inoltre aggravata dall’accusa di violazione dell’art. 173 del codice della strada che prevede il divieto di usare il telefono durante la guida: un’informativa della Polizia Postale allegata agli atti dell’indagine confermerebbe infatti che Genovese nel momento dell’impatto con le due giovani stesse utilizzando whatsapp.

    ‘Nessuna sentenza potrà lenire questa tragedia, siamo qui non per spirito di vendetta ma per avere giustizia” ha commentato al termine dell’udienza l’avvocato Giulia Bongiorno, legale del padre di Gaia.

    La ricostruzione

    Dagli atti depositati in Procura sulla ricostruzione dell’incidente, avvenuta anche grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza del “Compro oro” che insiste su quel tratto di strada al civico 137 – che avrebbe ripreso la scena a 47 metri di distanza dal luogo dell’incidente – quella notte Genovese, a bordo del suo Suv, non avrebbe potuto evitare l’impatto con le due amiche. In sostanza, in quel punto e in quel momento Gaia e Camilla non potevano vedere ed evitare l’auto del ventenne e viceversa.

    Sembra davvero probabile infatti che se l’auto su cui viaggiavano il giovane e i due amici avesse rispettato il limite di velocità di 50 km/h sarebbe sopraggiunta sul luogo dell’impatto esattamente un secondo e mezzo dopo, frazione di tempo in cui molto probabilmente Gaia e Camilla avrebbero completato l’attraversamento pedonale, evitando così l’incidente fatale.

    A contribuire all’individuazione del tempo impiegato dall’auto prima di sopraggiungere sul luogo dell’impatto ci sarebbe anche il tipo di ammaccatura rilevata e visibile sul Suv dopo l’incidente.

    Le dichiarazioni dei legali

    Questa mattina, al termine dell’udienza, il legale Tognozzi avrebbe però confermato che il suo assistito sarebbe certo di essersi fermato al semaforo e di essere ripartito allo scattare del verde, mentre Giulia Bongiorno, difesa della famiglia Von Freymann, una volta fuori dal Tribunale di Roma, avrebbe confermato alla stampa che le due ragazze quella notte avrebbero attraversato sulle strisce pedonali, versione più volte confermata anche da Cesare Piraino, legale della famiglia Romagnoli.

    I risultati della perizia effettuata dai tecnici del pubblico ministero la sera dello scorso 10 febbraio sul tratto di strada in cui le due sedicenni sono decedute, dimostrerebbero però il contrario: Gaia e Camilla quella notte non avrebbero attraversato sulle strisce pedonali, come sostenuto dai legali delle due famiglie, ma avrebbero impegnato la carreggiata in un tratto di strada poco visibile, là dove nei giorni scorsi il Comune di Roma ha fatto installare una barriera composta da new jersey in cemento sormontati da una rete alta due metri per evitare che altri possano attraversare nello stesso punto.

    La prossima udienza a carico di Genovese è fissata per il 28 settembre, l’appuntamento successivo per il 16 ottobre.

    Ludovica Panzerotto

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