Home AMBIENTE Inviolatella Borghese, quanto è costata ai romani?

Inviolatella Borghese, quanto è costata ai romani?

La XVI Giornata della Primavera all’Inviolatella Borghese tenutasi domenica 10 giugno e organizzata da associazioni e comitati che da anni si battono per la salvaguardia dei parchi ha riacceso l’interesse di Vignaclarablog.it per una delle più belle e trascurate aree verdi di Roma Nord posta proprio all’inizio di via Cassia Nuova. Questa volta però vogliamo occuparcene facendo, come si dice,  “i conti della serva”, cercando cioè di capire quanti soldi del contribuente sono stati spesi per questo sfortunato parco.

Il Parco dell’Inviolatella Borghese, residuo di una delle tante tenute agricole alle porte di Roma, entra a far parte del patrimonio del Comune di Roma nel lontano 1999 grazie ad una cessione gratuita della Società Acqua Marcia; nel 2004 al parco si aggiungono ulteriori 13 ettari provenienti dal sequestro alla banda della Magliana e trasferiti dal Demanio al Comune perchè siano destinati, previa riqualificazione, alla fruizione da parte dei cittadini. Si arriva così al 27 marzo del 2010 quando viene inaugurato, dopo 4 anni di lavori,  il “parco didattico integrato di uso libero e gratuito” di Via di Villa Lauchli dato in gestione e manutenzione all’Istituto Marymount.

E’ nel 2011 però che il contribuente entra in ballo quando prende il via un progetto di forestazione nell’area a sinistra di Via dell’Inviolatella Borghese il cui costo è di 164.000 Euro; il gran caldo provoca una consistente moria di alberelli che devono essere sostituiti (si dice, senza costi aggiuntivi).

Il 25 settembre del 2014, dopo che i lavori sono terminati da oltre un anno,  si inaugura finalmente il Parco Attrezzato ricavato nell’area a destra della via e costato al contribuente 100.000 euro; ma le spese non sono terminate perché anche l’Ente Parco di Veio, all’interno del cui territorio è compresa l’Inviolatella, effettua numerosi interventi manutentivi: rimozione di ingenti quantitativi di rifiuti, realizzazione di un tratto di recinzione lungo la Via Cassia Nuova, apertura di un largo sentiero con un percorso ad anello oltre alla bonifica per ben due volte di un insediamento abusivo.

Di questi interventi non conosciamo il costo però facendo un rapido calcolo possiamo stimare che l’Inviolatella  sia costata al contribuente non meno di 270-280mila euro; soldi, che a giudicare dalla situazione attuale, sembrano essere andati in gran parte in fumo.

Le condizioni del Parco Attrezzato, privo da lungo tempo di ogni forma di manutenzione, come abbiamo documentato poco tempo fa sono drammatiche.

L’erba alta e i rovi  hanno ostruito i sentieri, i tavoli con le panche sono in gran parte danneggiati, danneggiato è anche il ponticello che scavalca un piccolo fosso. Il “percorso vita” in pessime condizioni è ricoperto da erbacce mentre i cestini dei rifiuti (quelli rimasti) sono tutti ammaccati e ripieni di rifiuti risalenti a chissà quale era.

La bella tabella colorata con la pianta del parco posta all’ingresso è stata divelta e la struttura di legno è avviluppata dalle canne; rifiuti e sacchetti contenenti deiezioni canine sono un po’ dappertutto. Il bellissimo parco costato 100mila euro al contribuente ora non vale granché.

La situazione sul lato sinistro non è migliore perché anche l’opera meritoria dell’Ente Parco di Veio è andata perduta: la vegetazione ha ricoperto il sentiero ad anello identificato con segnavia bianco-rossi (anche il banco fluoritico, orgoglio dell’Inviolatella, è coperto alla vista dagli alti cardi). Molti alberi piantati nel corso della “forestazione”, forse a causa della mancanza di cure, sono seccati; sparita la segnaletica realizzata e posizionata a cura dei comitati cittadini.

Come se non bastasse sono tornati anche gli insediamenti abusi nello stesso posto dove per ben due volte si è proceduto allo sgombero e ad una complessa opera di pulizia e bonifica; i numerosi abiti messi ad asciugare non lasciano dubbi.

Insomma se si eccettua l’area data in gestione ai privati, il resto dell’Inviolatella Borghese, costata al contribuente mezzo miliardo di vecchie lire, è in condizioni comatose e nulla lascia presagire che le cose a breve potranno cambiare.

Non saranno certo le pecore del Comune di Roma a salvare l’Inviolatella dal momento che qui gli ovini sono di casa, né lo saranno presumibilmente gli interessati al fienaggio gratuito visto che il primo bando di gara, che comprendeva appunto anche l’Inviolatella, è andato deserto (un solo partecipante) costringendo il Campidoglio a pubblicarne un secondo proprio in questi giorni.

Tramontata anche l’ipotesi di un parcheggio in Via Fabbroni con accesso mediante un ponticello sul fosso dell’Acqua Traversa  e il secondo ingresso da Via Oriolo. Promesse di marinaio ci verrebbe da dire.

Nel lasciare l’Inviolatella Borghese abbiamo lanciato un ultimo sguardo a quel palo metallico posto in cima alla collina il cui scopo era di ospitare una telecamera per la sorveglianza H24 dell’area. Installato nella primavera del 2009 è stato pagato con fondi della Regione destinati alla sicurezza del Parco di Veio, circa 200mila euro. E ci siamo chiesti: ma la telecamera funziona?

Francesco Gargaglia

Visita la nostra pagina di Facebook

1 commento

  1. E’ nelle stesse condizioni, se non peggio, la variante della Francigena che attraversa la Riserva dell’Insugherata.
    Circa 100mila euro l’investimento complessivo per la sistemazione del percorso storico-rurale che parte da via Cassia 1081, attraversa il Fosso dell’Acqua Traversa, per uscire a via Augusto Conti, e prendere quindi la via Trionfale all’altezza del Santa Maria della Pietà. Percorso inaugurato a gennaio 2016, ora è impraticabile causa la vegetazione rigogliosa e rovi che hanno chiuso il sentiero. Non vorrei trovarmi nei panni di quei poveri e ignari viandanti che a due passi dalla meta troveranno tutte queste difficolta rendendo difficoltosa la camminata, mentre nei tratti prima del Raccordo Anulare la Francigena è sicuramente più curata.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome